Buone intenzioni o solo belle parole?

Cyberdiritti, Internazionale, TelCo April 21st, 2011

neelie_kroessir-tim-berners-leeIl prossimo 25 maggio entrerà in vigore nella Unione Europea il cosiddetto “pacchetto Telecom”, ovvero la regolamentazione delle telecomunicazioni con particolare attenzione alla rete Internet; con l’approssimarsi di questa importante scandenza il commissario europeo per l’agenda digitale Neelie KroesW si è rivolta pubblicamente ai gestori delle telecomunicazioni ed agli internet service provider, esortandoli a migliorare i loro servizi soprattutto su tre punti specifici:

  1. tempi ridotti (al massimo un giorno) per cambiare operatore;
  2. massima trasparenza sulla velocità di connessione ad Internet;
  3. stop al blocco di specifici servizi, in particolare i servizi VOIP come skype.

La Kroes ha dichiarato:

Sono totalmente convinta che ogni cittadino europeo abbia il diritto di navigare in una Rete che sia libera e trasparente.[...] Sin dal primo giorno dell’entrata in vigore della direttiva vigileremo, in collaborazione con le Autorithy nazionali,affinchè Internet sia uno strumento aperto. [...] Faremo tutto il possibile per garantire la concorrenza e la libertà di scelta dei consumatori: entro la fine dell’anno pubblicheremo i risultati del monitoraggio e se non sarò soddisfatta non esiterò a varare misure più stringenti, anche di carattere legislativo.

In sostanza dunque il commissario europeo non ha detto nulla di nuovo, né ha preso una netta posizione in favore della net neutralityW: ha solo ribadito che la UE controllerà cosa succederà con l’entrata in vigore delle nuove regole e, se le cosenon dovessero andare come previsto, prenderà provvedimenti.

Cioe’, crediamo ancora alla bufala dell’autoregolamentazione del libero mercato? Davvero si pensa che, senza regole esanzioni precise, i grandi interessi economici in ballo agiranno in nome dei diritti e del benessere dei cittadini? o nonpenseranno solo a come massimizzare i loro profitti, a scapito degli interessi della collettività?

Ha detto bene recentemente in una conferenza stampa Tim Berners LeeW

Se si concedesse agli operatori di discriminare fra i vari tipi di contenuto le grandi società otterrebbero il controllocompleto sulle preferenze degli utenti. Potrebbero impedirgli di visitare siti considerati non politicamente corretti,religiosamente corretti, o anche commercialmente corretti.

Quindi l’Unione Europa passerà i prossimi mesi a monitorare, e già su questo aspetto le prime domande: chi si occuperà del monitoraggio? chi sarà monitorato? in che modo avverrà questo monitoraggio? non è dato saperlo.
Secondo passaggio, l’Unione Europea valuterà i dati ottenuti dal monitoraggio. E quali saranno i criteri di questavalutazione? chi li ha decisi ed in base a cosa? non si sa.
Terzo passaggio, qualora i dati risultanti dalla valutazione non dovessero soddisfare (in base a cosa?) il commissarioeuropeo questi si attiverà per prendere provvedimenti (e quali?) anche di carattere normativo.
Dobbiamo quindi ipotizzare un quarto passaggio, il Parlamento Europeo che dovrà approvare o meno le nuove direttive.

E quanti anni occorreranno prima che l’Unione Europea rimedi ai probabili, ancorchè possibili, danni che gestori di telefonia e ISP faranno nel frattempo? e quanti altri anni ancora dovranno passare, ammesso che si riesca a legiferare in tal senso, prima che gli stati nazionali si decidano a recepire le nuove direttive europee in materia di telecomunicazioni?

Al momento possiamo solo dire che son belle parole, ma da queste ai fatti, purtroppo, c’è davvero troppa distanza per noi cittadini.
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I diritti digitali visti dalla UE

Cyberdiritti June 30th, 2009

Viviane_RedingIntervista a tutto campo di Altroconsumo al commissario europeo per la società dell’informazione e i media Viviane Reding; sollecitata dalle domande dell’intervistatore, la commissaria europea parla a tutto campo dei diritti digitali, dall’attuale situazione monopolistica delle societa’ per i diritti d’autore

“ma c’è una pressione crescente contro questo regime da parte di rivenditori, consumatori e creatori di contenuti, che si stanno rendendo conto di come il sistema sia utile soltanto alle società di raccolta dei diritti”

alla pirateria digitale e multimediale su Internet

“I policy-makers, ossia coloro che prendono le decisioni in Europa dovrebbero riconoscere l’immenso potenziale di internet in termini di sviluppo della libertà di informazione, di partecipazione democratica e di rafforzamento del nostro Mercato Unico”.

dalla eyouguide, all’Agenda Digitale per i Diritti dei Consumatori in collaborazione con la Commissaria Europea per la tutela dei consumatori Meglena Kuneva, dall’importanza della neutralita’ della Rete

“Le nuove tecniche di gestione delle reti rendono possibile la prioritarizzazione del traffico. Gli operatori possono usare questi strumenti per ottimizzare il traffico e garantire una buona qualità del servizio in un momento di domanda in aumento e nella crescente congestione della rete in orari di punta. C’è però il rischio che la gestione del traffico possa portare a pratiche anti-competitive come la prioritarizzazione ingiusta di un certo tipo di traffico, oppure il suo rallentamento e, in casi estremi, il suo blocco.”

