Anche Edonkey cede il passo alle Majors
Cyberdiritti September 14th, 2006
La sentenza della Corte Suprema USA nel caso MGM vs Grokster apre le porte ai ricorsi della RIAA contro i sistemi P2P, e Sam Yagan, presidente dell’azienda Metamachine produttrice di Edonkey, getta la spugna e cerca un accordo extragiudiziale con le Majors.
La ricerca di una università americana ci informa che per la prima volta nella storia del web i siti di e-business superano in numero quelli pornografici; in Italia Tronchetti Provera smantella la telefonia nazionale, fissa e mobile, per buttarsi nell’affaire multimediale grazie ai fornitissimi archivi video di Murdoch; Steve Jobs, il papà di Apple, annuncia che Ipod è ormai superato (è uscito solo cinque anni fa) e il futuro è in Itunes, arricchito dei film della Pixar (sempre di Jobs) ed un nuovo giocattolino, Itv, un wifi capace di trasmettere dal pc al televisore il dvd appena scaricato dalla Rete; Wal-Mart, il colosso americano mangia-tutto della grande distribuzione, decide di entrare in Rete con il suo maxistore dove poter acquistare ebook, dvd, cd musicali.
Business is business. Il nuovo imperativo dei moderni profeti, il (cosiddetto) “libero mercato”, scopre la connessione globale, la Rete delle Reti, e imparando dai suoi errori capisce che il dot.com di fine millennio, pura e semplice speculazione finanziaria, è stato un incidente di percorso che non si ripeterà . Al contrario, Internet può essere fonte di innumerevoli e sostanziosi guadagni.
C’è posto per tutti, dalle Telco che rivendicano un net a due velocità , dove chi paga di più viaggia più velocemente, alle grandi corporations, come la MPAA e la RIIA, che continuano a perseguire i “pirati” che violano le più basilari leggi di mercato, brevetti e copyright, minacciando a destra e a manca multe di milioni di dollari con l’unico scopo di indurre a chiudere siti web “scomodi” come i siti di tablature per chitarristi (o come la SIAE, nel nostro piccolo nazionale, multare dei bambini per aver cantato due canzoni senza il permesso degli autori).
Naturalmente, nemico pubblico numero uno per le Majors è la tecnologia peer-to-peer (P2P), il protocollo di comunicazione che permette lo scambio di files (filesharing) tra utenti, e nel mirino di Jack Valenti (presidente MPAA) e soci ci sono ovviamente i circuiti internazionali P2P, a partire dal primogenito Napster (anche se non era un vero e proprio circuito), passando per WinMix, per arrivare a BitTorrent. Tutti chiusi, e riaperti a pagamento, o ridotti a lumicino dopo il sequestro di server sparsi in giro per il mondo.
L’ultimo che ancora cercava di resistere era, appunto, Edonkey (su cui si appoggiano diversi software per il filesharing, tra cui il più famoso è sicuramente Emule), ed è notizia di ieri che Sam Yagan si è arreso, chiudendo il sito principale di EDonkey2000 per evitare di essere citato dalla RIIA.
Perchè Yagan è così sicuro di perdere? Perchè negli States la Corte Suprema ha creato un precedente giuridico con il caso MGM vs Grokster, nella cui sentenza tra l’altro è scritto: “chi distribuisce un prodotto con lo scopo di promuovere il suo uso per violare il copyright, come dimostrato da espressioni evidenti o altre attività condotte per favorire la violazione, è responsabile per gli atti conseguenti di violazione commessi da terze parti”.
A ben leggere non c’è scritto che il P2p sia illegale di per sé, ma è illegale la distribuzione al fine di promuoverne un uso in violazione delle leggi sul copyright.
Eppure, figure importanti come Enzo Mazza, presidente della FIMI (Federazione dell’Industria Musicale italiana), così ha dichiarato all’epoca: “La decisione della Corte Suprema che ha ritenuto responsabili i produttori di software di file sharing perché consapevoli dell’utilizzo illegale da parte degli utenti, rappresenta un segnale positivo per l’intero settore e soprattutto per la tutela dei contenuti online”, come anche il CEO della Federazione internazionale di settore IFPI, John Kennedy, ha parlato della sentenza come “di una pietra miliare,… che distrugge la tesi secondo cui i servizi peer-to-peer non hanno responsabilità per le attività illegali che hanno luogo sulle proprie reti”.
Chiaro il concetto, no? il P2P non è illegale, ma l’uso che tu utente ne fai sicuramente lo è, e quelli che ti permettono di usarlo in quel modo, altrettanto.
Di fronte a questo impianto accusatorio, sotto la minaccia di milioni o addirittura miliardi di dollari di multe e danni vari, avendo come avversari in tribunale l’insieme delle più potenti lobbies al mondo (MPAA, RIIA, IFPI, … ) quale azienda sarebbe in grado di resistere?
Così, si continua a criminalizzare sempre più il fair use, il libero scambio tra utenti, in nome solo del dio denaro e degli interessi (il Potere) delle grandi lobbies internazionali.
Con buona pace delle libertà individuali.
Fonti:
Chiude eDonkey. Tornerà , ma a pagamento
Tolleranza zero contro il P2P: la sentenza Grokster spinge i responsabili della popolarissima rete eDonkey a gettare la spugna e pensare a servizi a pagamento. Ma i figli dell’Asino assicurano la sopravvivenza della specie
Punto Informatico, 13 settembre 2006
P2P: eDonkey chiude i battenti. I gestori patteggiano con le major
TgCom, 13 settembre 2006
Edonkey cede alle major e chiude Crolla un baluardo del peer to peer Il network gestito da MetaMachine ha raggiunto un accordo con i discografici Usa
Pagherà 30 milioni di dollari prima di trasformarsi in rivenditore di file musicali
La Repubblica, 13 settembre 2006
P2P, la Corte Suprema dà ragione alle major
Sonora sconfitta dei produttori di software di scambio: il massimo tribunale statunitense riduce a stelle e strisce la loro difesa. La battaglia è vinta dagli studios di Hollywood, ma la guerra è ancora tutta da combattere
P2P, la sentenza della Corte Suprema contro Morpheus/Grokster innesca il delirio mediatico
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