Quando uno Stato fa compromessi con i suoi valori
Cinema, Film, Recensioni January 31st, 2006
Il titolo vuole citare la frase che il primo ministro israeliano all’epoca dei fatti Golda Meir (interpretata molto intensamente nel film da Lynn Cohen) avrebbe detto durante una riunione a Gerusalemme ai suoi più stretti collaboratori nel momento in cui decise, assumendosene tutte le responsabilità , di combattere il terrorismo palestinese con i suoi stessi mezzi e metodi, scendendo praticamente al loro livello, accantonando i lumi della Ragione e seguendo istinti primordiali.
Uccidere per non essere ucciso, mors tua, vita mea, occhio per occhio. Il messaggio deve arrivare forte e chiaro ai palestinesi. se uccidi un ebreo, non c’è posto al mondo dove potrai nasconderti, ti inseguiremo, ti troveremo e ti uccideremo.
Stiamo parlando di uno degli eventi più drammatici nella storia occidentale, o dell’eterna lotta tra arabi e istraeliani in Medio Oriente, o degli eventi sportivi quali le Olimpiadi (che gli antici greci volevano “sacre” e in un tempo di pace, affinché nulla turbasse quel momento così solenne): le olimpiadi di Monaco nel 1972, tristemente passate alla storia per la strage compiuta nel villaggio olimpionico di undici atleti israeliani (più un militare tedesco) per opera di un commando di feddayn palestinesi del gruppo terroristico denominato “settembre nero” (anche molti feddayn persero la vita, si salvarono solo in tre).
Fin qui i fatti storici, e da qui parte il film di Spielberg; quello che viene dopo, e che Spielberg ci racconta, è la ricostruzione – la cui sceneggiatura è basata sul libro “Vengeance” di George Jonas che avrebbe raccolto la testimonianza proprio di Avner, il capo cellula del gruppo di fuoco israeliano – di quanto accadde in Europa negli anni a seguire quando il Mossad iniziò una spietata caccia ai capi di Settembre Nero.
Il Film
L’inizio
E’ la ricostruzione dell’assalto al villaggio olimpico da parte del commando di Settembre Nero, le fasi concitate delle trattative con il governo tedesco, la fuga dei feddayn e degli ostaggi verso l’aereoporto, la tragica fine del sequestro.
Pochi concitatissimi minuti dove a farla da padrone e’ la televisione, la stampa, i mezzi di informazione di mezzo mondo tutti presenti sul luogo dell’incidente, ripreso in diretta mondiale (rimarrà storica la foto del feddayn incappucciato che si affaccia dal balcone, impressionante la ricostruzione di Spielberg nel mostrare la stessa scena da “dietro le quinte”, ovvero come l’avrebbero vista i feddayn dall’interno della camera, mentre le stesse immagini venivano trasmesse in televisione.
E’ fatta. settembre nero ha avuto quello che voleva: la popolarità , portare al centro dell’attenzione mondiale la questione palestinese (altra “foto d’epoca”, quella che ritrae i tre feddayn superstiti intervistati da un giornalista.
E’ l’inizio del “terrorismo mondiale”, del “villaggio globale dell’informazione”, della spettacolarizzazione delle guerre, l’antesignano dell’11 settembre e delle torri gemelle.
La scelta
Siamo in Israele, Golda Meir ha riunito i piu’ stretti collaboratori. Si cerca di fare pressioni sul governo tedesco, si vorrebbero inviare in Germania reparti scelti israeliani antiterrorismo. Nessuna trattativa con i palestinesi, nessuno deve uscire vivo da lì, ma non deve morire neanche un ebreo: far morire un ebreo in Germania (proprio durante quelle Olimpiadi che avrebbero dovuto cancellare il ricordo di quelle del ’36 volute da Hitler!) riaprirebbe ferite ancora troppo fresche, quelle dell’Olocausto. E Golda Meir tutto questo lo sa bene. Ma la Germania declina l’invito, sanno cavarsela benissimo da soli.
E’ la strage. Undici ebrei morti per mano dei feddayn palestinesi, tre di questi ultimi sopravvissuti ma soprattutto i capi di Settembre Nero che rivendicando l’azione minacciano ancora Israele.
E’ in questo momento che il premier israeliano prende la sua sofferta, ma ferma, decisione: colpire. Con gli stessi mezzi dei terroristi. Non solo per vendetta, ma come deterrente; i palestinesi devono sapere che non ci sarà angolo sulla Terra dove potersi nascondere.
E’ l’inizio della “Guerra preventiva”, quella che vediamo ancora oggi in Iraq, in Afghanistan, nei cieli di mezzo mondo dove passano aerei della CIA sotto copertura che trasportano da una parte all’altra del globo (presunti) terroristi islamici in carceri segrete come quella di Guantanamo, a Cuba.
