E che fai? Li lasci morire così?

Internazionale, Varie March 23rd, 2011

libyan attackE’ la frase che sempre più spesso (mi) sento ripetere ovunque quando si argomenta sul nuovo fronte caldo internazionale, la Libia. E la risposta mi esce quasi del tutto naturale direttamente dallo stomaco: si. sono fatti loro. Così come per gli egiziani, i tunisini, gli yemeniti e tutti gli altri Paesi dove in questo momento ci sono subbugli, disordini, rivoluzioni, guerre civili.

Piuttosto, quando la smetteremo di vendere loro le armi? di ingrassare i nostri speculatori internazionali con le ricostruzioni post guerra? di depredare quei Paesi delle loro risorse naturali, magari imponendogli trattati commerciali del tutto insostenibili?

Smettiamola una volta per tutte con questa ipocrisia della libertà, dell’uguaglianza, dei diritti civili da “esportare” in tutto il mondo, quando poi – una volta “liberi” – siamo pronti a colonizzarli imponendo il nostro “stile di vita”, il nostro pensiero, la nostra cultura.

E smettiamola con questa foglia di fico delle Nazioni Unite e delle sue, ormai decisamente inutili, “risoluzioni” a senso unico, dettate unicamente dai grandi della Terra che fanno e disfanno a proprio piacimento e secondo i loro interessi, non certo per fare gli interessi delle popolazioni civili dei paesi da “liberare”. Ma sarebbe meglio dire da occidentalizzare. Un riferimento per tutti, questo eccellente articolo di Danilo ZoloW Libia, ‘Chi dice umanità’, pubblicato su PeaceReporter, 22/03/2011.

Oggi siamo bravi, bravissimi!, a stracciarci le vesti per salvare il “fratello libico” dando del pazzo sanguinario al feroce dittatore. Dittatore che, ricordiamolo, è stato ritenuto il mandante della strage di Lockerbie sul Volo Pan Am 103W, ma che, nonostante questo, ha continuato a fare affari con mezza Europa, Gran Bretagna inclusa. I 270 morti di Lockerbie si staranno rivoltando nella tomba.

Quando il figlio del dittatore è venuto a giocare al calcio qui era il gossip del momento. Quando l’altro figlio è stato beccato dalla stradale, se non ricordo male, e multato, è stato trattato col tappeto rosso e tante
scuse.
E dov’erano allora questi cittadini che oggi si dichiarano interventisti? hanno detto/fatto qualcosa? no. ci ridevano su, e continuavano a comprare macchine fiat, guardare le partite della juve, avere i conti in banca alla unicredit o la RC auto da unipol.
I libici ci tengono per le palle a livello energetico (col gas e col petrolio) e finanziario (con le compartecipazioni in alcune grandi aziende come fiat e gruppi bancari come unicredit), e nessuno ha mai mosso un dito, perchè è la legge del libero mercato.

Che un dittatore mandante di una strage internazionale sfrutti le risorse del suo Paese per arricchirsi personalmente alla faccia della sua popolazione civile (quella stessa popolazione civile che oggi gli occidentali vogliono proteggere con sedicenti “nofly zone”), reinvestendo miliardi di dollari in tutto il mondo ieri non interessava a nessuno. Anzi, gli si permetteva di piantare la sua tenda dove voleva e gli si baciava persino la mano.
Oggi, in nome della risoluzione di un organismo internazionale che non serve più a nessuno se non ai potenti della Terra, bisogna intervenire per “salvare il fratello libico”.

E a sinistra si lamentano su “dove sono i pacifisti” (Veltroni in primis sul suo profilo facebook)? Quella stessa sinistra che ha mandato i caccia sui Balcani? quella stessa sinistra che ammicca alle centrali atomiche? quella stessa sinistra (governo Prodi) che non avrà fatto “patti di amicizia” col dittatore, ma gli affari si. Realpolitik, che diamine!
Veltroni, i pacifisti sono a casa a farsi i fatti loro. Vacci tu a fare da scudo umano per difendere gli insorti di Bengasi.

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Una raccolta di esperienze

Libri, Recensioni July 28th, 2003

E così adesso è un libro. Grazie a Piero Chimienti, un editore di Taranto, l’eseperienza del movimento spontaneo di cittadini “Pace da tutti i balconi” che ha come punto di incontro il sito Internet http://www.bandieredipace.org lascia i ciberspazi dove ha viaggiato per mesi ed approda su fogli di carta in libreria.

