copertinaPremessa
Sono di parte. Conosco Carlo Gubitosa, l’autore di questo libro, da piu’ di dieci anni, con lui ho percorso virtualmente le mie prime strade informatico/telematiche, lui mi ha fatto capire che internet non e’ un fine ma un mezzo, anzi IL mezzo, un potentissimo strumento di comunicazione che, se correttamente usato, davvero “può cambiare il mondo in meglio”, lui mi ha fatto conoscere, direttamente o indirettamente, le tante realta’ italiane (ed alcune internazionali) che gravitano intorno alle questioni eco-pacifiste.

Sono doppiamente di parte. Da qualche anno sto approfondendo le questioni inerenti i TRIPS (Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights), gli accordi multilaterali del WTO (World Trade Organization) che tutelano il rispetto dei brevetti e dei copyrights a livello internazionale, partendo dagli aspetti piu’ strettamente connessi al mondo del software (con le tematiche attinenti al free software / open source e ai creative commons ) ed allargando le disquisizioni a tutte le restrizioni che, piu’ o meno consapevolmente, accettiamo ormai come un dato di fatto nella nostra vita.

L’ultima fatica letteraria di Carlo, dunque, con me sfonda una porta aperta, e mi fa tornare alla mente tutte le volte che, in un qualche incontro dell’associazione PeaceLink piuttosto che davanti una pizza qui a casa mia, ci siamo soffermati a parlare, discutere, ragionare sui massimi sistemi, le guerre termonucleari, le cavallette … per poi passare a cantare tutti gli hits dei cartoon anni ’80 piuttosto che gaber o i nomadi tentando improbabili strimpellate su vecchie chitarre ormai impolverate.

Ma nonostante tutto cio’, fa sempre un certo effetto leggere una mole di informazioni, aneddoti, episodi, fatti raccontati in prima persona (due capitoli sono scritti infatti direttamente dai protagonisti dei racconti), raccolta tutta insieme, organizzata secondo una certa logica, consegnata ai posteri.
Ed alla fine di questa lettura, la domanda sorge spontanea: ma il mondo dove diavolo sta andando a finire ?

Il libro
Dieci storie che spaziano dalle nuovi emittenti televisive “di strada” ai software, da internet alle biotecnologie, dalle reti telefoniche alle nuove forme di arte quali il fotomontaggio, le cover satirico-umoristiche, i graffiti metropolitani; storie di “ordinaria pirateria” contro lo strapotere delle grandi multinazionali, degli accordi internazionali che tendono a tutelare solo i grandi profitti piuttosto che il benessere e lo sviluppo delle popolazioni mondiali.

“Chi sono i veri pirati”, continua a chiedersi pagina dopo pagina l’autore, “dei ragazzini assetati solo di conoscere e condividere le loro conoscenze, o gli squali delle grandi lobbies, della finanza, delle bigfarm che pensano solo ad aggiungere degli zeri sui loro gia’ cospicui assegni?”.

L’elemento chiave e’ il concetto di copyright, nato per *limitare* lo strapotere degli editori sul finire del millesettecento in Inghilterra, ed oggi usato esattamente al suo opposto come strumento per limitare le liberta’ individuali; c’e’ qualcosa che non funziona, e’ un sistema che si sta contorcendo su se stesso, ritorcendosi contro i suoi stessi ideatori (e gli ultimi fallimenti del WTO stanno a dimostrarlo), ma cio’ non toglie che i “pirati”, gli “hacker”, continuano ad essere perseguiti con pene sempre piu’ dure e fuori da ogni logica, mentre si depenalizza il falso in bilancio, si condonano speculazioni edilizie e/o inquinamenti ambientali, si annichilisce di fronte ai cartelli delle assicurazioni o delle banche che spennano i loro clienti in nome del “libero mercato”, si gira la testa dall’altra parte quando una banca immette nel mercato finanziario “spazzatura” (i bond argentini ad esempio) mandando in bancarotta i piccoli risparmiatori.

Ma se un ragazzino si permette di scarabocchiare su un muro un disegno, questo viene perseguito con pene severissime, ed il sistema investe fino a 45milioni di dollari (e’ il budget della citta’ di New York) per un corpo speciale di polizia che mira unicamente a schedare ed arrestare i writers.

Ha una logica tutto cio’ ?

E di esempi come questi il testo ne e’ pieno, di vere e proprie assurdita’ del sistema che stanno a dimostrare come ormai i fautori del neoliberismo stiano mietendo vittime ovunque, e non solo tra i malati di aids del terzo mondo che non hanno i soldi per accedere ai farmaci necessari per le loro cure a causa dei prezzi esosi richiesti dalle bigfarm; stanno uccidendo “il comune senso del pudore”, trattando le persone come mere merci, o mercati da conquistare, e dando piu’ importanza ai numeri sui display delle piazze borsistiche mondiali.

E tutto questo direttamente sotto i nostri occhi, con la nostra complicita’, col nostro silenzio/assenso, perche’ “cosi’ va il mondo”.

Ma deve andare davvero così?

Indice
Prefazione
Introduzione
Antenne Ribelli
Tutto il mondo nel pc
La cultura viaggia in rete
E l’hacker liberò il software
Come salvarsi dai Signori del Biotech
Quando l’alternativa corre sul filo
Le catene dei brevetti
Francobolli sovversivi
Le nuove voci del video
Pittori spray
Manifesto di ribellione creativa

Scheda libro
Elogio della pirateria
Carlo Gubitosa
prefazione di Paolo Attivissimo
pp.130
Editore Terre di Mezzo http://www.terre.it
acquistabile online http://shop.terre.it/
codice ISBN 8889385375
Euro 9,00

Libro rilasciato con licenza Creative Commons by-nc-nd
disponibile su web
su circuito emule/edonkey



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