Non chiamatela camorra, chiamatela Sistema
Libri, Recensioni August 24th, 2009
Mi aveva gia’ colpito quando vidi lo speciale di “Che tempo che fa” interamente dedicato a Roberto Saviano, ma apprendere piu’ approfonditamente direttamente dal suo libro best seller, Gomorra, quanto solo accennato in televisione e’ stato davvero impressionante.
Le cose piu’ sconvolgenti non sono tanto i crimini efferati, gli spargimenti di sangue, gli atteggiamenti hollywoodiani con ville sfarzose, macchine potenti e abiti firmati dei boss, l’enorme giro di soldi con tutti i malaffari che ci sono, episodi raccontati a bizzeffe nel libro; no, le cose sconvolgenti sono due: la “cultura” malavitosa e “l’informazione” dei media – in specie i quotidiani e le emittenti locali – sulla questione.
Vedere le immagini sui network nazionali di donne affrante dal dolore dopo l’ennesimo omicidio per strada e leggerne l’interpretazione, il significato che Roberto Saviano ne da’, completamente diverso da quello che appare in tv sotto i riflettori dei principali tg; o leggere le storie dei ragazzini di strada, adolescenti che non arrivano a volte ai 14 anni (e quindi non possono essere incriminati, se pizzicati dalle forze dell’ordine), non tanto per quello che fanno (i “pali” agli spacciatori nelle piazze, le “prove di fuoco” facendosi sparare addosso con un giubbotto antiproiettile, e via dicendo …), ma per quello che rappresenta per loro, il senso della loro esistenza, dove “morire ammazzato” significa essere un “uomo”.
E’ il modo di (non) pensare, di (non) vedere, di (non) sentire della gente comune, o l’uso indiscriminato, quasi criminale, della telecamera piuttosto che del taccuino dei giornalisti nazionali che si ricordano di Napoli e Caserta quando ci scappa “il morto ammazzato” o quando l’immondizia raggiunge il terzo piano delle case, per poi dimenticarsene quasi completamente quando si spengono i riflettori (o sotto campagna elettorale …).
Ma la vera forza del libro e’ nella capacita’ narrativa di Roberto Saviano: raccontato in prima persona, “infiltrandosi” tra gli scaricatori di porto abusivi o tra la manovalanza edile, o “semplicemente” gironzolando in motorino nelle piazze dello spaccio o davanti ai negozi crivellati dai proiettili, parlando con la gente comune nel bar o per strada come con gli appartenenti al “sistema di …”. Perche’ la “camorra” e’ una invenzione giornalistica, mentre il “sistema” e’ una drammatica realta’.
E Roberto Saviano parla, ascolta, vede, vive in prima persona. E racconta. Racconta i fatti, le sue interpretazioni, i suoi stati d’animo, persino la sua stanchezza fisica. E si rivolge in prima persona direttamente al lettore, come se fosse lì, accanto a lui, mentre per strada gli indica l’ultimo morto ammazzato spiegandogli per filo e per segno i perche’ e i percome.
E non si puo’ non sentirsi direttamente coinvolti nella sua rabbia, nel suo rancore, nel suo senso di ingiustizia. Ma anche nella sua amarezza, nella sua tristezza, nel suo dolore.
Nella sua solitudine.
SCHEDA LIBRO
Roberto Saviano, Gomorra, collana Letteraria, Mondadori, 2006. pp. 331 ISBN 8804554509
LINK UTILI
Scheda libro su Mondadori
Il sito di Roberto Saviano
Roberto Saviano intervistato da Fabio Fazio a “Che tempo che fa” – Parte1 | Parte2 | Parte3
Roberto Saviano monologo a “Che tempo che fa” – Prima Parte | Seconda Parte | Terza Parte
Tags: camorra, Gomorra, Libro, Mondadori, Recensione, Roberto Saviano
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