Ma si può parlare di internet in tv?
Televisione April 12th, 2011
E’ lo sport del momento: dalli alla Gabanelli! rea, secondo gli ipercritici, di aver osato parlar male di internet, dei social network, di google, creando inutili allarmismi, spaventando la gente, facendola allontanare ancor di più dalla Rete e alimentando così l’ignoranza e la facile creduloneria (internet è il Male!).
Ma è davvero così? Secondo me, no.
Intanto, già dai promo andati in onda nel corso della settimana per annunciare i contenuti della puntata non mi è parso vero vedere i loghi di google o di facebook scorrere alle spalle della Gabanelli: si parla di internet in televisione? e in prima serata? e da quando non succedeva? (o, è mai successo? non mi pare di ricordare qualcosa di analogo).
Secondo, ne parla Report, uno dei pochi programmi di approfondimento giornalistico rimasti nei palinsesti televisivi (e per cui, almeno per il sottoscritto, vale ancora la pena pagare il canone rai). Ci si poteva aspettare qualcosa di diverso come “taglio” del servizio? no, almeno per chi conosce e segue report da tempo. A fugare ogni dubbio, poi, il titolo stesso del servizio di Stefania Rimini “Il prodotto sei tu”. E vivaddio! qualcuno che finalmente prova a toglierci il prosciutto dagli occhi: non siamo, ormai da tempo!, cittadini aventi diritto, non siamo più nemmeno “consumatori”, o “clienti”, o per dirla in modo altisonante “stakeholders” (portatori di interessi), siamo diventati “merce”. Usciti definitivamente dalla categoria “umanità”, in un mondo dove ormai chi comanda è il mercato e chi olia il motore è il denaro, siamo cose, beni che possono essere ceduti a terzi in nome del profitto. Nell’era dell’informazione e della comunicazione, un “profilo-cliente” è il bene di maggior consumo, e quindi quello su cui si può lucrare al massimo, con il minimo sforzo.
Forse è questo che maggiormente ha scandalizzato chi ha dato addosso al programma, anche se non si dice e si copre il tutto con gli “errori tecnologici” riportati o il “clima terroristico” proposto?
Terzo, i contenuti. Su questo si può discutere, ci sono sicuramente pro e contro. Tra i contro indubbiamente il poco spazio dato al “focus” sul decreto Agcom in discussione in questi giorni (si farà una puntata ad hoc? magari!), o la frammentarietà con cui è stato affrontato il problema dei reati penali in rete, dalla diffamazione al download di materiale tutelato da copyright, (anche su questi aspetti una puntata ad hoc?), o la faciloneria di alcune affermazioni di qualche utente intervistato (“se non compro certe cose non posso andare avanti con il gioco” o amenità simili …), o infine qualche “tecnicismo” troppo semplicistico (ma qui, lascio la parola ai teNNici, io ragiono da utOnto).
Tutto vero. Ma questo toglie qualcosa al fatto che si è cercato di dare una informazione ai tanti che di queste informazioni non sanno assolutamente nulla? E non sono temi di poco conto, come la privacy o la sicurezza in rete. L’errore forse più grave nel quale si può cadere è proprio quello che, usando lo strumento ed essendo a conoscenza di tante questioni, si dia per scontato che ciò valga per tutti. E peggio per chi non lo sa, si arrangi da solo. O non usi lo strumento internet.
E’ un elitismo del tutto fuori luogo, così come trovo poco lungimiranti argomentazioni del tipo “non si parla di internet in tv” (però non si fa altro che parlare di tv in internet!).
E perchè? Internet, televisione, radio, e adesso telefonia mobile (leggere “smart mobs” per maggiori informazioni) sono mezzi, media, strumenti, non fini, scopi, obiettivi. Ben venga che in televisione, con il linguaggio che si addice a questo mezzo, si parli di internet, così come ben venga che in internet, con il linguaggio suo proprio, si parli di tv. Non vedo nessun problema in questo.
Dunque, si può parlare di internet in tv? se ne può parlare con un linguaggio quale l’inchiesta? ha fatto bene la Gabanelli a proporla? Si. A tutte e tre le domande.
Si potevano affrontare diversamente gli argomenti proposti? Ni. Alcune cose potevano essere maggiormente approfondite, altre tralasciate, ma si va a “gusto” personale.
Di una cosa sono sicuro: arroccarsi sulle proprie posizioni difendendole a spada tratta, senza cercare uno scambio ed un confronto, anche se acceso, non serve a nessuno.
Tranne a chi vuol farci spegnere il cervello.
Tags: facebook, Google, Internet, milena gabanelli, Rai 3, Report, social network, Stefania Rimini
Iniziata a marzo di quest’anno, in programmazione su Rai 3 il mercoledì in prima serata, la Nuova Squadra nasce come spin-off de
Da qualche settimana è tornato in palinsesto questo programma in prima serata su Rai3, il sabato sera.
Avevo visto la prima puntata qualche mese fa, in novembre, dato che era stato tanto pubblicizzato come “il programma che sostituisce Sciuscià di Santoro”; non che mi piaccia Santoro – anzi, non ho mai visto Sciuscià condotto da lui, non mi piace il suo stile di conduzione, mentre apprezzo molto i servizi giornalistici della sua redazione che purtroppo vengono (venivano!) dati in seconda, o terza, serata – ma con tutta la bagarre sui diktat bulgari del presidente del consiglio, le epurazioni della Rai, i nuovi palinsesti (soprattutto giornalistici) del servizio pubblico di informazione (ho visto anche una puntata di Excalibur, penoso), mi interessava vedere il “taglio” di questo nuovo programma.
Avevo visto i trailer di presentazione di questo nuovo programma di Rai3 (attualmente in onda il venerdì ore 21,00) e mi aveva incuriosito.
Da alcuni anni ormai (siamo alla quarta serie, iniziata il 16 gennaio di quest’anno) va in onda su Rai3 questa fiction/poliziesco interamente italiano: La Squadra.
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