Il ricordo e la memoria…
Cinema, Film, Recensioni March 6th, 2003
Dopo “Il bagno turco” del ’94 (che non sono ancora riuscito a vedere) e “Le fate ignoranti” del 2000 (che ho visto e mi è piaciuto molto – a parte le discussioni con la mia compagna sul “finale aperto”
), ecco il nuovo film di Ozpetek, regista che sto davvero cominciando ad apprezzare per le sue qualità e per come sa narrare la storia (tutte storie piene di mille sfaccettature) attraverso l’immagine: cosa non di poco conto oggigiorno, bombardati come siamo da suoni, immagini, parole.
Lo anticipo ora: il film mi è piaciuto, e molto. Davvero una gran bella alternativa all’ormai (a mio avviso) indecoroso Festival di Sanremo – come avevo accennato a qualcuno commentando una sua opinione. Se proprio non avete niente di meglio da fare in queste serate sanremesi, andate a vedere questo film, possibilmente in buona compagnia. Non credo ne resterete delusi.
LA TRAMA
Giovanna (Giovanna Mezzogiorno) è sposata da nove anni con Filippo (Filippo Nigro); i due hanno due bambini e vivono in un palazzone nel centro di Roma. Il loro matrimonio si trascina tra i mille problemi della vita quotidiana di una giovane coppia, Filippo non fa altro che perdere i lavori, Giovanna lavora come contabile in una azienda alimentare ed entrambi sono insoddisfatti della loro vita, e di se stessi.
Nel palazzo di fronte abita Lorenzo (Raul Bova), impiegato di banca in attesa di una promozione a direttore presso una nuova agenzia; Giovanna passa spesso del tempo nascosta dietro la finestra di casa sua spiando le mosse di quell’uomo.
Una mattina Giovanna e Filippo, mentre tornano a casa discutendo animatamente come loro solito, si imbattono in Davide (Massimo Girotti), un distinto anziano signore che vaga senza meta per le vie di Roma; Davide è in stato confusionale, ha perso la memoria e non ricorda più nemmeno il suo nome. Filippo, per cercare di aiutarlo, lo porta a casa contro il volere di Giovanna, ma sarà proprio Giovanna che resterà colpita da Davide e cercherà di scoprire chi sia.
Nel tentativo di ricostruire la storia di Davide, Giovanna riuscirà a conoscere Lorenzo, che è segretamente innamorato di lei, e se ne invaghirà ; ma, al momento di decidere se lasciare la sua famiglia ed andare via con lui …
IL CAST
Massimo Girotti e Giovanna Mezzogiorno decisamente una spanna su tutti.
Di Massimo (a cui è dedicato il film), morto poco dopo la conclusione delle riprese, è già stato detto molto. Magnifica interpretazione la sua, davvero si vede la bravura di un attore che tanto ha fatto per il cinema italiano, pur non avendo mai gli onori che forse gli sarebbero stati dovuti.
Parte non facile la sua, quella di un ebreo omosessuale sfuggito ai campi di concentramento e rimasto ancora innamorato del suo Simone, che non fu altrettanto fortunato.
Molto intense le scene in cui Davide/Massimo rivive nell’oggi i suoi ricordi di ieri, con flash (sapientemente evidenziati dalla regia attenta di Ozpetek) di ricordi nella sua mente.
Giovanna offre una gamma di espressioni, emozioni, sensazioni davvero notevoli. Bravissima nella parte della moglie insoddisfatta, scontenta, quasi apatica per quello che la vita le offre; si lascia rapire dalla memoria di Davide, e sono molto belle le inquadrature in primo piano di lei mentre ascolta i ricordi dell’anziano sconosciuto. Occhi espressivi, molto profondi (non a caso, credo, il film termina proprio con un primo piano degli occhi di Giovanna).
Dopo di loro Filippo Nigro, il marito di Giovanna, e Serra Yilmaz, Eminé, una amica vicina di casa della coppia, nonché collega di Giovanna sul lavoro.
Filippo è davvero bravo nella parte, che non potrei definire secondaria essendo pienamente in causa, soprattutto nella prima parte, con l’arrivo in casa di Davide. Molto bella la scena del ristorante (quando Giovanna era già stata tra le braccia di Lorenzo ed era persa nei suoi pensieri completamente avulsa da quello che le era intorno) quando guarda sua moglie e capisce, intuisce, che qualcosa è successo, che lei è cambiata. Conferma che gli arriva poco dopo, quando appena tornato dal lavoro (fa il turno di notte) troverà Giovanna che lo attende per comunicargli una decisione che ha preso nel frattempo. E Filippo si ritroverà solo, mentre Giovanna dorme un camera, in cucina, a piangere. Davvero toccante.
Eminé è semplicemente meravigliosa. Semplice, spontanea, la battuta giusta al posto giusto. Strepitoso lo scambio con Giovanna sul lavoro, parlando di Lorenzo (lei sa cosa passa per la testa della sua amica); è semplicemente disarmante nella sua affermazione: “Scopatelo. E’ l’unico modo per togliertelo dalla testa. E se è una bella scopata, fa pure bene!” ;-D
Decisamente sottotono (il che è tutto dire per me, che apprezzo davvero poco questo attore) Raul Bova. Voglio dire: le scene in cui è coinvolto offrirebbero davvero ampi spazi di interpretazione, dall’incontro con Giovanna in un pub, a quando cercano di ricostruire la storia di Davide, quando si rincontrano in un bar, poi su una panchina, fino a casa sua, dove l’ha raggiunto Giovanna per la famosa “scopata” di Eminè, con il momento in cui lui cerca di convincerla ad andarsene insieme.
Ma è mai possibile che la sua espressione, la postura, il tono di voce, sia sempre lo stesso?! mmh. poco credibile. Non mi è proprio piaciuto.
LA COLONNA SONORA
Strepitosa. Quasi interamente composta da Andrea Guerra, ha il suo leit motiv in “Gocce di memoria”, cantata come sigla di chiusura da Giorgia. Devo dire che, forse per la prima volta, sono rimasto in sala fino alla fine – leggendomi tutti i titoli di coda! – per ascoltarla, piuttosto che come mio solito, alzarmi vestirmi ed andarmene appena accese le luci. Ed ho notato che non sono stato l’unico, diverse persone han fatto come me e la mia compagna.
Accanto ai brani di guerra, da segnalare, anche altri brani, in particolare due brani della cantante turca Sezen, o “Historia de un amor” di Guadalupe Pineda, cantante messicana, e “Ma che freddo fa” di Nada.
IL COMMENTO
Storia agrodolce, come ormai Ozpetek ci ha aituato. Centrata sulla figura di Davide, in un continuo andirivieni tra il (suo) passato ed il presente, in realtà riguarda l’oggi, ed il noi. Cosa hanno significato per noi gli anni passati a costruire la nostra vita? Che significano le persone che han fatto parte di questa? Che senso ha oggi tutto quello che facciamo, le persone che incontriamo, il nostro lavoro, se domani non ci resterà più nemmeno un ricordo?
Conclude Giovanna con un suo pensiero, rivolto a Davide: “Ho paura di cominciare a dimenticare persino il volto di Lorenzo. Il tempo passa, ma mi resteranno i ricordi di lui, e di tutte le altre persone che sono vissute con me. E se questa è la memoria, mi sento più sicura: vuol dire che non sarò mai sola”.
SITO INTERNET
http://www.lafinestradifronte.com/
Tags: Cinema, Film, Giovanna Mezzogiorno, la finestra di fronte, Massimo Girotti, Ozpetek, Raul Bova, Recensione
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