Tre schiaffi a Sarkozy

Cyberdiritti June 22nd, 2009

sark.o.Uno, due, tre. I tre “schiaffi” che il presidente francese Sarkozy voleva assestare ai cybercittadini sorpresi a scaricare illegalmente materiale protetto dal diritto d’autore si sono ritorti contro egli stesso come in un magico gioco degli specchi.
Il consiglio costituzionale francese, infatti, ha affermato

la libertà di comunicazione e di espressione, enunciata dall’art. 11 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, fin dal 1789 è oggetto di una costante giurisprudenza protettrice da parte del Consigio Costituzionale.

E ancora:

Questa libertà implica oggi, avuto riguardo allo sviluppo generalizzato dell’Internet e alla sua partecipazione alla vita democratica in funzione della libertà di espressione e diffusione delle idee, la libertà di accedere ai servizi pubblici di comunicazione online.

In sostanza, come gia’ approvato al Parlamento Europeo con l’emendamento 138, il Consiglio ha ribadito che Internet è uno strumento per formare e manifestare il pensiero, accedere alla rete è un diritto fondamentale del cittadino, e solo al termine di un regolare processo e del parere dell’autorità giudiziaria è possibile comprimere questo diritto.
Non possono quindi essere le major che si arrogano il diritto di “scandagliare” la rete alla ricerca di downloads illegali, non possono essere gli ISP di propria iniziativa ad inviare all’utente minacciose missive di disconnessione dalla Rete, non puo’ essere una società (pubblica o privata che sia) a gestire il regolare accesso ad Internet e/o sanzionare amministrativamente chi adotta comportamenti illeciti; la giustizia non e’ un fatto privato, nelle democrazie esiste un organo, la Magistratura, preposto all’esercizio di simili funzioni.

Un cittadino ha dunque pieno diritto di accesso alla Rete e solo un tribunale puo’ decidere di sanzionarlo (civilmente e/o penalmente) se dovesse agire illegalmente. Non certo gli aventi diritto in causa, moderni talebani dell’ “occhio per occhio, dente per dente”, in una visione/gestione privatistica del diritto.

Cosa succedera’ ora? Difficile dirlo, visto l’Unione Europea si e’ gia’ chiamata fuori delegando queste questioni alle decisioni/legiferazioni dei singoli stati; e con i “chiari di luna” che si intravedono soprattutto qui in Italia, il futuro non promette bene.

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