Da alcuni anni un fenomeno è in rapida espansione su Internet: il weblog, o blog.
Nato sul finire degli anni ‘90 in America per rispondere alle esigenze dei netcitizens (i “cittadini della Rete”) di tenere un proprio diario personale da poter condividere con altri utenti, il Blog si sta viavia sempre più affermando come strumento di comunicazione ed interazione sociale, oltre che di critica “dal basso”, al punto che prestigiosi quotidiani quali il Washington Post (http://blogs.washingtonpost.com/) o il New York Times (http://nytimes.blogrunner.com) hanno aperto sui loro siti web una sezione dedicata ai blog per permettere ai proprio giornalisti di interagire con i lettori in tempo reale.
Anche in Italia Il Corriere della Sera, la Stampa e dopo il recente restyling La Repubblica ospitano i blog di alcuni giornalisti e persino dei lettori (è il caso del gruppo L’Espresso de la Repubblica sul portale Kataweb), segno che il fenomeno ha ormai preso piede anche qui.
Del resto, se il tribunale di Aosta condanna, per diffamazione a mezzo blog, un blogger reo di non aver “filtrato” alcuni articoli (commenti ad un post) equiparando il gestore del blog ad un direttore responsabile, mentre in America Apple perde una causa contro i gestori i un blog (anche qui equiparati a giornalisti) autorizzando questi ultimi a non rivelare le fonti delle loro informazioni, vuol dire che le modalità di comunicazione, e gli strumenti adottati per questa, stanno decisamente cambiando.
Il fenomeno è ormai talmente diffuso che dal virtuale inizia a spostarsi nel reale: è notizia recente che la casa editrice Unwired Media ha intenzione di pubblicare in una collana di libri gli articoli migliori apparsi sui blogs italiani, mentre il comune di Torino lancia il progetto SanpaBlog per il quartiere San Paolo, cercando di far diventare reale una piazza virtuale, e viceversa.
Ma perché il blog sta esplodendo in questo modo ? Una buona sintesi la possiamo trovare riportata nell’enciclopedia libera Wikipedia:
1. Un Blog è personale ma pubblico. Personale nel senso che è tuo e te lo gestisci tu come vuoi. Pubblico nel senso che possono leggerlo tutti.
2. Su un Blog puoi pubblicare quello che ti pare.
3. Un Blog è facile da usare, non necessita di competenze tecniche particolari.
4. Tutte le tue pubblicazioni (si chiamano post) vengono “etichettate” con la data e l’orario di inserimento e visualizzate in ordine cronologico inverso (dal più nuovo al più vecchio).
5. Un Blog mantiene l’archivio storico facilmente accessibile di tutto quello che pubblichi.
6. Chi ti legge può lasciare dei commenti a quello che hai scritto (se lo desideri e in certi casi se sei registrato).
7. Aprire un proprio Blog non costa nulla.
8. Un blog ti permette di avere un’identità alternativa.
9. Puoi aggiornare il tuo blog da qualsiasi parte del mondo, basta avere un pc ed un collegamento alla rete telefonica.
In una parola, un blog ti permette di dire la tua, di partecipare attivamente e democraticamente, di essere in qualche modo protagonista del fatto e/o produttore della notizia (“we the media” è il fortunato slogan del blog della O’Reilly Associated gestito da Dan Gillmor giornalista del San José Mercury News e noto blogger della prima ondata http://wethemedia.oreilly.com/), come dimostra il blog forse più conosciuto oggigiorno nel panorama italiano, www.beppegrillo.it, da dove sono partite fortunatissime campagne come “Parlamento Pulito” o la Lettera al Presidente Napoletano per mandare via i soldati italiani dall’Iraq, o il recente blog di Sabina Guzzanti (www.sabinaguzzanti.it/blog), altro blog fortemente impegnato nel sociale con la proposta di legge popolare per un’altra tv o le dieci richieste da fare al governo italiano.
I blog di Grillo e Guzzanti sono frequentati da centinaia di utenti (persone che si iscrivono al blog per partecipare attivamente alle discussioni) e frequentato da migliaia di visitatori, come dimostrano le numerosissime sottoscrizioni alle iniziative proposte sui siti.
E sono solo due, fortunatissimi, esempi di un panorama davvero sempre più ricco e fecondo su Internet della voglia dei cittadini di partecipare e di essere protagonisti nella vita sociale e politica del Paese.
Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Blog
http://www.laterza.it/internet/leggi/internet2004/online/12_glossario.htm
Rassegna stampa:
I blogger? Sono direttori responsabili
di Daniele Minotti – Fa riflettere e preoccupa una sentenza emessa dal Tribunale di Aosta che configura un precedente pericoloso, che potrebbe dare non poche noie a chi gestisce un sito web. Il quadro e l’analisi
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1526869
Torino, il blog come piazza cittadina (http://www.sanpablog.it/)
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1526046
Blog italiani diffusi su carta (http://www.scrittomisto.it/)
Parte l’iniziativa editoriale di Unwired Media, che lancia la ripubblicazione cartacea di alcuni testi apparsi sui blog italiani più popolari. Saranno diffusi con licenza Creative Commons
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1505965
Apple perde la causa contro i blogger
In California la legge equipara l’attività dei blogger al lavoro dei giornalisti o degli investigatori: non sono tenuti a rivelare le fonti. La Mela sperava di fermare la fuga di notizie sui suoi prodotti
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1504340











