Software Libero in Molise

rivistaIl 19 novembre scorso, organizzato dalla rivista mensile “Il Bene Comune” di Campobasso, ho partecipato come relatore ad un incontro sulla cultura e la filosofia del free software / open source presso la locale Bottega del commercio equo e solidale “Cose dell’Altro Mondo”.
Era una occasione importante perchè, da quando mi occupo di promuovere la cultura del FS/OS, per la prima volta ho avuto modo di incontrare chi, per una precisa scelta di campo, opera sul territorio per far conoscere una economia “altra”, rispettosa dei diritti dei lavoratori, degli animali, dell’ambiente, fuori dalle logiche neoliberiste finalizzate esclusivamente a massimizzare i profitti delle grandi multinazionali a scapito delle economie locali.

Mi ha sempre fatto una certa impressione, infatti, entrare in questi locali per acquistare del caffé o del cioccolato prodotti dai sud del mondo, piuttosto che della pasta o dell’olio prodotti dalle cooperative che aderiscono al cartello di “Libera”, trovandovi volantini, depliant, brochure, manifesti, piccole biblioteche che informano su questa o su quella campagna (boicottiamo questo marchio, salviamo l’amazzonia, difendiamo l’acqua come bene comune, tuteliamo questa o quella tribù, salvaguardiamo quei tali usi e costumi che si stanno perdendo, riscattiamo questa località dalla mafia, etc …), salvo poi buttare un occhio sullo schermo di un computer vicino alla cassa e trovarci sopra … un software proprietario (tipicamente, microsoft windows).

In diverse occasioni, presso le botteghe della mia città, ho fatto notare ai presenti l’incongruenza della questione: se proponete un commercio equo e solidale, se aderite alle campagne di boicottaggio delle grandi multinazionali, se siete promotori di – giuste! – battaglie per la difesa dei beni comuni e la condivisione dei saperi, perchè mai si continua ad utilizzare del software proprietario piuttosto che aderire, e soprattutto promuovere!, il software libero ?!
Il più delle volte le risposte sono state vaghe ed evasive, quando non proprio un imbarazzato silenzio; solo in un paio di occasioni (e devo dare atto del coraggio ad ammettere, con un sentito “mea culpa”, la propria responsabilità) un consigliere di una cooperativa ed il presidente di un’altra hanno riconosciuto il proprio limite: pigrizia mentale.

Si, non trovo (e neanche i miei interlocutori hanno saputo rispondermi diversamente) altra spiegazione plausibile se non quella di ritrovarsi con l’oggetto (il personal computer) già dotato di adeguata strumentazione (il software ed eventuali periferiche) per le necessità di gestione di una pccola attività commerciale, che proprio non si pensa ad alternative possibili e si accetta supinamente quanto viene proposto/imposto dal mercato.

Per un ignaro/inconsapevole cittadino questo potrebbe essere tutto sommato accettabile, ma detto da chi dovrebbe portare avanti proprio una battaglia contro questo intorpedimento intellettivo – dato dal bombardamento della pubblicità, dalle mille luci tentatrici dei grandi magazzini, dagli sconti duextre o compri oggi e paghi tra sei mesi – una simile risposta è quanto meno singolare!
Eppure, è così: quando ci si trova davanti ad un “accrocchio tecnologico” si ha quasi l’impressione che le persone perdano ogni capacità di raziocinio, mettendosi nella condizione mentale del “sono incapace” delegando quindi al santone/tecnico di turno tutto quanto attiene allo strumento infernale oggetto della discussione.

Ben venga, dunque, la partecipazione del presidente della cooperativa molisana rimasto – a suo dire – affascinato dalle implicazioni etiche, politiche, economiche che viavia emergevano durante la discussione in sala; peccato che della cooperativa si siano affacciati fugacemente solo un altro paio di soci, mentre il resto della sala fosse composta essenzialmente dai soci del Linux User Group di Campobasso, persone a cui certamente non ho nulla da insegnare su questi argomenti, anzi avrei molto da apprendere su questioni squisitamente più tecniche.

Certo, mi sarei aspettato una maggiore partecipazione da parte dei soci, dei sostenitori, dei simpatizzanti della bottega, ma un successo (insperato!) credo di averlo ottenuto: l’incontro tra la bottega ed il lug. Il Presidente della Bottega, infatti, ha chiesto ufficialmente la collaborazione dei ragazzi del Lug per installare il software libero sulle macchine della bottega, per aiutarlo a promuovere il software libero e per studiare altre forme di collaborazione tra le due associazioni.
Da un incontro di due ore circa, in un nevoso sabato pomeriggio invernale, non credo ci si potesse aspettare di più.

Passate le vacanze natalizie, periodo piuttosto intenso per una bottega, vedremo se dalle parole riusciranno a passare ai fatti … mentre il mio compito è quello di continuare l’impegno di informazione/sensibilizzazione presso queste, ed altre, realtà associative.
Magari a cominciare dalla mia città …