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L’Unione Europea dice NO all’ACTA
Storify July 5th, 2012
Tags: ACTA, bocciato, internazionale, trattato, Ue, Unione Europea
ACTA ed il ponziopilatismo dell’Unione Europea
Cyberdiritti, Video February 24th, 2012
Il 26 gennaio scorso a Tokyo 22 dei 27 Stati membri della Ue hanno firmato l’ACTA; all’annuncio della firma Karif Ader, deputato e relatore ACTA all’Europarlamento, ha dato le sue dimissioni accusando la Commissione Europea di aver scavalcato i diritti del Parlamento Europeo e dei cittadini dell’unione, e Bulgaria, Repubblica ceca, Germania, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania non hanno accettato di ratificare l’accordo. L’accordo non nasceva dunque sotto i migliori auspici.
Ora il commissario europeo al Commercio, Karel De Gucht, ha deciso di chiedere alla Corte di Giustizia europea un parere legale sulla legittimità del trattato; De Gucht ha dichiarato:
“Io condivido le preoccupazioni della gente sulle liberta’ fondamentali, specialmente quelle relative all’utilizzo di Internet, ma questo dibattito si deve basare sui fatti e non sulla disinformazione che ha dominato i social network. [...]
L’accordo intende fissare degli standard globali per la difesa della proprieta’ intellettuale e aiuterà a difendere i posti di lavoro che attualmente vengono persi a causa della contraffazione, con prodotti piratati per un valore di circa 200 miliardi di euro”.
Come si suol dire, un colpo al cerchio ed una alla botte. Cosa significa essere d’accordo con le preoccupazioni dei cittadini ma subito dopo sventolare i posti di lavoro ed i miliardi (addirittura 200!?) persi a causa della contraffazione?? Non ha un vago sapore di ricatto, quello stesso ricatto che in nome del mercato libero fa pendere la bilancia sempre dalla parte delle imprese a scapito dei diritti dei cittadini ?
Ma continua il commissario:
“E’ bene che la Corte Ue valuti tutti gli aspetti dei diritti fondamentali. Spetta alla Corte dare un orientamento e dire quali sono i limiti che la Ue deve rispettare”.
Ovvero, ponziopilatismo allo stato puro. Prima l’Unione Europea firma il trattato, praticamente all’insaputa di tutti; poi, con il montare della protesta in rete e non, e con il netto rifiuto opposto da diversi Paesi europei, mezzo dietrofront e scaricabarile: sentiamo cosa dice la Corte di Giustizia.
Anticipa benissimo i tempi Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale:
“E’ pero’ necessario dire fin da subito che un responso positivo non potrà considerarsi un via libera al trattato i cui problemi principali sono politici. Si tratta di un testo ottenuto sotto la pressione delle multinazionali dei contenuti e senza un metodo democratico di coinvolgimento di tutti i soggetti e dei cittadini europei.”
Gli fa eco dal suo blog l’avv. Fulvio Sarzana:
“Acta introduce principi potenzialmente eversivi per la libera espressione in rete, tra i quali senz’altro vi è la possibilità di richiedere ai provider i dati di chi si ritiene stia infrangendo il copyright. In barba a qualsiasi regola di privacy e senza il controllo dell’autorità giurisdizionale”.
Dunque, il problema ha sicuramente risvolti legali di non secondaria importanza, ma è principalmente un problema politico, e come tale deve essere affrontato, nelle sedi opportune (i parlamenti democraticamente eletti dai cittadini) dove gli onorevoli parlamentari si assumeranno la responsabilità di fronte ai loro elettori di dire “si, voglio un accordo commerciale che tuteli le grandi multinazionali ed i loro immensi profitti a scapito dei diritti dei cittadini”, oppure “no, non voglio un tale accordo commerciale perchè mi interessa la tutela dei diritti dei cittadini a scapito delle aziende multinazionali, che possono anche rinunciare ad un po’ del loro profitto in nome del bene comune”.
Ma li abbiamo dei politici, in Italia ed in Europa, che davvero difendono i nostri diritti?
Tags: ACTA, Corte Di Giustizia, De Gutch, Ue, Unione Europea
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