Come scervellarsi in bianco e nero…
Recensioni May 16th, 2003
Avete mai sentito parlare di Othello? (o anche Reversi?); è un fantastico gioco da tavolo (anche in versione software per giocare con il computer) che, appena uscito (metà anni ’70) fece davvero un gran clamore per l’assoluta novità che presentava, ed ancora oggi – anche se con meno rilevanza mediatica – è seguito da un nutrito gruppo di appassionati che si sfidano in veri e propri tornei anche a livello mondiale (per informazioni Federazione Nazionale Gioco Othello).
Othello è un marchio registrato nel 1973 da Tsukuda Original Co. Ltd. su licenza concessa da Anjar Co. ed è distributo in Italia da Giochi Mattel.
Il gioco si presenta in una semplice scatola di cartone che ha riprodotta in copertina il “panno”; al suo interno abbiamo una confezione in plastica che funge da “tavolo da gioco” e da portapedine.
Contiene:
- tavolo da gioco
- 64 pedine bicolore (bianco e nero)
- istruzioni per il gioco
Il “tavolo” è una scacchiera 8×8 interamente in panno verde, i due giocatori hanno a disposizione la metà delle pedine presenti (ma si possono utilizzare, alla bisogna, anche le pedine dell’avversario, non è importante); scopo del gioco: far diventare quante più pedine possibili del proprio colore.
I due giocatori scelgono inizialmente il proprio colore di gioco, bianco o nero, e posizionano due pedine ciascuno nelle quattro caselle centrali della scacchiera (questa è la posizione di partenza della gara), in diagonale (o alternate che dir si voglia, ovvero B-d4, N-e4, N-e5, B-e5 dove B=bianco e N=nero); inzia il nero il gioco.
La mossa può essere effettuata dal giocatore se e solo se ha la possibilità di posizionare la sua pedina in modo da prendere *in mezzo* (ovvero tra la pedina che va a posizionare ed un’altra già posizionata sulla scacchiera) almeno UNA pedina dell’avversario, che in questo caso sarà “rivoltata” (reversi) ed assumerà il colore del concorrente che ha effettuato la mossa. Ovviamente, questo vale *in tutte le direttrici* (al massimo, otto) che partono dalla pedina posizionata.
Se il giocatore non ha la possibilità di capovolgere una pedina avversaria, la mano passa all’altro concorrente.
Il gioco finisce quando tutte e 64 le pedine sono state posizionate sulla scacchiera; a questo punto ciascun concorrente conta le pedine del proprio colore e vince chi ne ha di più.
Come vedete, le regole del gioco sono pochissime e apparentemente molto semplici … ma non lasciatevi ingannare: come recita il motto di questo gioco “un minuto per imparare, una vita per diventare maestri”.
Ed è vero.
Non credo esista un gioco più complesso in quanto a strategie possibili da sviluppare!
Lacomplessità è proprio nel riuscire a prevedere tutto quello che può accadere *in una sola mossa*, dovendo controllare otto direttrici di gioco, e da queste, in numero esponenziale, tutte quelle che possono derivare da ognuna delle mosse successive.
Perchè è più complesso degli scacchi (che pure è un gioco molto strategico): semplice, perchè i pezzi degli scacchi sono “legati” al tipo di movimento che possono fare sulla scacchiera (quindi io posso prevedere come il mio avversario potrebbe muovere, chessò, il cavallo piuttosto che la torre etc.), ma soprattutto sono “legati” gli uni agli altri, anche in merito al “valore” del singolo pezzo (una regina vale sicuramente più di un pedone, nella mia strategia posso decidere di sacrificare la regina purchè ne abbia un vantaggio di “mosse” da poter effettuare sulla scacchiera; la centralità del Re, e via dicendo). Insomma. è un gioco “di squadra” tra i sedici pezzi che ho a disposizione.
In Othello, no. Ogni pedina ha praticamente storia a sè, serve all’insieme del gioco *solo* (diciamo così) come “sponda” per il proseguimento della strategia, non ci sono movimenti sulla scacchiera (una pedina, una volta messa, resta sempre nella medesima casella), ma non è mai “mia” (tranne in 4 casi) perchè nel corso del gioco potrà cambiare continuamente colore.
Quali sono i 4 casi (e qui entriamo in qualche elemento di strategia); pensateci bene … avete indovinato? no?
ve lo dico io: i quattro angoli della scacchiera. Sono le uniche caselle alle quali, una volta prese, non è possibile far cambiare di colore la pedina. Perchè? beh, come fate a “prendere in mezzo” tra due vostre pedine una pedina “ad angolo” dell’avversario?
non è possibile. ecco perchè possedere gli angoli significa avere sicuramente una posizione di vantaggio (ovvio, ci sono le contromosse per limitare i danni, ma qui entriamo nel sofisticato ;p) …
Dagli angoli si possono controllare ben tre direttrici (orizzontale, verticale e diagonale) sulle quali avrete sempre la possibilità di avere una pedina di sponda per prendere in mezzo quelle dell’avversario; se a queste poi riuscite ad aggiungere pedine sulle caselle laterali più esterne (altro “pezzo forte” della strategia), aumenterete sicuramente la posizione di vantaggio. Anche in questo caso, il motivo è semplice: una casella laterale può essere presa in mezzo solo su due direttrici, quindi è più facilmente difendibile. se riuscirete a prendere i due angoli e le sei caselle laterali comprese tra queste, beh … è un bel colpo!
Esiste poi un’altra strategia, molto molto sofisticata, dove occorre saper giocare bene per poterla sviluppare – io ad esempio non la uso quasi mai
– ovvero proprio le quattro caselle centrali e le due diagonali principali della scacchiera. Sono posizioni difficilmente difendibili, ed occorre un elevato grado di strategia per poterne trarre vantaggio, ma se ci riuscirete avrete in mano il controllo di ben otto direttrici!
Insomma, che altro dirvi?
Beh, per cominciare potreste scaricare un software da qui
oppure provare a giocare online qui
Sul sito ufficiale fngo e su quest’altro potrete anche trovare un manuale di istruzioni, i rudimenti di alcune strategie, piccoli consigli pratici
Se poi il gioco vi appassiona, non vi resta che acquistarne la versione da tavolo, e dedicarci qualche serata … vi assicuro che vi prenderà moltissimo!
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