Spaghetti-Hadopi: Calabrò come Sarkò?
Cyberdiritti, Video March 30th, 2012
Siamo al puro delirio di onnipotenza. Come scrive bene l’avv. Guido Scorza nel suo articolo per Punto Informatico
Un’Autorità una e trina, dunque. Un’Autorità che – caso più unico che raro in un paese democratico – è tenutaria, in relazione ad una materia tanto rilevante come la circolazione dell’informazione e del sapere nello spazio pubblico telematico, dei tre poteri dello Stato: quello legislativo, quello esecutivo e quello giudiziario.
In sintesi, la bozza circolata in Rete e pubblicata da Anna Masera su La Stampa (ma di cui il commissario Calabrò dice di non sapere niente) dice che
l’Agcom diventa l’autorità competente a intervenire sulle violazioni del diritto d’autore, a perseguirle, a tentare la risoluzione extragiudiziali delle controversie che ne derivano, a disporre sanzioni pecuniarie ma anche a occuparsi della disabilitazione dell’accesso al servizio o, solo se possibile, ai contenuti resi accessibili in violazione della legge 22 aprile 1941, n. 633.
In pratica, una vera e propria HadopiW all’italiana, con l’aggravante che a metterla in pratica sara’ una autorità composta da cinque membri nominati in modo non trasparente e soprattutto rispondente unicamente a logiche di lottizzazione politica.
In puro stile RAI.
Ecco perchè, tra l’altro, alcuni giorni fa un gruppo di associazioni ha dato vita alla campagna “vogliamo trasparenza” per chiedere al Governo di ripensare il metodo delle nomine della Rai e delle Autorità di Garanzia Agcom e Privacy.
Agcom, Calabrò: Regolamento pronto, attendiamo norma governo.
I commenti dei Senatori Marco Perduca (Radicali) - Vincenzo Vita (PD) - Luigi Vimercati (PD) sulla seconda audizione di Corrado Calabrò in
Senato.
by Giovanni.aversa - Agorà Digitale
Siamo di fronte ad un vero e proprio colpo di mano (con i commissari in scadenza ed un governo “tecnico” in carica) da parte dei “soliti noti”, dei “furbetti del copyright”, degli “aventi diritto de noandri”, del “quel che mio è mio, quel che tuo è sempre mio”. Grette logiche da bottegucce di quartiere, in un mondo 2.0 globalizzato ed interconnesso, che pensano solo a come poter lucrare fino all’ultimo centesimo spremendo quanto e dove il più possibile e cercando, al tempo stesso, di spendere quanto meno possibile in innovazione, in ricerca, in valorizzazione del nuovo.
Massimo profitto con il minimo sforzo.
Il tutto unicamente a suon di leggi, complici tutti quei partiti che non sanno nemmeno cosa sia un computer o la Rete, e quella “casta” di politici tra le cui schiere ci sono il fior fiore di professionisti ed imprenditori, attenti solo a fare i propri interessi, non certo quello della “cosa pubblica” in nome dei diritti di tutti i cittadini della Repubblica.
Vedremo adesso se il Primo Ministro ed i suoi ministri “tecnici” si renderanno complici di questo vero e proprio “furto di stato” in nome della real-politik, con le solite scuse ormai trite e ritrite sui media tradizionali “ce lo chiede l’Europa”, “eravamo sull’orlo del baratro”, “lo facciamo per chi verrà dopo di noi”, ed altre frasi del genere, oppure se il prof. on. Monti manterrà fede alle sue promesse di riforme in trasparenza, in giustizia ed in equità sociale “come si fa in Europa”.
A noi cittadini non resta che mantenere alta l’attenzione e continuare a vigilare. Perchè la libertà d’informazione e di comunicazione sono diritti di tutti i cittadini, non solo di chi può permetterseli comprandoseli a suon di soldi.
Tags: agcom, Calabrò, Diritto d'Autore, Governo, Internet, Italia, Senato
Non se n’era accorto nessuno, ma Google aveva già anticipato la mossa di Twitter di almeno un paio di settimane; la notizia è stata portata alla luce solo recentemente dal sito
Con 365 voti a favore, 57 contrari e 14 astensioni la Camera dei deputati approva sei identici emendamenti soppressivi presentati da Pdl, Idv, Fli, Api, Pd e Udc bocciando così l’emendamento del leghista Fava. La sola Lega Nord si è espressa in favore della proposta d’emendamento.
I fatti sono noti: sta per essere presentato alla camera un decreto legge, denominato
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