Pane al pane, nucleare al nucleare
Varie March 24th, 2011
Presidente della Regione Lombardia: favorevole al nucleare ma le centrali non si faranno in regione perchè la Lombardia è autosufficiente sul piano energetico.
Presidente della Regione Veneto: favorevole al nucleare ma le centrali non si faranno in regione perchè il Veneto è zona altamente sismica.
Presidente della Regione Campania: favorevole al nucleare ma le centrali non si faranno in regione data la conformità del territorio.
Presidente della Regione Sardegna: favorevole al nucleare ma le centrali non si faranno in regione perchè la Sardegna ha fatto altre scelte (e quali?).
Si potrebbero elencare le dichiarazioni di tutti gli altri presidenti di regione i quali, seppure con qualche lieve sfumatura, hanno detto esattamente la stessa cosa: siamo favorevoli, ma non le facciamo sul nostro territorio.
Soltanto un presidente, Nichi VendolaW della Regione Puglia, ha detto chiaramente no. Io il nucleare non lo voglio, né qui in Puglia né in Italia. Vivaddio! Qualcuno che fa una scelta e prende una posizione chiara.
Ma perchè tutti gli altri presidenti di Regione non fanno la stessa cosa? Siete favorevoli, come avete dichiarato? o quantomeno “non contrari ideologicamente”? Siete stati “democraticamente eletti dal popolo sovrano” per guidare le vostre regioni? Bene. Assumetevi le responsabilità delle vostre scelte, con annessi e connessi. Ergo, se siete favorevoli, costruitevi le vostre belle centrali nucleari a casa vostra! E vediamo poi cosa dicono i vostri cittadini.
Perché non sarà per caso che, alla fin fine, l’unica sincera è stata la Prestigiacomo, naturalmente non di fronte alle telecamere, ma a mezza bocca rivolgendosi ai suoi colleghi Bonaiuti e Tremonti:
«È finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate. Bisogna uscirne ma in maniera soft. Ora non dobbiamo fare nulla, si decide tra un mese».
Chiaro, no? il problema non è la salute dei cittadini, o i costi di realizzazione delle ipotizzate 13 nuove centrali nucleari, o lo smaltimento dei rifiuti radioattivi, o le possibili (se non probabili) infiltrazioni mafiose nella costruzione delle centrali, o il fatto che non siamo nemmeno capaci di costruire delle scuole antisismiche figuriamoci delle centrali nucleari!
No, il problema è che ci sono le amministrative tra pochi mesi, e mica si possono perdere per delle cazzate come il nucleare!
Che poi, questo mantra ripetuto dai diversi Presidenti di Regione, “non sono ideologicamente contrario”, o dai ministri del Governo “non si fanno delle scelte basandosi su delle ideologie”, o quando i pro-nucleare per zittire nei talkshow televisivi i loro antagonisti no-nucleare urlano frasi del tipo “le sue sono affermazioni ideologiche!”, e via dicendo … ma lor signori conoscono il significato del termine IdeologiaW ? e se si, avrebbero la compiacenza di spiegare cosa ci sarebbe di sbagliato in una scelta “ideologica” ?
Se l’ideologia è un “sistema di idee” più o meno coerente e organizzato, non c’è nulla di male in questo. Avrò un sistema di idee che mi porta ad una ipotesi A (si al nucleare), ed un sistema di idee che mi porta ad una ipotesi B (no al nucleare). La scelta, soprattutto per chi governa, è una assunzione di responsabilità in base agli elementi che concorrono alla formulazione delle due ipotesi, e scegliendo A piuttosto che B (o viceversa), si dà un ben preciso indirizzo politico in un senso piuttosto che nell’altro.
Sarà casomai la prova empirica, ovvero il mettere in pratica e valutare i risultati, a valorizzare o a confutare la scelta (e quindi “il sistema di idee” che la sottende) fatta.
In Italia il nucleare lo abbiamo già avuto (e quindi una prova empirica l’abbiamo già fatta sul campo), ed abbiamo visto, o meglio stiamo ancora vedendo!, quali sono i risultati: milioni spesi per cercare di smaltire i nuclei spedendoli in Gran Bretagna o Francia o altri posti (ma tanto poi tornano e dove li metteremo? ancora non si sa), terreni e/o falde acquifere contaminate, rifiuti tossici non ancora stoccati in sicurezza.
Non siamo ancora riusciti a chiudere con un passato di 20-30 anni fa, e vogliamo ricominciare?
Allora, egregi signori Presidenti delle Regioni, assumetevi le vostre responsabilità politiche, fate le vostre scelte “ideologiche” pro-nucleare, costruitevi le vostre belle centrali nucleari sui vostri territori e gestitevi tutta la filiera dei rifiuti. E vediamo cosa ne pensano i vostri cittadini.
Funziona così la democrazia del popolo sovrano, no? Non è quello che ripete sempre il Presidente del Consiglio?
O il popolo sovrano è un altro mantra che funziona solo quando conviene al politico, e non quando conviene all’interesse della collettività?
Tags: alternative, energia, fonti, nucleare, referendum, rinnovabile
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