I diritti digitali visti dalla UE

Cyberdiritti June 30th, 2009

Viviane_RedingIntervista a tutto campo di Altroconsumo al commissario europeo per la società dell’informazione e i media Viviane Reding; sollecitata dalle domande dell’intervistatore, la commissaria europea parla a tutto campo dei diritti digitali, dall’attuale situazione monopolistica delle societa’ per i diritti d’autore

“ma c’è una pressione crescente contro questo regime da parte di rivenditori, consumatori e creatori di contenuti, che si stanno rendendo conto di come il sistema sia utile soltanto alle società di raccolta dei diritti”

alla pirateria digitale e multimediale su Internet

“I policy-makers, ossia coloro che prendono le decisioni in Europa dovrebbero riconoscere l’immenso potenziale di internet in termini di sviluppo della libertà di informazione, di partecipazione democratica e di rafforzamento del nostro Mercato Unico”.

dalla eyouguide, all’Agenda Digitale per i Diritti dei Consumatori in collaborazione con la Commissaria Europea per la tutela dei consumatori Meglena Kuneva, dall’importanza della neutralita’ della Rete

“Le nuove tecniche di gestione delle reti rendono possibile la prioritarizzazione del traffico. Gli operatori possono usare questi strumenti per ottimizzare il traffico e garantire una buona qualità del servizio in un momento di domanda in aumento e nella crescente congestione della rete in orari di punta. C’è però il rischio che la gestione del traffico possa portare a pratiche anti-competitive come la prioritarizzazione ingiusta di un certo tipo di traffico, oppure il suo rallentamento e, in casi estremi, il suo blocco.”

al difficile equilibrio tra la tutela del diritto d’autore e la libera circolazione dei saperi e dell’informazione

“ma sono fiduciosa che molto presto la Commissione troverà una soluzione innovativa ed equilibrata che punti a rimuovere gli ostacoli e a promuovere la creatività degli utenti di internet.”

e al (cosiddetto) fair-use

“Questa è senz’altro una materia complessa e non molto trasparente. Dal 2001 abbiamo in Europa una direttiva sul diritto d’autore nella società dell’informazione. Tuttavia, per quanto riguarda le copie private, questa direttiva al momento lascia a ciascuno Stato Membro la libertà di decidere se e a quali condizioni vuole acconsentire alla copia privata. Il risultato è una evidente frammentazione di regole, e in effetti attualmente sono in vigore 27 differenti regimi nazionali.”

dagli standard comuni e l’interoperabilita’ dei sistemi di gestione dei diritti digitali (DRM) alla certezza del “giusto processo” e della tutela dei dati personali dei cittadini (vedi dottrina Sarkozy e legge Hadopi in Francia)

“Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra la protezione dei diritti di proprietà intellettuale e della creatività artistica da una parte e il ruolo di internet nel promuovere importanti diritti fondamentali come la libertà di espressione e di informazione – diritti fondamentali che già si ritrovano in ognuno dei sistemi legali nazionali degli Stati Membri.”

Le idee sono chiare, le intenzioni sembrano buone, l’accordo con i Commissari Europei piu’ o meno coinvolti, come la gia’ citata Meglena Kuneva o la Commissaria europea responsabile della Concorrenza Neelie Kroes, sembra esserci. Speriamo solo che si prosegua in questa direzione senza cedere alle sirene monopolistico-capitalistiche delle lobbies dell’infointrattenimento (come, purtroppo, troppo spesso e’ accaduto, soprattutto nei singoli Stati, in particolare qui, in Italia).

