Giusto domenica, a pranzo dai miei, ennesima discussione con un mio parente – imprenditore di destra per il quale il “corriere della sera” è puro Vangelo, tutto il resto non è vero/non esiste – che mi ha riportato ancora una volta di fronte le stesse domande, gli stessi interrogativi; alcuni:
- perchè nessuno parla più di Guantanamo?
- perchè nessuno va in Iraq a manifestare?
- cosa propongono di concreto i pacifisti?
- quali concrete inziative vorrebbero i cosiddetti noglobal?
- perché parlate parlate, e non fate mai niente?

Ora, conosco bene mio zio – per quanto su fronti opposti, non è stupido né tantomeno ignorante, anzi – , conosco tante altre persone che non sono, diciamo così, sullo stesso fronte dove sono io, ma sono persone stimabilissime. A questa fetta di popolazione vorrei rivolgermi perché mi rendo conto che, tutto sommato, la responsabilità di certe mancanze non è loro, bensì dei media (televisioni e maggiori quotidiani e periodici, a diffusione nazionale) che sistematicamente boicottano una serie di notizie (e qua, non è tanto il discorso “non fa notizia”, no… questa oramai è una vera e propria campagna di disinformazione in favore di una logica neoliberista tout court).

Non è affatto vero che non ci siano proposte concrete, azioni, gesti e fatti, dalle più piccole alle più grandi; è vero piuttosto che queste proposte non vengono minimamente prese in considerazione e fatte circolare nei grandi canali comunicativi, oppure, quando – raramente! – avviene, vengono bollate come “anarco-insurrezionaliste”, “marxiste-leniniste”, “blackblock”, “miranti a screditare la base democratica e libera della società civile”, eccetera eccetera, ognuno scelga lo slogan o la frase che più gli piace (basta prendere le ultime agenzie ansa del ministro dell’interno, o di alcuni portavoce di AN o FI, o qualche portavoce americano, o inglese, o spagnolo … non c’è che l’imbarazzo della scelta).

Mai, dico mai!, son riuscito a vedere una trasmissione (ho visto pure excalibur in un paio di puntata, tanto per sentire “l’altra campana”, ma ciccia!), o leggere un articolo in cui si entrava *nel merito* delle proposte e si dibatteva *su queste*, NON su una eventuale provenienza ideologica o altro.

Ebbene, comincerò allora a ricercare una serie di proposte e presentarvele; ognuno poi scelga come meglio gli aggrada. La prima, interessante, proposta viene da un cartello di associazioni, Sbilanciamoci, che si prefigge di (ri)proporre una Finanziaria Sociale: il suo motto infatti è “come usare la spesa pubblica per la pace, la solidarietà, l’ambiente”. Ora io penso che, prima di tutto, uno Stato dovrebbe guardare al benessere della propria collettività no? Com’è allora che da un tot di anni (quindi, tagliamo subito la testa al toro: non c’entra una emerita cippa il governo di dx o di sx, su certe cose pari sono!) in finanziaria si tagliano le spese sociali, o inerenti il benessere della collettività (come l’ambiente appunto, o la pace), ma MAI le spese militari? (tanto per citare quello più evidente).

Sbilanciamoci propone esattamente questo: rifare i conti pubblici tagliando le voci che NON SONO a favore della collettività per investirli in azioni concrete in favore della collettività, e/o tassando NON il cittadino ma quelle aziende (o talune azioni di certe aziende) non proprio attente ai fini sociali – se non addirittura contro.

Un altro esempio? la UIL scuole, da quasi un decennio, denuncia il degrado delle infrastrutture scolastiche, con tutti i rischi annessi e connessi (dato anche il grave dissesto idrogeologico della nostra terra); ora, son dovuti morire 29 bambini in molise perchè tutti gridassero “al lupo al lupo?”. E davvero ci serve il Ponte sullo stretto (o, da abruzzese, il terzo tunnel sotto il Gran Sasso!), per rilanciare l’occupazione? (non venitemi a dire che servono al ns sistema di comunicazione, in particolare il Ponte è stato ampliamente smentito da una bellissima puntata di Report).

Provate per esempio a leggere cosa propongono quelli di Sbilanciamoci nella pagina del Rapporto 2003. Secondo i loro calcoli, avremmo una riduzione del debito pubblico per 1,009 milioni di euro (ripeto, SOLO per il 2003) operando però per il benessere sociale.
Ora, io non sono un economista, e non prendo certo per oro colato quello che scrivono queste associazioni. Pr quanto ne so, potrebbero aver scritto una serie di corbellerie – sul piano economico/finanziario – grosse come un palazzo. Ma mi chiedo: perché pochissimi cittadini conoscono Sbilanciamoci? Perché non se ne parla? Perché gli economisti favorevoli al libero mercato non prendono questi dati e, dimostrazioni alla mano, ne fanno carta straccia? voglio dire, se han scritto corbellerie, sarà pur facile dimostrarlo no? invece no. si glissa, si fa finta di niente, il problema non esiste.

O ancora: perchè i nostri stessi deputati (verdi, comunisti italiani, rifondazione) che han tentato di portare queste proposte in parlamento, sono stati zittiti (dalla loro stessa coalizione! cose da pazzi … ) ed ora non se ne parla praticamente più? (eggià, c’è la guerra alle porte, figuriamoci se questi oggi sono argomenti su cui dover dibattere … eppoi c’è da inseguire la maggioranza dietro alle varie cirami, riforma della magistratura, indulti ed indultini, condoni e condonini etcetc … ma essere propositivi mai eh? sempre dietro a rincorrere col fiato corto).

Questo è solo un (primo!) esempio per dire: guardate che di proposte alternative ce ne sono. C’è gente (e non son tutti “anarco-insurrezionalisti” o “giovani sbandati drogati etc”, ma anche studiosi, economisti, sociologi, storici, etc) che si siede ad un tavolino e pensa, studia, ipotizza, progetta, propone.

Certo… i pacifisti “fanno notizia” quando c’è la guerra (e allora facciamo vedere in tutto il mondo un po’ di tette-culi-fighe di qualche migliaio di donne australiane che han scritto coi loro corpi nudi “no war” su una collina di Byron Bay – ma non facciamo però sapere che l’attuale primo ministro australiano è stato *sfiduciato* dal suo senato … prima volta nella storia di questo stato! … perchè ha ingannato il parlamento sulla reale missione dei soldati mandati in Iraq!), di sicuro non fanno notizia quando c’è la pace. Ma in tempo di pace, i pacifisti sono lo stesso attivi, anzi forse ancora di più. Solo che sono meno “evidenti” … “non fanno notizia”, appunto.

Sbilanciamoci, nel maggio 2002, ha inoltre prodotto un dossier – pubblicato con Altra Economia – sull’economia a mano armata “gli intrecci tra industria, finanza e spesa militare in Italia”; avete mai provato a leggervelo? beh, fatelo scoprirete cosine molto, molto interessanti.

Tutti possono contribuire alla campagna di Sbilanciamoci (nata nel 1999, ha prodotto rapporti per le finanziarie 2000, 2001, 2002 e 2003 oltre al dossier sopra citato), le informazioni su come/cosa fare le potete trovare direttamente sul sito.

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