Quando uno Stato fa compromessi con i suoi valori

Cinema, Film, Recensioni January 31st, 2006

Il titolo vuole citare la frase che il primo ministro israeliano all’epoca dei fatti Golda Meir (interpretata molto intensamente nel film da Lynn Cohen) avrebbe detto durante una riunione a Gerusalemme ai suoi più stretti collaboratori nel momento in cui decise, assumendosene tutte le responsabilità, di combattere il terrorismo palestinese con i suoi stessi mezzi e metodi, scendendo praticamente al loro livello, accantonando i lumi della Ragione e seguendo istinti primordiali.
Uccidere per non essere ucciso, mors tua, vita mea, occhio per occhio. Il messaggio deve arrivare forte e chiaro ai palestinesi. se uccidi un ebreo, non c’è posto al mondo dove potrai nasconderti, ti inseguiremo, ti troveremo e ti uccideremo.
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Qual è la morale?

Cinema, Film, Recensioni December 21st, 2004

Ne avevo sentito parlare un gran bene, volevo tanto vederlo, quando la settimana scorsa canale5 lo ha trasmesso in prima serata me lo sono registrato anche (ma non solo) per gustarmelo tranquillamente cercando di saltare la pubblicità (e il tgcom, e il meteo, e tutte le schifezze che interrompono ormai i film in tv).

Ieri sera finalmente il momento opportuno: niente di particolarmente interessante in tv (se si eccettua il teatro su rai2 in seconda serata, ed i programmi di rai3 come “c’era una volta” …), tempo pessimo per uscire (anche se prossimamente il cinema è prenotato): quale occasione migliore per gustarmi questo film di Spielberg?
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I nonluoghi della surmodernità

Cinema, Film, Recensioni September 7th, 2004

“Se un luogo può definirsi come identitario, relazionale, storico, uno spazio che non può definirsi né identitario, né relazionale, né storico, definirà un nonluogo. [...] i nonluoghi rappresentano l’epoca: ne danno una misura quantificabile ricavata addizionando [...] le vie aeree, ferroviarie, autostradali, [...], gli aereoporti, le stazioni ferroviarie, [...], i grandi spazi commerciali, [...], e infine, la complessa matassa di reti cablate o senza fili che mobilitano lo spazio extraterrestre ai fini di una comunicazione così peculiare che spesso mette l’individuo in contatto solo con un’altra immagine di se stesso”.
[M. AUGE, Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità, Elèuthera, Milano 1993, pp. 73-74.]
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Lo sai perchè gli Yankees vincono sempre?

Cinema, Film, Recensioni August 23rd, 2003

“Perchè le squadre avversarie si fermano a guardare le righe delle loro magliette”.

Penso sia questa la battuta centrale di tutto il film, una chiave di lettura della storia, vera, di un uomo, Frank W. Abagnale jr, passato dalle più grandi truffe ai danni delle banche di tutto il mondo alla collaborazione con l’FBI prima e con le stesse banche poi.

Frank jr oggi è sposato, con tre figli, e guadagna milioni di dollari inventando sistemi per rendere più sicuri gli assegni bancari; è ancora un buon amico dell’agente del FBI Carl Hanratty che lo arrestò quasi trent’anni prima.

Ma veniamo al film …
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