Scuola e nuove tecnologie: un binomio (im)possibile?

Cyberdiritti January 23rd, 2013

iscrizione scuola online
Partito l’esperimento del MIUR per le iscrizioni online al nuovo anno scolastico.
Dal 21 gennaio l’iscrizione alle classi iniziali dei corsi di studio delle statali sarà possibile solo online. Breve viaggio virtuale tra dubbi e disagi di genitori e docenti italiani.

E’ partita alla mezzanotte tra il 20 ed il 21 gennaio la “rivoluzione digitale” voluta dal ministero dell’istruzione: per le classi iniziali dei corsi di studio delle statali (sono escluse le scuole private), tranne la scuola d’infanzia, diventa obbligatoria l’iscrizione digitale. Lo prevede la legge n. 135/2012. Basta andare sul sito http://www.iscrizioni.istruzione.it/, registrarsi, aspettare l’invio tramite email dei dati di accesso, tornare sul sito, accedere con i dati ricevuti e procedere con l’iscrizione, magari dopo aver visitato anche il sito “Scuolainchiaro” per avere tutte le informazioni necessarie sulle scuole dove poter iscrivere i propri figli. Tutto questo in nome della spending reviewW.

Altrimenti detto: in nome del risparmio sulla “cosa pubblica” che paghi il singolo cittadino. Si perché, a fronte di un risparmio in carta stampata ed ore lavoro della pubblica amministrazione (stimata in cinque milioni di fogli di carta ed 84mila ore lavoro del personale amministrativo), secondo i dati dell’ultimo rapporto ISTAT circa la metà delle famiglie italiane ha una connessione internet, ed il 60 per cento un computer; tutti gli altri dovranno dotarsi di un accesso ad Internet (pagando relativa bolletta), e spendere i soldi necessari all’acquisto di un computer. Per non parlare del fatto che quasi la metà del territorio nazionale non ha ancora accesso alla banda larga.

E tutto questo perché, nel corso degli ultimi decenni, l’Italia ha accumulato un ritardo in innovazione e sviluppo di infrastrutture e nuove tecnologie, per non parlare di leggi, norme e regolamenti antiquati e non al passo con i tempi di una società “digitale”. Per rendere meglio l’idea, alcune testimonianza raccolte online.

Da L’Unità:

Mara Bonitta, dirigente dell’IC di Maniago elenca a “Sinergie di scuola”: “Innanzitutto una mole di lavoro per l’ufficio, poi il disagio dei genitori stranieri che dovranno essere supportati dalla segreteria, il come avvisare nei casi in cui la domanda venga accolta con riserva, infine, a proposito dello sbandierato risparmio di carta previsto, siamo sicuri che le scuole non dovranno stampare le domande che ricevono (10 pagine)?”.
E la collega Caterina Runfola, Dsga del Liceo Banfi di Vimercate, aggiunge “digitalizzare non significa mettere on-line: sono due cose diverse. Noi possiamo avere tutta la modulistica on-line, ma la digitalizzazione è altra cosa”.

Da La Repubblica di Firenze

Presidi e docenti delle scuole fiorentine sono tutti d’accordo nel definire l’operazione varata dal Miur come “una rivoluzione a metà” se non “un fallimento digitale”. Perché, almeno a Firenze, i genitori di alunni di elementari e medie dovranno tornare a sottoscrivere di persona i moduli cartacei una volta spedita la documentazione via web. “Sì, è così – conferma Pasquale Marzullo, preside alla Pirandello – l’applicazione del ministero dell’Istruzione non consente di inviare un documento di identità e quindi non permette a noi di avere una certificazione certa della domanda. Soprattutto per alcuni servizi offerti dal Comune, come la mensa, lo scuolabus o il pre-scuola. Insomma, serve al ministero per avere un database degli iscrittia livello nazionale ed arginare il fenomeno delle doppie iscrizioni, ma poco alle scuole, se non ad avere un termometro delle richieste”.

Le cose vanno meglio a livello centrale? No. Disguidi, disagi e ritardi sono cominciati sin dal primo giorno, quando intorno alle dieci del mattino era impossibile collegarsi al sito del ministero per l’istruzione. La causa? Troppe richieste di accesso, i server del MIUR non hanno retto la mole di tentativi di collegamento e sono “andati giù”; guasto sistemato nelle prime ore del pomeriggio, ma qualche problema è rimasto, come le oltre due ore di attesa per ricevere via email le credenziali di accesso.

Tutto risolto quindi? Sembra proprio di no visto che il giorno successivo Flavia Amabile su La Stampa scrive

I responsabili (del sito del ministero, ndr) concludono proponendo un potenziamento immediato del sistema anche a costo di prevedere uno stop momentaneo delle iscrizioni per evitare problemi più gravi e la necessità di una proroga della scadenza finale.

Eppure, sarebbe stato facile fare una stima: se ci si aspettano un milione e settecentomila iscrizioni in 39 giorni (la scadenza è prevista per il 28 febbraio), si dovrebbe predisporre un sistema capace di rispondere “in media”” a circa 44mila richieste al giorno, magari prevedendo dei picchi nelle ore centrali della giornata ed aumenti di contatti verso gli ultimi giorni a disposizione.
Perché non sono stati presi i provvedimenti del caso? Perché prima si comincia e poi, a danno avvenuto, si valuta di fermare tutto “per evitare problemi più gravi”, e chiedere una proroga della scadenza?

Ma questo modo di fare può dirsi degno di un Paese “industrializzato” e “tecnologicamente avanzato”?

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Quale futuro per il sociale abruzzese?

Abruzzo, volontariato October 22nd, 2010

presidente regione abruzzo Approvate le linee guida del Piano Sociale Regionale per il triennio 2011-2013.
Anni di ritardi, dati demografici obsoleti, mancanza di interlocutori della società civile, assenza di verifiche a posteriori sui risultati dei piani precedenti; ma soprattutto, quali finanziamenti per il prossimo piano?

Con provvedimento n. 653 del 31 agosto 2010 la Giunta Regionale ha approvato le Linee-guida del Piano Sociale Regionale 2011-2013.
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