Il lupo non perde nè il pelo nè il bavaglio
Televisione February 11th, 2011
Ci risiamo. Presentata alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi dal senatore Butti un “atto di indirizzo” che dovrebbe riequilibrare l’offerta informativa del servizio pubblico secondo un “quantum” definito in base alle preferenze espresse dagli italiani alle ultime votazioni. Cioè a dire che se il partito X ha ottenuto (grazie alla cosiddetta “legge porcellum” voluta dall’onorevole Calderoli) il 50 per cento più uno delle preferenze, è giusto che la RAI, nella totalità della sua informazione (e non solo) dia altrettanto spazio ad “idee, valori e proposte della maggioranza degli italiani”.
Con buona pace dell’art.21 (“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”) della nostra Costituzione.
Si potrebbe fare peggio di così ? ma certamente, perchè in questa Repubblica non ci facciamo mancare mai niente; e allora, via con la “sagra de noandri”:
L’intervento di un opinionista a sostegno di una tesi va calibrato con uno spazio adeguato anche alla rappresentazione di altre sensibilità culturali. Ciò è ancora più necessario per quei programmi, apparentemente di satira o di varietà, che diventano poi occasione per dibattere temi di attualità politica.
Quindi, ad esempio, da Santoro per un Travaglio occorrerà un anti-Travaglio, mentre a Parla con me della Dandini ad una parodia/imitazione della Santanchè dovrà controbattere una parodia/imitazione della Bindi.
È opportuno che i temi prevalenti di attualità o di politica trattati da un programma non costituiscano oggetto di approfondimento di altri programmi, anche di altre reti, almeno nell’arco di otto giorni successivi alla loro messa in onda.
Quindi, ad esempio, del famoso “bungabunga” se ne potrà parlare solo una volta, in un unico programma, durante la settimana. Per parlarne una seconda volta occorrerà aspettare la settimana successiva.
Il conduttore è sempre responsabile dell’attendibilità e della qualità delle fonti e delle notizie sollevando la Rai da responsabilità civili e/o penali
Quindi, e non serve fare esempi perchè è palese a chi si riferisce il senatore con questa indicazione, Milena Gabanelli con il suo Report o Riccardo Iacona con il suo Presa Diretta non avrebbero più copertura legale dall’azienda per le loro inchieste, con prevedibili risultati.
Occorrerà presentare “format di approfondimento che prevedano la presenza in studio di due conduttori di diversa estrazione culturale”. [...] ” al pubblico presente in studio siano vietate “manifestazioni di consenso (applausi) o di dissenso (comunque espresso)” [...] “chi ha interrotto la professione giornalistica per assumere ruoli politici non può avere la conduzione di un programma o la direzione di rete o testata.” [...] ” è necessario coniugare il diritto di cronaca con il rispetto per il pubblico, in particolare nei programmi normalmente in onda nella cosiddetta fascia protetta in cui è indispensabile evitare morbosità” [...]
Un, chessò, Facci-Santoro in co-conduzione come lo vedete? Ah, no. Santoro non potrà più condurre un programma o dirigere una testata perchè è stato europarlamentare. Allora facciamo un bel Floris-Belpietro? E con Vespa chi ci metteranno alla co-conduzione?
Però il programma dovrà andare in onda dopo la mezzanotte, se affronterà degli argomenti “scabrosi” (ma i “posteriori” di veline, letterine,meteorine, vallettine, olgettine a tutte le ore, quelli non sono “scabrosi”? e le bestemmie nella casa del Grande Fratello? … forse bisognerà “contestualizzare” anche quelle per non renderle “scabrose”).
E il pubblico, non potendo applaudire, fischiare, ridere o piangere, sarà sostituito direttamente da sagome di cartone. Tanto l’effetto voluto è lo stesso.
Tags: bavaglio, censura, Commissione Vigilanza, PDL, RAI, senatore Butti
Disegno di Legge del senatore Butti (AN/PDL) “per la corretta utilizzazione della rete INTERNET a tutela dei minoriâ€.
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