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L’il-liberal Sarkozy

Cyberdiritti May 15th, 2009

hadopi_gros_bug_a_l_assembleeAlla fine ce l’ha fatta il presidente francese Sarkozy: con 189 voti a favore e 14 contrari, i senatori hanno approvato la legge Hadopi, o “dottrina Sarkozy” o ancora “legge dei tre schiaffi”. Favorevole la maggioranza UMP e l’Union centriste, contrari i Verdi mentre la sinistra PCF et PS hanno scelto di non prendere parte alla votazione come gia’ annunciato. Con l’entrata in vigore della legge i cittadini francesi che scaricheranno musica e film dalla Rete riceveranno una prima email d’avvertimento dall’Alta autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti su Internet (Hadopi); dopo tre avvertimenti verrà interrotto il servizio di connessione per un anno. Una volta tornati online, se recidivi, non potranno piu’ connettersi. Ma con il danno, la beffa: anche se disconnessi, dovranno comunque continuare a pagare l’abbonamento all’ISP.

La ministra della cultura, Christine Albanel, è convinta che non ci sia alcun contrasto fra la nuova legge francese e le recenti votazioni all’europarlamento:

«Quell’emendamento afferma il principio che ogni minaccia ai ’diritti e libertà fondamentali degli internauti non può intervenire che sulla base di una decisione delle autorità giudiziarie. Ma l’accesso a Internet, dal proprio domicilio, non è riconosciuto come “libertà fondamentale”».

D’altro canto, il Commissario Europeo Viviane Reding, appresa la notizia dell’approvazione della legge in Francia, ha detto di

“non riscontrare nell’Hadopi alcuna violazione del diritto positivo europeo e nulla di modificativo dell’attuale situazione nel testo dell’emendamento 138.
Ciò che io posso non amare politicamente, non è sempre illegale, ci sono probabilmente dei problemi con l’Hadopi riguardo al diritto nazionale, ma sta alla giustizia francese decidere.”.

Spaccata l’Unione Europea (alcuni stati guardano con molto interesse alla legge Hadopi, e gruppi di lobbisti delle major stanno facendo forti pressioni sui loro governi per legiferare in tal senso, non ultima l’Italia), spaccato il parlamento francese, spaccati gli artisti d’oltralpe: se alcuni, come l’attrice Catherine Deneuve – avevano chiesto al Governo di abbandonare

«un meccanismo di sanzioni dalla dubbia costituzionalità»,

molti (troppi!) altri, come il regista Bertrand Tavernier, si erano schierati a favore della legge. La cantante Juliette Greco e l’attore Michel Piccoli avevano anche scritto al quotidiano Le Monde rimproverando al Partito socialista di

«opporsi a che delle regole siano stabilite agli operatori di telecomunicazioni affinchè cessino di rapinare la creazione. Così facendo il Partito socialista volta le spalle in modo fragoroso alla nostra storia comune, caratterizzata dal rifiuto di un ordine puramente commerciale, dalla protezione del debole contro il forte».

Ma sara’ efficace questa legge Hadopi? Sono in molti in Francia a chiamarla la classica “vittoria di Pirro”, e gli attivisti francesi iniziano a mobilitarsi.
Sui blog già dilagano gli appelli ad azioni di protesta, come il boicottaggio di cinema e acquisto/noleggio di cd e dvd; altri bloggers hanno messo online la lista con i deputati che hanno votato a favore, con l’avvertimento: «Ora sappiamo per chi votare alle prossime europee»; il blog Linux Manua ha pubblicato un “piano di resistenza” con gli antidoti alla legge Hadopi; infine, il collettivo La Quadrature du Net parla di un provvedimento «già morto e sepolto» per quattro motivi: legale (è in contraddizione con quanto votato dal parlamento europeo), tecnico (già esistono diversi programmi per rendere anonima la connessione, un dettaglio all’ottimo articolo di Alessandro Bottoni), giuridico (presto scoppierà un Hadopi-gate per le tante collusioni tra i membri del governo e l’industria dell’intrattenimento francese), mediatico (la propaganda anti-Hadopi ha compattato il fronte degli utenti).

La guerra non e’ perduta, le battaglie sono tante. Staremo a vedere chi ne uscira’ vittorioso.

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