Tredici giorni all’olocausto nucleare
Cinema, Film, Recensioni August 18th, 2003
LA TRAMA
Ottobre 1962.
Un aereo spia americano sorvola l’isola di Cuba e scopre, nascoste tra la vegetazione, installazioni missilistiche di provenienza russa.
L’intelligence, immediatamente informata, riesce ad identificare il tipo di missile, di media gittata, capace di trasportare testate nucleari: in meno di cinque minuti sono in grado di colpire Washington.
Il Presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy (Bruce Steenwood) aveva da poco dichiarato alla stampa che Cuba non rappresentava un problema per l’America, ma è costretto a ricredersi di fronte alle prove fotografiche fornite dai militari. Cosa fare?
Diverse sono le soluzioni proposte dai “falchi” dell’Amministrazione, ma tutte si riducono alla fin fine ad un’unica opzione: bombardare immediatamente le postazioni prima che i missili siano operativi, quindi invadere Cuba per risolvere definitivamente il problema.
Ma non tutti la pensano come i militari: il fratello del Presidente, Bob Kennedy (Steven Culp), segretario alla Giustizia, ed il consigliere particolare del Presidente, Kenneth O’Donnell (Kevin Costner), cercano soluzioni alternative per evitare uno scontro diretto che porterebbe, inevitabilmente, ad una escalation di risposte militari, fino all’inevitabile conflitto nucleare tra le due superpotenze.
Tredici giorni di affannose ricerche, improbabili mediazioni, tentativi di approcci più o meno informali tra le due parti, sbarramenti navali e rischi di conflitti, abbattimenti di aerei, pressioni di ogni tipo, fino alla risoluzione della tensione, con un piccolo accordo segreto tra le due parti.
IL COMMENTO
Pare che la sceneggiatura di David Self sia stata costruita anche sulle interviste del Segretario Kenneth O’Donnell rilasciate a Sander Vanocur, corrispondente della NBC. Ci potrebbe quindi essere del vero nei retroscena di questa parte di storia, quando le lancette dell’ora X dell’olocausto nucleare erano prossime allo zero.
La parte più bella ed avvincente di questo film sono proprio tutti i retroscena, i “dietro le quinte” del presidente JFK, del suo entourage più stretto, dei suoi più fidati collaboratori, di come ci sia sempre uan guerra tra “politici” e “militari” (in USA come in URSS), tra i tentativi di risolvere le questioni diplomaticamente o il dare subito voci alle armi, di come “falchi” e “colombe” non aspettino altro che un errore dell’uno o dell’altro per cercare di avere la meglio, delle piccole ma affilate “trappole” politico-militari non tanto verso l’avversario dichiarato (in questo caso, l’URSS), quanto all’interno delle proprie fila.
Una grande interpretazione di Costner che, dopo il film JFK, torna sulla figura del presidente più amato dagli americani (e non solo!) ancora una volta nella parte di un ruolo “comprimario” rispetto a John, ma comunque al centro della scena, protagonista in prima fila delle vicende più drammatiche di un pezzo della storia d’America (il quasi scontro nucleare con la Russia, l’omicidio del Presidente … i due fatti sono collegati? è ancora un mistero).
Intensa anche la recitazione di Bruce Steenwood, perfetto nella parte di JFK, apparentemente indeciso e tentennante, ma in realtà ben determinato ad evitare lo scontro aperto sul piano militare con la Russia ed al tempo stesso a difendere gli interessi della sua Nazione.
Non da meno Steven Culp, il fratello Bob – anche lui seguirà la stessa sorte di JFK purtroppo – che ha giocato un ruolo di primissimo piano nella vicenda, sia nel cercare una soluzione alternativa all’attacco militare (e l’idea del blocco navale pare sia opera sua), sia nella difficile arte della mediazione con la Russia (pare fu lui a parlare privatamente con l’ambasciatore russo, offrendo una soluzione valida per entrambe le parti ad uscire dall’impasse a testa alta, senza quindi perdere la faccia davanti le rispettive opinioni pubbliche).
Un film lungo, ma sapientemente gestito dalla regia e dalla sceneggiatura, con alcuni momenti davvero molto intensi e drammatici; anche se la storia è – a grandi linee – conosciuta, non risulta essere mai noioso né scontato, ma anzi mantiene la giusta tensione sino alla fine.
Sicuramente consigliata la visione.
LA SCHEDA
Titolo originale: Thirteen Days
Nazione: Usa
Anno: 2000
Genere: Drammatico
Durata: 145′
Regia: Roger Donaldson
Sito inglese: http://www.newline.com/sites/13days/
Cast: Kevin Costner, Bruce Greenwood, Steven Culp.
Produzione: Beacon Communications
Distribuzione: Medusa
Tags: Bruce Greenwood, Cinema, Film, Kevin Costner, Recensione, Roger Donaldson, Steven Culp, Thirteen Days
About











Leave a Comment
You must be logged in to post a comment.