Spidertruman e la casta dei politici italiani

Storify July 18th, 2011

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Libera Rete in Libero Stato

Eventi December 18th, 2009

LOGOMEGAFONOBAVAGLIO

Ci siamo. E’ partito on line il TAM TAM per l’evento che stiamo organizzando mercoledì 23 dicembre a Roma, in piazza del Popolo, dalle ore 17 alle 19.
Io, Alessandro Gilioli, Guido Scorza, Luisa Capelli (Meltemi Editore), Gianfranco Mascia e il suo gruppo del No B Day, Pippo Civati, Claudio Messora e molti altri: tutti connessi per promuovere l’evento in Rete.Ci sdraieremo in silenzio, per 1 minuto. Poi disegneremo col gessetto la sagoma dei nostri corpi e scriveremo dentro il nome del nostro blog. Porteremo tanti bavagli bianchi. Lo slogan sarà “Libera Rete in libero Stato”. L’iniziativa è promossa Diritto alla Rete e dall’ Istituto per le Politiche dell’Innovazione.

Fate girare ovunque sia possibile!!La forza del messaggio sta nel silenzio. Nessuno può interpretare, manipolare, provocare. Tanti corpi fermi a terra: il popolo della Rete in piazza del Popolo.

Sono contento che la mia idea sia piaciuta e spero abbia una grande eco anche fuori dall’Italia.Un caro saluto a tutti.
Enzo Di Frenna, amministratore del Network

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Ma Internet che c’entra ?!

Cyberdiritti, Varie December 16th, 2009

giù le mani dal mio blog Domenica sera, Milano, Piazza Duomo. Al termine di una manifestazione il Presidente del Consiglio si ferma per strada a salutare il pubblico che lo applaude; tra la folla uno squinternato pensa bene di lanciargli contro una statuetta riproducente il duomo della città colpendolo in pieno volto. Due denti e setto nasale rotti, una lacerazione sullo zigomo destro, una forte contusione cerebrale e tanto sangue.

Il Presidente del Consiglio viene portato via dalla sicurezza (che non si capisce bene a cosa stesse pensando/guardando/facendo mentre – dalle riprese video si vede chiaramente – compare un braccio con un oggetto in mano che con tutta calma ha pure il tempo di prendere la mira) e ricoverato al San Raffaele. L’aggressore, subito (?) bloccato, viene arrestato e identificato, scoprendo che si tratta di uno psicolabile in cura da anni per problemi mentali.

La stampa (!) si butta a corpo morto sulla notizia (!?): interruzioni della normale programmazione televisiva della domenica sera per una serie di speciali sull’aggressione; inviati speciali a presidiare il San Raffaele ed altri punti “nevralgici” per una “corretta informazione al pubblico”; parte la caccia ai parenti, amici, conoscenti, vicini, barista/tabaccaio/ortofrutticolosottocasa dell’aggressore; interviste a tutto campo a politici, opinionisti, tronisti, mamme e figli-di-mamme. Il giorno dopo non c’è un programma di intrattenimento che sia uno, dalla mattina al pomeriggio, che non sia sulla “notizia”, mettendo in campo il fior fiore dei personaggi televisivi del momento (scegliete pure dal mazzo), in studio o in “collegamento speciale da…”.
Il circo mediatico s’è messo in moto e, inevitabilmente, parte la bagarre politica: da destra si stracciano le vesti urlando a quattro ganasce che la colpa è della sinistra e di una “certa informazione schierata” che non fa altro che alimentare un clima di odio e di tensione, armando le piazze e ripreparando “le stategie stragiste degli anni di piombo” (ma la storia non insegna niente ?! ), mentre da sinistra si solidarizza con il Presidente del Consiglio, ammiccando che pero’ “pure lui un po’ se l’è cercata”.

E in tutto questo marasma, tra un “tronista” che urla nell’enterteinment pomeridiano ed un politico che urla nell’info serale o postserale, cacchiocacchiotomotomo il ministro dell’Interno Maroni chettifa ? Propone “nuove e più rigide norme sulle manifestazioni e su internet”, tra le quali

l’attribuzione al Gip del compito di adottare provvedimenti cautelari quando si ravvisi l’urgenza di un intervento, sanzioni pecuniarie per chi commette in rete istigazione a delinquere e apologia di reato e persino il tentativo di rendere più difficoltosa la navigazione sul web verso quei siti che istigano alla violenza o fanno apologia di reato, attraverso una serie di filtri.
(fonte: La Repubblica)

Domanda: e che c’entra Internet ?? Ma soprattutto con tutta la violenza, le aggressioni verbali e non, che dobbiamo sorbirci ad ogni ora e praticamente in ogni programma televisivo, dalla mattina a notte inoltrata, perchè non vengono presi gli stessi (ahahah!) provvedimenti anche per questi casi ? Come mai due pesi e due misure ??

La dice giusta Sabina Guzzanti nel suo blog, dove scrive:

la risposta di maroni chiudere siti internet è assolutamente arbitraria come al solito. dove sono le prove che quell’uomo si sia ispirato a internet e non al tg5?

Notare bene: una simile associazione d’idee non la troverete scritta in nessun giornale nè è stata citata in alcun programma televisivo. Giusto perchè è fondamentale il “servizio al pubblico”.

