SIAEPuò esserci mai limite al peggio ? Evidentemente, no.
Non si è fatto in tempo a spegnere l’eco della notizia di nuove censure su Internet a scapito dei diritti e delle libertà individuali (in ossequio al mercato, ai profitti, al denaro) che dalla provincia di Bari arrivano cattive nuove.
Cito da Repubblica, 3 settembre 2006 – Ed. locale di Bari (vedi fonti):
“La Siae ha fatto una multa di 205 euro a 14 bambini di Chernobyl per violazione del diritto d´autore. I piccoli, di età compresa tra i 7 e 12 anni, avevano preparato un piccolo spettacolo per dire grazie alle famiglie da cui erano stati ospitati. Con una canzone in bielorusso.”

I fatti in sintesi: come da diversi anni ormai accade, delle associazioni della provincia di Bari hanno organizzato, grazie ad alcune famiglie ospitanti, un periodo di vacanze per i (cosiddetti) “bambini di Chernobyl”. Alla fine del periodo di vacanza i bambini ed i loro accompagnatori decidono di ringraziare i loro ospiti con una piccola festa, svoltasi in un locale privato messo loro a disposizione gratuitamente, durante la quale si esibiscono in due canzoni corali: una italiana, il “Viva la gente” versione nazionale del famoso musical “Up with People!”, e l’altra in bielorusso, una canzone popolare della loro terra.
Durante la rappresentazione si presenta nella sala uno sconosciuto identificandosi come ispettore del locale ufficio SIAE, contestando la violazione dell’articolo 17 della legge numero 633 del 1941, ovvero “esecuzioni di opera di ingegno senza preventiva autorizzazione dell’autore”.

Facciamo attenzione ai particolari:
primo, la festa è privata, non è previsto il pagamento di un biglietto all’ingresso, non è svolta in un locale pubblico (ancorché affittato per l’occasione), non ha dunque alcun elemento di fine lucrativo;
secondo, la festa è organizzata da enti noprofit e dai suoi assistiti / partecipanti all’evento (nella fattispecie la conclusione delle vacanze), non è quindi rivolta ad un pubblico generico;
terzo, la SIAE è una organizzazione di tutela dei suoi iscritti, e l’iscrizione degli autori è volontaria, per caso la SIAE detiene e tutela i diritti del musical “Up with people” e dell’autore popolare bielorusso (ai quali dovrebbe quindi far pervenire il pagamento della somma in quota parte)? Non è dato saperlo, ma non credo;
quarto, come ha fatto lo zelante ispettore a sapere di questa festa privata e presentarvisi in incognito per cogliere i “criminali” in “flagranza di reato” ?

Qui non è più nemmeno in discussione il “fair use”, qui è in discussione finanche la libertà di riunirsi con amici e canticchiare una canzone! La deriva delle assurde leggi sul copyright, con tutto quello che comporta, sta davvero diventando uno zimbello planetario al limite del ridicolo.

Bene ha fatto l’autore della lettera qui allegata a segnalare, con un tono a dir poco sferzante, quest’assurdità del nostro sistema legislativo.
La questione, purtroppo, non è la pedanteria di un singolo, o più, ispettore della SIAE, la questione è che l’intero impianto normativo vigente non regge, non funziona, è paradossale. Ma è funzionale alle grandi lobbies dell’infoentertainment per continuare ad avere il controllo di enormi quantità di denaro e di tenere quanto più possibile chiuso l’accesso al loro mercato.

Perché, in buona sostanza, di questo si tratta: l’innovazione e le nuove tecnologie tendono a ridistribuire le risorse all’interno di un contesto dato (ad es. il mercato discografico), favorendo il nuovo a scapito del vecchio. Da parte sua il vecchio ha due sole possibilità: o si rinnova (investendo denaro in innovazione e ricerca), o cerca in tutti i modi di evitare che il nuovo avanzi.
E poco importa se in questa logica assurda a cadere nella rete sono – in questo caso – i bambini di Chernobyl e la loro festa di ringraziamento.