L’incarico
A seguito di quel summit viene incaricato un ufficiale del Mossad, Ephraim (Geoffrey Rush) di reclutare un giovane agente dell’intelligence israeliana, Avner (Eric Bana). Avner dovrà lasciare i servizi, ufficialmente non ha più alcun rapporto con Israele, ma Israele gli fornirà comunque tutti i fondi di cui avrà bisogno per portare a termine la sua missione: rintracciare e uccidere undici palestinesi, i capi di settembre nero, i mandanti della strage di Monaco. Nome in codice dell’operazione: “Ira di Dio”.
Avner sarà a capo di una squadra segreta composta di altri quattro membri: l’autista Steve (Daniel Craig), il “falsificatore” Hans (Hanns Zischler), il fabbricante di esplosivi Robert (Mathieu Kassovitz) e il “pulitore” Carl (Ciarán Hinds). Unico limite alla sua missione, dovrà colpire solo in Europa e solo i terroristi, mai i civili. Ma nel corso degli eventi Avner ed il suo gruppo verranno spesso meno a questo mandato, finendo col perdere la linea di confine, diventando essi stessi terroristi privi di scrupoli pur di colpire chi ha osato versare sangue ebreo.
La caccia è aperta. Strumento preferito dal gruppo israeliano è la bomba “perchè fa più notizia, e terrorizza di più il nemico, che non deve mai sentirsi al sicuro”, afferma Avner durante il preparativo di un attentato. Eccoli allora preparare ordigni da nascondere nei telefoni, sotto i letti, dentro i televisori. Posti usuali, posti familiari, posti “sicuri” dove mai penseresti di trovare un pericolo. Eppure il pericolo è là , la bomba ti aspetta quando meno te lo aspetti, e uccide.
Per trovare e colpire i nemici Avner deve entrare in contatto con delinquenti e malfattori di mezza Europa, inclusi gruppi terroristici come la RAF tedesca; e smuovendo le acque spesso si fa troppo rumore cosi che da cacciatori si potrebbe diventare anche prede.
Gli uomini del gruppo di Avner vengono spiati, fotografati, identificati, uccisi, in un continuo cacciare-essere cacciati che attraversa l’Europa in lungo ed in largo in diversi anni a seguire. Lo stesso Avner, inizialmente così freddo e determinato, sicuro di fare la cosa giusta per il suo Paese, comincia a cedere, diffida di tutto e tutti, è costretto a nascondersi, a rompere tutto ciò che ha in casa per timore di avere una bomba nascosta sotto il letto, dentro il televisore o il telefono … occhio per occhio…
La fine
Solo una cosa riesce a salvare Avner dalla follia: sua moglie, e la sua bambina appena nata. Ad inizio incarico le ha fatte andare in America, a Brooklin, ed è lì che Avner torna alla fine della sua missione, quando ormai quasi tutti i nomi dell’elenco sono stati trovati ed eliminati. Ma a cosa è servito ? come disse lo stesso Hans poco prima di essere ucciso “abbiamo eliminato sei capi di settembre nero, altri sei hanno preso il loro posto e forse sono più feroci dei loro predecessori. Per fare tutto questo abbiamo perso tre uomini e speso qualcosa come due milioni di dollari americani. Anche se riuscissimo ad uccidere tutti i capi palestinesi, altri prenderebbero il loro posto. A cosa serve tutto questo? e fino a quando dovrà continuare?”
Solo a New York, davanti agli occhi della sua bambina, forse Avner comprenderà il senso profondo di quella frase di Hans. E solo quando intuirà che forse la sua stessa famiglia è in pericolo, Avner cercherà un gesto di pace simbolico (“spezza il pane con me Ephraim”) con chi gli chiese di scendere in guerra.
Ma Ephraim resterà fedele alle indicazioni del suo premier: “dimenticate la pace” …
La scheda film
Titolo originale: Munich
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 160′
Regia: Steven Spielberg
Sito ufficiale: www.munichmovie.com
Sito italiano: www.uip.it/munich/
Cast: Eric Bana, Daniel Craig, Geoffrey Rush, Mathieu Kassovitz, Hanns Zischler, Ciarán Hinds
Produzione: Kathleen Kennedy, Barry Mendel, Steven Spielberg, Colin Wilson
Distribuzione: UIP
Tags: Ciaran Hinds, Cinema, Daniel Craig, drammatico, Eric Bana, Film, Geoffrey Rush, Hanns Zischler, Mathieu Kassovitz, Munich, Recensione, Steven Spielberg, Thriller
About











Leave a Comment
You must be logged in to post a comment.