Ma la legge è davvero uguale per tutti?
Cinema, Film, Recensioni September 28th, 2006
Di tanto in tanto passa qualche buon film in televisione; è il caso di questo Runaway Jury (La Giuria, in italiano), andato in onda su Rai1 un paio di domeniche fa.
Non conoscevo la storia del film, ma due “leoni” come Dustin Hoffman e Gene Hackman (per la prima volta insieme in una pellicola cinematografica) non potevo di certo lasciarmeli sfuggire!
La trama
Una giornata qualunque a New Orleans, un ufficio qualunque in città , gente comune che inizia una giornata qualunque: i saluti ai colleghi, il primo caffé, la posta da controllare.
Ma quella giornata non è una giornata qualunque: un folle entra armato nell’ufficio sparando a destra e a manca, uccidendo tutti i presenti per poi togliersi la vita. Aveva investito tutti i suoi risparmi ma gli investimenti sbagliati di quell’ufficio lo avevano ridotto sul lastrico.
Dopo due anni dai tragici fatti, la giovane vedova di una delle vittime cita in giudizio la lobby delle armi, che ritiene responsabile dell’omicidio di suo marito. Si tratta di un caso da molti milioni di dollari. Ma e’ anche un caso che potrebbe essere vinto ancor prima che il processo abbia inizio. Tutto sta nella composizione della giuria per poterla manipolare in proprio favore.
A rappresentare la vedova e’ Wendall Rohr (Dustin Hoffman), un avvocato del Sud degli Stati Uniti con un forte senso morale e una passione totale per il caso che ha assunto. Apparentemente, il suo avversario in aula dovrebbe essere l’avvocato che difende la lobby; in realta’ il team dei difensori e’ solo un paravento dietro cui si nasconde Rankin Fitch (Gene Hackman), uno spregiudicato e brillante consulente per le giurie. In un centro comando dotato di tecnologie d’avanguardia Rankin Fitch e il suo team lavorano alla sorveglianza e alla valutazione di ogni potenziale giurato. Il suo compito e’ scoprire tutto quanto c’e’ da sapere sulle loro vite, cosi da poter abilmente manipolare il processo di selezione dei giurati. Il solo risultato accettabile del suo lavoro e’ una giuria perfetta per ottenere il suo scopo: un verdetto a favore del suo cliente.
Rankin Fitch e Wendell Rohr, pero’, si rendono conto ben presto di non essere i soli interessati a conquistarsi la giuria. Anche uno dei giurati, Nick Easter (John Cusack), sembra infatti avere un suo piano per indirizzare la giuria. E c’e’ una donna misteriosa, che si fa chiamare solo Marlee (Rachel Weisz), che contatta sia Rohr che Fitch e fa sapere di essere in grado di vendere ad uno di loro la giuria – ma a caro prezzo.
Il commento
Il film è una trasposizione dell’omonimo legal-thriller di Grisham in cui però l’imputato viene modificato da una multinazionale del tabacco ad una lobby di armi. Poco cambia nella sostanza, dato che l’oggetto del contendere non è la multinazionale di turno, bensì i poco democratici sistemi di elezione delle giurie popolari in America, e di come le lobbies tentino in tutti i modi di influenzarle per avere verdetti a loro favorevoli.
La regia di Gary Fleder è perfetta, davvero ben riuscita la tecnica di montaggio delle fasi salienti della composizione della giuria, giocata contemporaneamente su tre fronti: l’aula del tribunale, il centro di controllo di Hackman ed i retroscena della coppia Cusack/Weisz. Ritmo incalzante, immagini che si sovrappongono, attori le cui battute si susseguono in un avvincente botta e risposta. Non è importante quello che accade nell’aula, è importante tutto quello che gli succede intorno.
La trama è davvero avvincente, giocata in particolare sulla coppia Cusack/Weisz dei quali sino alla fine non si riescono ad intuire le reali intenzioni: sono davvero solo una coppia di balordi il cui unico scopo e vendere, e vendersi, la giuria al miglior offerente? o ci sono motivi più reconditi? e quando l’affare sembra alla fine concluso, è davvero quello che si vuol far credere? o la soluzione, e dunque l’obiettivo, è differente?
Cusack e Weisz, pero’, non affascinano più di tanto: bravo lui, con quella faccina da bravo ragazzo, che riesce ad ammaliare altri membri della giuria e con alcuni stratagemmi a far credere a Hoffman e Hackman di averli tutti in pugno; intrigante lei che gioca a rimpiattino tra le due parti in causa cercando di strappare il bottino più alto all’uno o all’altro. Bravi si, ma certamente non una interpretazione che resta negli annali.
Da Hoffman, dal mio personale mito, mi aspettavo qualcosa in piu’ anche se, immagino, era la sua parte – l’avvocato della difesa – ad essere un po’ in ombra rispetto allo svolgimento della storia. Certo, il colpo da maestro c’è, e si vede: la scenata in cui Hoffman rinfaccia a Hackman di essersi in qualche modo comprato la giuria, e soprattutto la sua sfuriata quando il teste chiave (un ex dirigente della multinazionale sotto accusa) sparisce, come si dice … da soli valgono il biglietto.
Il vero mattatore della scena è, indubbiamente, Hackman. Meraviglioso, con quella faccia che ostenta sicurezza, quella sicurezza sfrontata di chi sa di avere sempre il coltello dalla parte del manico, che passa in un attimo alla rabbia feroce data dalla consapevolezza di essere messo in trappola e di non avere vie d’uscita … semplicemente geniale.
Le parti le ha passate tutte, cambiando pelle a seconda del suo interlocutore: attento e scrupoloso di fronte al giudice ed ai rappresentanti della legge, freddo e calcolatore quando è a rapporto dai suoi capi, cinico e spietato con chiunque intralci la sua strada, ruffiano ed apparentemente accomodante quando sa (o pensa) di aver vinto, rabbioso pieno di rancori quando capisce di essere stato sconfitto.
Una interpretazione piena la sua, degna di un grande attore qual e’.
La frase
“I processi sono troppo importanti per lasciarli in mano alle giurie.”
Rankin Fitch (Gene Hackman)
La scheda film
Titolo originale: Runaway Jury
Nazione: Usa
Anno: 2003
Genere: Drammatico
Durata: 127′
Regia: Gary Fleder
Sito ufficiale: www.runawayjurymovie.com
Cast: John Cusack, Gene Hackman, Dustin Hoffman, Rachel Weisz, Bruce McGill, Jeremy Piven
Produzione: Gary Fleder, Christopher Mankiewicz, Arnon Milchan
Distribuzione: 20th Fox
Tags: Bruce McGill, Cinema, drammatico, Dustin Hoffman, Film, Gene Hackman, Jeremy Piven, John Cusack, la giuria, Rachel Weisz, Recensione, Runaway Jury
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