Le cisterne della valle dell’Orta…
Abruzzo, Turismo April 30th, 2003
Sabato mattina, seconda escursione. Prima tappa, Bolognano. Da qui si può accedere ad una delle più belle valli della mia regione, la valle dell’Orta, ora (dal 1989) diventata Riserva Regionale.
Arrivati in paese dalla ss. 5 Tiburtina (bivio Bolognano), vi conviene lasciare l’auto in piazza – dove ci sono alcuni parcheggi. Sulla sx del parcheggio, a poche decine di metri, troverete la chiesa principale del paese e, proprio sul sul lato sx guardando la chiesa, noterete i cartelli che vi indicano il sentiero di ingresso alla valle.
Piccolo problema:
un cartello informa che per accedere alla Riserva occorre munirsi di regolare permesso; bof. Noi siamo entrati tranquillamente, tutti in paese ci hanno visto andare e tornare e nessuno ci ha detto niente.
Molto strano.
Comunque. Si prende questo sentiero che costeggia il paese proprio sulla valle del fiume, e si prosegue per qualche centinaio di metri; troverete segnaletica del Parco Nazionale della Majella con alcuni divieti da poco apposti.
In particolare, c’è ora il divieto di balneazione (le cisterne erano un luogo privilegiato di bagni nel fiume da parte degli abitanti della zona, e non solo!) e di ingresso in gruppi di numero superiore a 10. Motivo: difendere l’habitat naturale della lontra autoctona – la cui presenza è stata rilevata solo da qualche anno a questa parte. [1]
Ad un certo punto del sentiero troverete una scaletta di ferro sulla vostra dx che vi permetterà di accedere ad una delle tante piccole grotte che ci sono lungo il percorso.
Proprio di fronte questa scaletta, poco visibile, c’è il secondo sentiero – molto più stretto, in discesa, con alcuni punti abbastanza difficoltosi (è vero, ho fatto un paio di ruzzoloni niente male, sic!) sia per le rocce, sia per la flora abbastanza inestricata del sottobosco – che vi permette di scendere fin sul greto del torrente.
Noi, prima di scendere, abbiamo proseguito per tutto il sentiero principale sino alla sua fine; questo ci ha permesso di notare come la zona sia poco tenuta dal Corpo Forestale: alberi abbattuti e caduti sul sentiero, erbe e sterpaglia, persino una discarica abusiva! (una vecchia lavatrice faceva bella mostra di sé, sob!), ma ci ha permesso anche di notare, tra gli alberi poco lontani dal punto in cui eravamo, un bellissimo scoiattolo nero con una coda enorme!
stupendo vederlo correre da un ramo all’altro
purtroppo, anche questa piccola rarità è sfuggita all’occhio dell’obiettivo della mia macchina fotografica: quando sono riuscito a prendere la posa, lo scoiattolo si è mosso in rami coperti da altri rami. Scattare la foto in quella condizione equivaleva a vedere un qualcosa di nero in mezzo ad un cespuglio
ho preferito lasciar perdere …
Altro particolare che ci ha lasciati perplessi: alla fine del sentiero principale, con nostro sommo sgomento, abbiamo trovato un ponte in metallo che attraversava la valle per sorreggere un non meglio identificato tubo nero. Questo tubo andava poi a finire in un tombino, scavato nella roccia, per ricollegarsi a chissà quale misteriosa conduttura sotterranea …
un vero peccato, uno scempio simile!
Fatto sta che, tornati indietro, abbiamo preso il secondo tratto di sentiero per scendere a fondo valle, sulla riva del fiume … non è stato uno scherzetto – e quindi ricordo ancora la necessità di abbigliamento adeguato, in particolare scarponcini! – scendere, e ancor meno risalire! (puff!pant! ^_^ )
Ma una volta arrivati in fondo, seduti sulla riva del torrente, ci siamo gustati lo spettacolo della valle dal basso, con tutta la meravigliosa flora che lo incastona … un panorama meraviglioso!
Non è periodo ottimale questo per simili escursioni: lo scioglimento delle nevi in alta montagna ingrossano il torrente, e non è quindi possibile raggiungere le cisterne; per farlo, occorre proseguire sulla dx – risalendo quindi il corso della corrente – una volta arrivati in basso, seguendo il letto del torrente e dovendolo attraversare più volte, avanti ed indietro, in diversi punti, prima di arrivare in questa zona particolare chiamata, appunto, le cisterne.
Le cisterne non sono altro che una polla d’acqua, creata da una piccola cascata, in cui il torrente non ha il suo andamento impetuoso tipico dei torrenti di montagna, ma si mantiene per un breve tratto quasi fermo, come un laghetto. Potete benissimo immaginare il tipo di balneazione nella zona!
Il fiume Orta è anche famoso per le discese in canoa; anche queste ora vietate per lo stesso motivo, la lontra.
L’intera escursione (incluse piccole fermate per foto, e una discreta fermata sul greto del torrente) è durata due ore abbondanti. Ma sono due ore che meritano veramente di essere spese! (ruzzoloni a parte! ;p)
[1] La sera, tornati in agrturismo, ci siamo intrattenuti con il ns ospite per raccontargli delle ns escursioni. Egli, tutto entusiasta dei ns racconti, ha voluto svelarci un segreto “per pochi intimi che, come voi, amano la natura: sapete cose potreste trovare lungo il fiume Orta? la lontra!”
C’è rimasto un po’ male quando gli ho detto che, se era un segreto, ora non lo era più datosi che le guardie del parco avevano affisso all’ingresso della valle tanto di cartello con divieto proprio a causa della lontra …
Altre informazioni le potete trovare qui:
http://www.bolognano.com
Tags: Abruzzo, Bolognano, natura, Pescara, riserva regionale, Turismo, valle dell'Orta
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