al difficile equilibrio tra la tutela del diritto d’autore e la libera circolazione dei saperi e dell’informazione

“ma sono fiduciosa che molto presto la Commissione troverà una soluzione innovativa ed equilibrata che punti a rimuovere gli ostacoli e a promuovere la creatività degli utenti di internet.”

e al (cosiddetto) fair-use

“Questa è senz’altro una materia complessa e non molto trasparente. Dal 2001 abbiamo in Europa una direttiva sul diritto d’autore nella società dell’informazione. Tuttavia, per quanto riguarda le copie private, questa direttiva al momento lascia a ciascuno Stato Membro la libertà di decidere se e a quali condizioni vuole acconsentire alla copia privata. Il risultato è una evidente frammentazione di regole, e in effetti attualmente sono in vigore 27 differenti regimi nazionali.”

dagli standard comuni e l’interoperabilita’ dei sistemi di gestione dei diritti digitali (DRM) alla certezza del “giusto processo” e della tutela dei dati personali dei cittadini (vedi dottrina Sarkozy e legge Hadopi in Francia)

“Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra la protezione dei diritti di proprietà intellettuale e della creatività artistica da una parte e il ruolo di internet nel promuovere importanti diritti fondamentali come la libertà di espressione e di informazione – diritti fondamentali che già si ritrovano in ognuno dei sistemi legali nazionali degli Stati Membri.”

Le idee sono chiare, le intenzioni sembrano buone, l’accordo con i Commissari Europei piu’ o meno coinvolti, come la gia’ citata Meglena Kuneva o la Commissaria europea responsabile della Concorrenza Neelie Kroes, sembra esserci. Speriamo solo che si prosegua in questa direzione senza cedere alle sirene monopolistico-capitalistiche delle lobbies dell’infointrattenimento (come, purtroppo, troppo spesso e’ accaduto, soprattutto nei singoli Stati, in particolare qui, in Italia).

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Yuppi yuppi Iurop!

Cyberdiritti, TelCo May 7th, 2009

European_Digital_RightCon 407 sì, 57 no e 171 astenuti il Parlamento Europeo approva a larghissima maggioranza l’emendamento 138/46, proposto da Sinistra e Verdi, che ribadisce l’accesso a Internet come diritto fondamentale del cittadino europeo e dunque la necessità di un provvedimento esplicito di un tribunale per poter disconnettere un utente da internet in caso di download illegale. Non basta quindi la decisione di un’autorità amministrativa come previsto invece dalla legge francese Hadopi, meglio nota come “dottrina Sarkozy”, o “legge dei tre schiaffi” (tre avvertimenti e sei fuori dalla Rete).

L’approvazione dell’emendamento ha fatto cadere l’intero testo sulla riforma delle telecomunicazioni, il cosiddetto “Telecom Package”, perché i negoziati di compromesso con il Consiglio Ue non prevedono modifiche e sono approvati solo se l’Europarlamento li accetta integralmente; siccome la sessione parlamentare del 6 maggio era l’ultima prevista per questa legislatura, ed il 7 giugno prossimo si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento, sara’ dunque decisiva la nuova configurazione del Parlamento cosi’ come verra’ fuori dalle urne elettorali.

La capogruppo dei verdi Monica Frassoni ha dichiarato:

«Il voto di Strasburgo è stato cruciale per centinaia di milioni di europei che ogni giorno utilizzano Internet: siamo riusciti a vincere una battaglia difficile contro chi voleva utilizzare la legislazione sul mercato Telecom per limitare la libertà degli internauti».

Importante, se non fondamentale, e’ stata la mobilitazione in rete dei cybercittadini, guidati in questa battaglia dal sito web La Quadrature du Net, il cui co-fondatore Jérémie Zimmermann, all’indomani della decisione parlamentare, ha detto:

«Una campagna formidabile da parte dei cittadini ha posto la questione delle libertà di internet al centro del dibattito sul Pacchetto Telecom. Questa è una vittoria»

Ma non e’ tutto oro quello che luccica: lo stesso Parlamento Europeo aveva poco prima approvato l’emendamento Harbour che consente ai fornitori di connettività di monitorare il traffico e imporre restrizioni alle attività online degli utenti, facendo cosi’ venir meno il principio fondante della Rete stessa, la neutralita’, ovvero che ogni contenuto che passa nel network deve essere trattato allo stesso modo. L’unico obbligo al quale saranno sottoposti i provider sarà quello di informare i propri utenti: nel contratto che stipuleranno con i cittadini dovranno indicare le “condizioni che limitano l’accesso o l’uso dei servizi e delle applicazioni”, dovranno garantire informazioni riguardo ad “ogni procedura di analisi del traffico e di traffic shaping messa in campo” al fine di non sovraccaricare l’infrastruttura.

Vogliamo scommettere sulla (non)pubblicita’ che faranno i gestori italiani e la mole di ricorsi all’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni?
Insomma, e’ stata vinta una (importante!) battaglia, ma la guerra e’ ancora lunga, e senza esclusione di colpi.

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