Adesso so cosa devo fare oggi, solo respirare.
Perché non so cosa può portarmi domani la marea.
- Tom Hanks –

Credo che la massima summa di questo film sia riassunta in questa frase, detta dal protagonista Chuck Nolan all’amico più fidato ritrovato dopo quasi cinque anni. E’ la voglia di vivere, la speranza che è in ognuno di noi che il domani possa riservarci qualcosa che ci aiuti ad andare avanti, a superare il momento odierno di difficoltà, a vedere “oltre”.

LA TRAMA
Chuck Nolan è un ingegnere esperto di sistemi informatici e lavora per una ditta di spedizioni internazionali; suo compito, quello di risolvere problemi nei quattro angoli del mondo, suo stile di vita, il tempo.

Un tempo frenetico, scandito da decine di orologi che segnano l’ora delle principali città in cui la sua ditta ha filiali; e Chuck corre, in Russia come in SudAmerica, nei vari paesi degli USA come in Africa, ovunque.

Un tempo che segna anche i momenti più importanti della sua vita privata, dove la sua compagna Kelly (Helen Hunt) è prossima alla laurea, dove la famiglia lo reclama per le festività natalizie e per il capodanno. Ma Chuck ha poco tempo per queste cose, la sua vita è su un aereo, per correre a fermare il tempo, anzi, anticiparlo. Perchè i pacchi devono arrivare prima del tempo previsto, “altrimenti siamo come le poste, oggi due minuti di ritardo, domani saranno quattro, poi otto, e alla fine non si sa dove andremo a finire”.

Ma proprio un aereo sarà il segno del suo destino: lasciata Kelly all’aereoporto, si imbarca con l’ennesimo volo e la promessa di tornare presto, in tempo per le feste. Purtroppo, un temporale farà precipitare l’areo nell’oceano, uccidendo tutti i membri dell’equipaggio e distruggendo il carico.
Solo Chuck, molto fortunosamente, riuscirà ad arrivare su un’isola, o meglio, quasi uno scoglio in mezzo all’oceano.

Qui Chuck dovrà adattarsi a sopravvivere, con la ricerca delle prime necessità, acqua per bere, cibo, un fuoco, un riparo per la notte.
E questo tornare all’essenza stessa della vita, la sopravvivenza, lo farà cambiare anche come uomo.

Chuck resterà su quell’isola, con alterne fortuite vicende, per più di quattro anni, fin quando riuscirà a trovare il modo di superare le alte onde dell’oceano che si infrangono sulla barriera corallina e, affidatosi al mare, sarà recuperato da un mercantile di passaggio dopo aver vagato per giorni alla deriva.

Ma, tornato a Memphis, troverà molte cose cambiate: in primis, se stesso.

IL COMMENTO
La coppia Zemeckis – Hanks si ritrova dopo Forrest Gump con un film, ed una sceneggiatura, che davvero non sfigurano davanti al più fortunato film, se non fosse per un “filone” già sfruttato dal celeberrimo Robinson Crusoe (a cui, sull’isola, spesso Chuck fa riferimento con alcune simpatiche battute).

Alcune scene sono davvero bellissime, e stupendamente dirette dal regista: una su tutte, l’incidente aereo. Hanks poi è semplicemente strepitoso nella sua mimica facciale e gestuale, soprattutto nel “prima” (appena arrivato sull’isola e durante i primi giorni di adattamento) e nel “dopo” (passati ormai quattro anni di permanenza sull’isola), o ancor meglio nel “prima” del lavoro frenetico ante-incidente, e nel “dopo”, tornato a casa dopo più di quattro anni di assenza, e dato ormai per morto.

E’ davvero impressionante notare i tic, i movimenti frenetici, ripetitivi, scontati dell’ingegnere Nolan, e le pause, i movimenti lenti, le riflessioni, i silenzi del sopravvisuto Chuck: vederlo come osserva gli avanzi nei piatti dopo la festicciola data dagli amici per il suo ritorno a casa, quando lui per mesi è vissuto con le noci di cocco prima di riuscire a pescaer del pesce, o la facilità di ottenere del fuoco da un accendigas, mentre lui passava giorni interi a sfregare due ceppi di legno per accenderlo, o quando dorme in camera per terra accendendo e spegnendo la luce, quando lui per mesi ha dormito in una grotta, al buio.

Ma il momento più bello ed intenso è l’incontro con Kelly e, subito dopo, la confessione all’amico. Qui Chuck capisce che le prove non sono finite, che deve andare avanti, che qualcosa gli chiede di riaffrontare “le onde” dell’oceano che si infrangono sulla barriera corallina.

E parte, perchè ha una missione da compiere, consegnare alcuni pacchi postali salvatisi dal naufragio: arrivando ad un bivio, dove capisce che la marea, ancora una volta, gli ha portato qualcosa per cui vale la pena di provarci.

LA SCHEDA
Titolo originale: Cast Away
Nazione: Usa
Anno: 2000
Genere: Avventura
Durata: 2h30m
Regia: Robert Zemeckis
Sito ufficiale
Sito italiano
Cast: Tom Hanks, Helen Hunt.
Produzione: mageMovers Production
Distribuzione: Uip

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