Venticinque novelle in salsa benniana
Libri, Recensioni April 23rd, 2008
Premessa. Amo Benni. Ho imparato ad amarlo dal primo suo libro che lessi, anni e anni fa, quel “Baol” che tanto mi ha fatto sognare e da cui sono partito per la (ri)scoperta di un autore che, fino a quel momento, non avevo nemmeno mai sentito nominare.
Ho amato intensamente quello che oggi viene definito il “primo” Benni, il Benni de “La compagnia dei Celestini”, o “Comici spaventati guerrieri” o “Terra!”, o tutta la saga degli improbabili bar, sport, sotto il mare, duemila.
Ho targiversato un po’ sul “secondo” Benni, quello di “Elianto” o “Blues in sedici” o “Spiriti”, mi sono perso completamente in “Achille Pié Veloce”, forse – dopo Baol, certo! – il più bel libro che ho letto di Benni, per poi tornare a raffreddare il mio entusiasmo con “Margherita Dolcevita”.
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Tags: Feltrinelli, La grammatica di Dio, Libro, Recensione, stefano benni
Una foto in bianco e nero, un bambino sdraiato su una barella con gli occhi e le mani bendati, le gambe coperte da un lenzuolo; sullo sfondo, quasi tratteggiato, qualcosa che ricorda vagamente la forma di un volatile, posato su di un rametto, nell’atto di allargare le ali.
“Con i suoi 19 milioni di lavoratori (quasi 30 se si conteggiano anche i volontari ‘a tempo pieno’) e 1100 miliardi di dollari di fatturato, il settore non profit rappresenta l’ottava economia mondiale, davanti alla Spagna, alla Russia e al Canada. 10 milioni di organizzazioni non profit locali e nazionali e ben 40.000 associazioni internazionali rappresentano la realtà vastissima di una ‘società civile globale’ – spesso in opposizione rispetto alle politiche neoliberiste – che spaventa istituzioni internazionali, governi e imprese. Non sempre, però. Mentre numerose esperienze continuano a rimanere critiche e a esprimere contenuti politicamente radicali, altre realtà , invece, si stanno piegando al business o al ‘parastato’, trasformandosi in uno strumento subordinato alle logiche economiche e di potere dominanti. Parte delle organizzazioni non profit sta perdendo la propria autonomia e ha venduto l’anima al ‘diavolo’ (ai due ‘diavoli’: il business e la cooptazione istituzionale), a volte senza nemmeno accorgersene.”
Ci sono due categorie di negozi in cui riuscire ad uscire senza spendere nemmeno un centesimo per me è quasi impossibile: quelli musicali (dischi, cd, audio/videocassette), e le librerie. Sono le mie due grandi passioni: la musica e la lettura.
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