Naturalmente, non è l’unico: si rifà sotto l’on. Carlucci, con la sua proposta di legge contro l’anonimato in Rete, e non mancheranno certo altri personaggi nei cui cassetti delle scrivanie giacciono le più improbabili ed improponibili proposte di legge / decreti legge per colpire questo o quell’aspetto di Internet.
Gente che non sa nemmeno usare la posta elettronica ma che si arroga il diritto di pontificare in nome della protezione dei bambini, della tutela dei cittadini, della sicurezza nazionale, dell’amor di patria, di dominiddio.

Perchè Internet, si sa, è il Male di tutti i Mali.
O non sarà mica che è l’ultimo, e forse l’unico”, spazio ancora (più o meno) libero ?!

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Diritto alla Rete

Cyberdiritti July 7th, 2009

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Yuppi yuppi Iurop!

Cyberdiritti, TelCo May 7th, 2009

European_Digital_RightCon 407 sì, 57 no e 171 astenuti il Parlamento Europeo approva a larghissima maggioranza l’emendamento 138/46, proposto da Sinistra e Verdi, che ribadisce l’accesso a Internet come diritto fondamentale del cittadino europeo e dunque la necessità di un provvedimento esplicito di un tribunale per poter disconnettere un utente da internet in caso di download illegale. Non basta quindi la decisione di un’autorità amministrativa come previsto invece dalla legge francese Hadopi, meglio nota come “dottrina Sarkozy”, o “legge dei tre schiaffi” (tre avvertimenti e sei fuori dalla Rete).

L’approvazione dell’emendamento ha fatto cadere l’intero testo sulla riforma delle telecomunicazioni, il cosiddetto “Telecom Package”, perché i negoziati di compromesso con il Consiglio Ue non prevedono modifiche e sono approvati solo se l’Europarlamento li accetta integralmente; siccome la sessione parlamentare del 6 maggio era l’ultima prevista per questa legislatura, ed il 7 giugno prossimo si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento, sara’ dunque decisiva la nuova configurazione del Parlamento cosi’ come verra’ fuori dalle urne elettorali.

La capogruppo dei verdi Monica Frassoni ha dichiarato:

«Il voto di Strasburgo è stato cruciale per centinaia di milioni di europei che ogni giorno utilizzano Internet: siamo riusciti a vincere una battaglia difficile contro chi voleva utilizzare la legislazione sul mercato Telecom per limitare la libertà degli internauti».

Importante, se non fondamentale, e’ stata la mobilitazione in rete dei cybercittadini, guidati in questa battaglia dal sito web La Quadrature du Net, il cui co-fondatore Jérémie Zimmermann, all’indomani della decisione parlamentare, ha detto:

«Una campagna formidabile da parte dei cittadini ha posto la questione delle libertà di internet al centro del dibattito sul Pacchetto Telecom. Questa è una vittoria»

Ma non e’ tutto oro quello che luccica: lo stesso Parlamento Europeo aveva poco prima approvato l’emendamento Harbour che consente ai fornitori di connettività di monitorare il traffico e imporre restrizioni alle attività online degli utenti, facendo cosi’ venir meno il principio fondante della Rete stessa, la neutralita’, ovvero che ogni contenuto che passa nel network deve essere trattato allo stesso modo. L’unico obbligo al quale saranno sottoposti i provider sarà quello di informare i propri utenti: nel contratto che stipuleranno con i cittadini dovranno indicare le “condizioni che limitano l’accesso o l’uso dei servizi e delle applicazioni”, dovranno garantire informazioni riguardo ad “ogni procedura di analisi del traffico e di traffic shaping messa in campo” al fine di non sovraccaricare l’infrastruttura.

Vogliamo scommettere sulla (non)pubblicita’ che faranno i gestori italiani e la mole di ricorsi all’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni?
Insomma, e’ stata vinta una (importante!) battaglia, ma la guerra e’ ancora lunga, e senza esclusione di colpi.

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Levi, Cassinelli, D’Alia, Carlucci: lasciateci in pace!

Cyberdiritti, Varie February 18th, 2009

Gabriella CarlucciMa cosa gli e’ preso ai parlamentari italiani negli ultimi mesi? Da meta’ dell’anno scorso, piu’ o meno, ad oggi e’ tutto un susseguirsi di idee, bozze, ipotesi, progetti, disegni di legge su Internet, per Internet, contro Internet. Cos’e’ questa smania di legiferare, emendare, addizionare, promulgare articolini su articoletti, codicilli o commi, dentro grandi normative di riordino di interi comparti economici o piani strategici per la sicurezza nazionale?
Non c’e’ un serio piano di sviluppo industriale per le infrastrutture tecnologiche, non ci sono finanziamenti per l’innovazione e la ricerca nel campo delle nuove tecnologie, non esiste una legge quadro del sistema delle telecomunicazioni degna di tale nome (ovvero, aggiornata e funzionale a fronte dei nuovi sistemi di comunicazione), ma ci si rincorre continuamente per cercare, alla resa dei conti, il modo piu’ “elegante” per mettere finalmente il bavaglio all’ultimo spazio di liberta’ per un cittadino: Internet.

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Leggi schizofreniche e liberticide?

Cyberdiritti January 9th, 2009

hackingDue notizie colpiscono in questi primi giorni del nuovo anno: la proroga del discusso “decreto Pisanu” ed il via libera dell’Unione Europea del cosiddetto “hacking di stato”.
Possiamo ragionevolmente dire che i legislatori (europei ed italiani) stanno viavia diventando sempre piu’ paranoici, quando non proprio schizofrenici?
Cerchiamo di capire il perche’.
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