Tanto rumore per cosa?

Cinema, Film, Recensioni October 9th, 2006

Non voglio entrare nel merito del tanto discusso romanzo di Dan Brown, primo perchè non ho letto il libro, secondo perchè la questione è troppo controversa e ancora priva di molti fondamenti storici [1].
Naturalmente ho le mie idee in proposito, ma non è di questo che voglio scrivere: mi limiterò quindi unicamente al film ed ai suoi aspetti più “cinematografici”.
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I nonluoghi della surmodernità

Cinema, Film, Recensioni September 7th, 2004

“Se un luogo può definirsi come identitario, relazionale, storico, uno spazio che non può definirsi né identitario, né relazionale, né storico, definirà un nonluogo. [...] i nonluoghi rappresentano l’epoca: ne danno una misura quantificabile ricavata addizionando [...] le vie aeree, ferroviarie, autostradali, [...], gli aereoporti, le stazioni ferroviarie, [...], i grandi spazi commerciali, [...], e infine, la complessa matassa di reti cablate o senza fili che mobilitano lo spazio extraterrestre ai fini di una comunicazione così peculiare che spesso mette l’individuo in contatto solo con un’altra immagine di se stesso”.
[M. AUGE, Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità, Elèuthera, Milano 1993, pp. 73-74.]
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Cosa può portarci domani la marea?

Cinema, Film, Recensioni September 23rd, 2003

Adesso so cosa devo fare oggi, solo respirare.
Perché non so cosa può portarmi domani la marea.
- Tom Hanks –

Credo che la massima summa di questo film sia riassunta in questa frase, detta dal protagonista Chuck Nolan all’amico più fidato ritrovato dopo quasi cinque anni. E’ la voglia di vivere, la speranza che è in ognuno di noi che il domani possa riservarci qualcosa che ci aiuti ad andare avanti, a superare il momento odierno di difficoltà, a vedere “oltre”.
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Lo sai perchè gli Yankees vincono sempre?

Cinema, Film, Recensioni August 23rd, 2003

“Perchè le squadre avversarie si fermano a guardare le righe delle loro magliette”.

Penso sia questa la battuta centrale di tutto il film, una chiave di lettura della storia, vera, di un uomo, Frank W. Abagnale jr, passato dalle più grandi truffe ai danni delle banche di tutto il mondo alla collaborazione con l’FBI prima e con le stesse banche poi.

Frank jr oggi è sposato, con tre figli, e guadagna milioni di dollari inventando sistemi per rendere più sicuri gli assegni bancari; è ancora un buon amico dell’agente del FBI Carl Hanratty che lo arrestò quasi trent’anni prima.

Ma veniamo al film …
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Uomo morto che cammina…

Cinema, Film, Recensioni June 24th, 2003

E’ la frase che viene ripetuta come una litania dalle guardie carcerarie che accompagnano il prigioniero dal cellulare al “miglio verde”, il nome con cui è conosciuto il braccio E del penitenziario di Cold Mountain, USA, dove vengono rinchiusi i condannati a morte in attesa dell’esecuzione. Nome dovuto alla pavimentazione del corridoio su cui si affacciano le celle, lungo circa un miglio e di colore verde acqua.
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