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Al dr. Francesco Disanto
Ufficio SIAE
via Pantaleone Nardelli 63
74015 – Martina Franca (TA)

e p.c.Alla Direzione Generale della SIAE
viale della Letteratura 30
00144 – ROMA

Angela Lobefaro
Comitato Noci per il Progetto Chernobyl di Legambiente
via email

“La Repubblica” – redazione di Bari
via email

TARANTO, 3 settembre 2006
Ho appena letto su “La Repubblica”, edizione di Bari, di oggi, pag. VI, la notizia della violazione della legge sul diritto d’autore da parte dei cosiddetti bambini di Chernobyl.
Non posso che complimentarmi per il suo zelo…
La SIAE è veramente un ufficio dall’efficienza impressionante, i cui mandatari, in servizio effettivo 24 ore su 24, anche festivi, riescono, attraverso chissà quali complesse indagini, a scoprire esecuzioni clandestine di opere di ingegno senza l’autorizzazione dell’autore.
Trattandosi di bambini bielorussi, è stato l’ex-KGB a farle la soffiata…?
Dev’essere stato così. Non si è trattato di casualità, magari dovuta al disturbo per il chiasso prodotto dai bambini. Qui non si tratta di schiamazzi, ma di tutela del diritto d’autore, un crimine tremendo.
Complimenti, dunque, anche alla SIAE per la flessibilità dell’orario di lavoro dei propri mandatari e la tempestività delle autorizzazioni ad intervenire. D’altra parte non si poteva lasciar sfuggire un’occasione come questa per dare lustro all’immagine della Società Italiana degli Autori e degli Editori e per manifestare la grande sensibilità della società stessa.
“Viva la gente”, però, è una canzone che si canta anche nelle scuole; quindi mi aspetto retate nelle materne e nelle elementari alla riapertura dell’anno scolastico. Nessun crimine deve restare impunito!
E siccome siamo tutti sostenitori della legalità, vorrei mettermi a posto anch’io.
Il 12 settembre prossimo, alle 6.30, ho intenzione di canticchiare “Acqua azzurra, acqua chiara” di Lucio Battisti mentre faccio la doccia nel mio domicilio. Non è previsto pubblico, sempre che qualche familiare non entri per sbaglio nel bagno. Devo chiedere l’autorizzazione? Dove trovo i moduli? Se l’autore, come purtroppo in questo caso, è deceduto, devo rivolgermi agli eredi?
Il 13 settembre prossimo intendo fischiettare (non cantare, solo fischiettare) “L’era del cinghiale bianco” di Franco Battiato in ascensore. Però solo la prima strofa perché abito al secondo piano. Pubblico: da 0 a 4 persone, capienza max. 320 chilogrammi. Se mi limito a fischiettare devo chiedere l’autorizzazione al cantante o a chi ha composto la musica qualora non si tratti della stessa persona?
Il 14 settembre prossimo, intorno alle 17.30, vorrei cantare “The river” di Bruce Springsteen mentre aspetto l’autobus alla fermata. Se l’attesa dovesse essere lunga, potrei cantare tutto l’ellepì ed anche il pubblico presente potrebbe crescere fino a raggiungere 30 persone. Mi conviene mettermi al sicuro e chiedere l’autorizzazione per tutte le canzoni? Quando l’opera di ingegno è di un autore straniero, qual è la procedura? Devo rivolgermi sempre a lei?
Grazie in anticipo per le informazioni che mi consentiranno di evitare l’ingresso nel mondo del crimine.
Michele De Benedetto
Taranto

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Fonti:

Volevano ringraziare con la musica le famiglie che li avevano ospitati. Ma per l´ispettore hanno violato i diritti d´autore
Blitz della Siae alla festa multati i bimbi di Cernobyl
Paolo Russo
Stavano improvvisando canti popolari

La Siae interviene ad un festa di bambini a Taranto: quella canzone non si può cantare!
Cresce il numero delle vittime della legge sul diritto d’autore , la famigerata n. 633 del 1941, disciplina che presenta numerosi aspetti oscuri e poco comprensibili, come abbiamo avuto modo di rimarcare in nostri precedenti articoli

http://www.anti-phishing.it/news/articoli/news.04092006.php

La SIAE accusa bambini bielorussi?
Accade in Puglia, dove un gruppo di ragazzini si dilettava a cantare canzoni popolari prima di imbattersi in un emissario della SIAE



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