Informare o dimenticare. Basta una legge?
Cyberdiritti March 30th, 2011
Il fatto è recente, e potrebbe avere ampia e deleteria ripercussione nella blogosfera italiana se le cose non saranno chiarite quanto prima: il quotidiano online PrimaDaNoi.it è stato condannato dal Tribunale di Chieti sezione di Ortona a risarcire con 5000 euro (più spese legali) una coppia di coniugi per violazione della privacy, non avendo rimosso un articolo che li riguardava (se pure fatto a norma di legge) dal proprio archivio informatico.
Al di là dei dettagli della vicenda, che si possono leggere nei riferimenti a corredo di questo scritto, le cose che appaiono singolari sono due:
primo, i coniugi si sarebbero rivolti precedentemente al Garante della Privacy che avrebbe dato loro torto in quanto
«il trattamento dei dati personali è stato effettuato nel rispetto della disciplina di settore per finalità giornalistiche»
(e lo stesso magistrato di Ortona avrebbe scritto che l’articolo era stato scritto correttamente ed adeguatamente aggiornato con gli sviluppi giuridici della vicenda),
secondo, il magistrato di Ortona ordina che sia tolto l’articolo dall’archivio informatico su Internet, ma può restarne copia in formato cartaceo.
Dunque: sia il garante della privacy che il magistrato sostengono che l’articolo è scritto correttamente, risponde al vero, è puntualmente aggiornato e non lede la privacy delle due persone; è possibile inoltre, secondo il magistrato, mantenere copia cartacea della notizia … ma questa notizia non può essere resa disponibile su internet. Perché?
Per il diritto all’oblio, si dice. Che è cosa diversa dalla privacy (però la condanna è per “violazione della privacy”, nota bene!).
C’è una legge in Italia che regoli questo “diritto”? No.
Ci sono leggi europee, internazionali, accordi bi o multilaterali tra Stati? Nemmeno.
C’è una qualche dichiarazione d’intenti, appunti presi su un foglietto di carta durante una riunione di giuristi, slide proiettate da qualche docente universitario? Neanche.
Il problema, forse, è proprio questo: come si fa a delineare esattamente il confine tra il diritto di cronaca, il diritto alla libera informazione della società, il diritto alla memoria!, ed il diritto alla privacy, e dopo un (quanto?) periodo di tempo, anche all’oblio del singolo individuo?
E poi ancora: “chi” è in grado di decidere tutto questo? un parlamento con una legge? è sufficiente? I politici, e non solo quelli italiani ma la stragrande maggioranza della classe politica dominante soprattutto dei Paesi industrializzati, dove le nuove tecnologie la fanno da padrone, hanno conoscenze, competenze e capacità tali da affrontare seriamente un simile problema?
Le tecnologie della comunicazione cambiano in modo così veloce e radicale (basti pensare al rapido e recentissimo sviluppo degli smartphone e dei sistemi di geolocalizzazione, quasi impensabili fino a pochi mesi fa) che una legge fatta oggi, domani è già obsoleta.
Non solo. Gli interessi economici dell’info-entertainment sono così grandi, e le lobbies del settore così potenti, che gli stessi Governi dimenticano un po’ troppo spesso il loro ruolo “super partes” garante della “res publica” e legiferano in modo da far pendere il piatto della bilancia da una parte, che non è quella dei cittadini.
Cosa dobbiamo aspettarci dunque?
Primadanoi ha annunciato ricorso, staremo a vedere. Dovesse perdere, le cose prenderebbero una gran brutta piega, ma anche se dovesse vincere, avrebbe vinto una battaglia.
La fine della guerra, semmai ci sarà, è di là da venire.
Tags: cronaca, diritto, Informazione, libertà, oblio, Ortona, Primadanoi.it, privacy, Sentenza, tribunale
RIAA e Capitol v. Jammie Thomas: si ricomincia
Cyberdiritti October 2nd, 2008
222mila dollari di sanzione per aver violato il copyright di 24 canzoni, condivise sul network P2P KaZaa: questa la precedente sentenza sfavorevole a Jammie Thomas. Ma il giudice distrettuale del Minnesota Michael Davis ora ammette: ho dato istruzioni sbagliate alla giuria su cosa costituisse reato. Vizio di forma, sentenza annullata, processo da rifare.
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Tags: annullamento, Capitol, Jammie Thomas, Kazaa, Minnesota, P2P, RIAA, tribunale
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