Un libro scritto a enne mani, per quante sono le firme che hanno partecipato alla sua stesura; vediamoli:

Nicoletta Landi (Prefazione), è una degli ideatori della campagna “Pace da tutti i balconi”; attivista pacifista, attualmente sta collaborando con il Centro Nuovo Modello di Sviluppo per la stesura della Guida al Consumo Critico 2003;

don Albino Bizzotto (Introduzione), presidente dei Beati Costruttori di Pace, l’organizzazione pacifista che ha sposato da subito la campagna offrendo tutto il supporto logistico – dalla segreteria alla produzione delle bandiere di pace, alla loro “vendita per corrsipondenza” – cui necessitava;

Giulietto Chiesa (La sopravvivenza dell’Impero), giornalista molto attento agli sviluppi del cosiddetto “movimento dei movimenti” oltre ad aver scritto numerosi articoli su prestigiose testate, e libri, è il fondatore dell’associazione Megachip e della rete televisiva Nowartv;

Giuseppe Goffredo (Scontro di civiltà o crisi di civiltà?), poeta e scrittore, è direttore della rivista Da Qui e dei Seminari di marzo, oltre ad essere l’anima del Progetto Poiesis per l’educazione alla pace nelle scuole;

Gisella Desiderato (Il simbolo e le testimonianze), giornalista, ha collaborato con e.biscom, ilnuovo, la stampa; i suoi pezzi forti sono le inchieste sociali, ed il suo contributo a questo libro rileva l’importanza dei “numeri” della partecipazione al movimento pacifista;

Alessandro Marescotti e Carlo Gubitosa (Le strategie dei pacifisti tra efficacia e consenso sociale), rispettivamente presidente e segretario di Associazione PeaceLink. Alessandro è insegnante in un liceo di Taranto, Carlo giornalista freelance autore di numerosi libri ed articoli su riviste impegnate socialmente.

p. Alex Zanotelli (Questo sistema uccide. Non siamo cose, siamo volti – intervista), missionario comboniano, è stato direttore della rivista Nigrizia. E’ la vera anima cattolica del movimento dei movimenti, oltreché “sponsor” della campagna “Pace da tutti i balconi”.

La bandiera di pace, dunque, vista sotto molteplici aspetti: dalla sua storia alla valenza del “simbolo”, dai “numeri” delle adesioni alle esperienze raccontate via email sui siti internet dei circuiti pacifisti (peacelink, bandiere di pace, retelilliput), dal taglio socio-politico come fenomeno di massa al *senso* di una “massa critica” (il movimento dei pacifisti, in particolare in Italia).

Un libro suddiviso in articoli, più che sezioni, in cui apparentemente ognuno fa storia a se ma in realtà creando un continuum che va dal generale al particolare, dal grande al piccolo, dalla “massa” al singolo cittadino che, aderendo alla campagna, ha esposto la sua bandiera dal balcone di casa.

Un libro che, spero, induca a riflettere soprattutto le voci “contro”, quelle stesse voci che spesso hanno cercato di sminuire il movimento pacifista come “affiliati della sinistra” o, peggio, “modaioli”; le bandiere sono ancora lì dove le avevamo appese, forse meno di prima, ma ci sono ancora. Ed il movimento continua a portare avanti i suoi impegni.

Ma – ad ulteriore dimostrazione di quanto ho scritto in mie precedenti opinioni – “un cane che azzanne l’uomo non fa notizia”, così un pacifista in tempo di pace (?) non fa notizia.
E molti delatori irridono: dove sono finiti i pacifisti scesi in piazza? e quelli che avevano messo le bandiere ai balconi?

Eccoli. Sono sempre qui. Sempre impegnati a proporre un messaggio di pace, a costruire un mondo nuovo sperando in una società migliore. A scrivere libri sulle proprie esperienze cercando di raggiungere quante più persone possibili.

Perchè non può esserci pace nel mondo se non c’è giustizia.

AA.VV.
Bandiere di Pace. Il mondo in costruzione
Chimienti Editore, 2003
EURO 12,50 (il 10% del costo di copertina è destinato al finanziamento di iniziative di pace e solidarietà)

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Sbilanciamoci, una finanziaria sociale

Recensioni, WebSite February 12th, 2003

Giusto domenica, a pranzo dai miei, ennesima discussione con un mio parente – imprenditore di destra per il quale il “corriere della sera” è puro Vangelo, tutto il resto non è vero/non esiste – che mi ha riportato ancora una volta di fronte le stesse domande, gli stessi interrogativi; alcuni:
- perchè nessuno parla più di Guantanamo?
- perchè nessuno va in Iraq a manifestare?
- cosa propongono di concreto i pacifisti?
- quali concrete inziative vorrebbero i cosiddetti noglobal?
- perché parlate parlate, e non fate mai niente?
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Sulle orme del Mahatma

Libri, Recensioni December 15th, 2002

“Il mondo è cambiato. Dobbiamo cambiare noi.
Fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza, facciamo ognuno qualcosa.
Nessun altro può farlo per noi”.

- Tiziano Terzani -
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Legami di Pace

Recensioni, WebSite September 5th, 2002

E’ la traduzione letterale del termine PeaceLink, una parola che racchiude un meraviglioso mondo di informazione alternativa, telematica di base, volontariato ecopacifista.

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