La grande sorella

Cyberdiritti May 25th, 2009

BBawardsAnche quest’anno il progetto Winston Smith (PWS), nell’ambito del convegno E-privacy2009, ha consegnato i Big Brothers Awards, ovvero

un premio “in negativo” che fin dallo scorso millennio (1998 per l’esattezza) viene assegnato in tutto il mondo a chi piu’ ha danneggiato la privacy.

Le categorie dei premi sono cinque:

  • Peggior ente pubblico
  • Peggiore azienda privata
  • Bocca a stivale
  • Minaccia da una vita
  • Tecnologia più invasiva

a cui va aggiunto il premio “Lamento del Popolo“, destinato a chi riceve più nomination negative.

Forse per la prima volta da quando in Italia vengono assegnati questi premi, i vincitori sono praticamente soltanto due: Facebook e l’on. Gabriella Carlucci.
Sul comunicato stampa ufficiale la classifica ed i voti espressi:
Premio “Lamento del Popolo“, Facebook con 12 nomination su 40
Premio “Tecnologia piu’ invasiva“: Facebook (21/30)
Premio “Peggiore azienda privata“: Facebook (25/30)
Premio “Minaccia da una vita“: On. Gabriella Carlucci (16/30)
Premio “Bocca a stivale“: On. Gabriella Carlucci (21/30)
Premio “Peggiore ente pubblico“: Ministero dell’Interno (23/30)
Premio “Winston Smith eroe della Privacy”: Electronic Frontier Foundation (15/30)

Particolarmente interessanti le motivazioni dei premi per l’on.Carlucci:
per il premio “Minaccia da una vita”,

e’ stato il recente DDL 2195/2009, che in una versione preliminare diffusa in Rete possedeva il suggestivo titolo “Internet territorio della libertà dei diritti e dei doveri”, ed ha ora quello certo meno appetibile di “Disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet e delega al Governo per l’istituzione di un apposito comitato presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. [...]
Insomma, un Piccolo Fratello italiano che irreggimenti ed identifichi tutti, distruggendo in Italia la Rete come oggi la conosciamo, in modo che siano salvi ed intatti i diritti di proprieta’ intellettuale.
E’ pur vero che nella Costituzione si parla non di questi ultimi ma piuttosto di liberta’ di espressione e di inviolabilita’ della corrispondenza, ma questo dimostra probabilmente la necessita’ di ulteriori modifiche costituzionali.

Per il premio “Bocca a stivale” che,

vuole premiare la frase piu’ “terrificante” pronunciata sul tema della privacy e dei diritti civili in Rete.

la segnalazione piu’ ricocrente e’ stata in merito all’affermazione “È arrivato il momento di combattere ed eliminare l’anonimato su Internet”; commenta il PWS:

Con buona pace degli onesti cittadini italici, che da alcuni secoli (dai tempi di Pasquino) utilizzano il diritto all’anonimato, esercitabile anche imbucando una lettera senza mittente alle Poste, quando ritengano di averne bisogno, senza aver indotto crisi nelle Forze dell’Ordine o collassi istituzionali nei Governi, e senza che questo abbia impedito di perseguire e punire i farabutti.

La “Grande Sorella” continua imperterrita per la sua strada e nulla sembra farla recedere dai suoi propositi: forse questi premi – e la conseguente figuraccia internazionale – aiuteranno l’orwelliano onorevole a tornare sui suoi passi?

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Levi, Cassinelli, D’Alia, Carlucci: lasciateci in pace!

Cyberdiritti, Varie February 18th, 2009

Gabriella CarlucciMa cosa gli e’ preso ai parlamentari italiani negli ultimi mesi? Da meta’ dell’anno scorso, piu’ o meno, ad oggi e’ tutto un susseguirsi di idee, bozze, ipotesi, progetti, disegni di legge su Internet, per Internet, contro Internet. Cos’e’ questa smania di legiferare, emendare, addizionare, promulgare articolini su articoletti, codicilli o commi, dentro grandi normative di riordino di interi comparti economici o piani strategici per la sicurezza nazionale?
Non c’e’ un serio piano di sviluppo industriale per le infrastrutture tecnologiche, non ci sono finanziamenti per l’innovazione e la ricerca nel campo delle nuove tecnologie, non esiste una legge quadro del sistema delle telecomunicazioni degna di tale nome (ovvero, aggiornata e funzionale a fronte dei nuovi sistemi di comunicazione), ma ci si rincorre continuamente per cercare, alla resa dei conti, il modo piu’ “elegante” per mettere finalmente il bavaglio all’ultimo spazio di liberta’ per un cittadino: Internet.

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