Da alcuni anni ormai (siamo alla quarta serie, iniziata il 16 gennaio di quest’anno) va in onda su Rai3 questa fiction/poliziesco interamente italiano: La Squadra.
Ambientato in un commissariato di quartiere di Napoli (il Sant’Andrea), racconta le vicende degli uomini di questa struttura, sia personali che investigative.

Facile il confronto con il suo diretto concorrente di Mediaset, Distretto di Polizia (vedi mie opinioni “Distretto di Polizia 1″, “La Scalise esce di scena”, “Nuova serie, nuovo commissario”); e di differenze ce ne sono tante.

La prima: la Squadra è iniziata prima (di qualche mese); possiamo forse dire che, forse almeno per questa volta, Mediaset ha copiato Rai ? non lo so. Ma mi piace pensarlo <grin>

Secondo: in Distretto di Polizia c’era un leit motiv che univa tutte le puntate delle serie; nelle prime due, il mafioso che cerca di uccidere il commissario Scalise, nella terza l’assassino di Angela, la moglie dell’ispettore capo Ardenzi.
Ne La Squadra no; ogni eposidio fa storia a se, non c’è un filo conduttore che unisce le varie puntate (anche se, naturalmente, alcune storie si sviluppano su più episodi), e l’unica “trama” è data dalle vicende personali dei protagonisti.

Terza differenza: beh, questa è molto evidente; la fotografia, la fonia (soprattutto in esterno), finanche la regia, sono completamente differenti. Avete presente una fanzine ed una rivista patinata? bene, la squadra sta a Distretto di Polizia come una fanzine sta ad una rivista di gossip. Un abisso. “Arte povera”, la chiamerebbe qualcuno, trucchi ed effetti ridotti al minimo, scene quasi in presa diretta e quasi senza ritocchi di “maquillage”. Forse più “cruda”, ma – almeno apparentemente – molto più realistica, vera, quasi da reportage giornalistico di un inviato in zona di guerra. Con tutti gli annessi e connessi.

Ultima differenza (e questa, devo dire, gioca a sfavore de La Squadra), la recitazione di comprimari, e soprattutto di comparse. Pessima. Certo, il casting qui poteva fare di meglio e scegliere un minimo di attori più competenti. Va bene giocare sul “duro&puro”, va bene cercare di rendere quanto più realistica la cosa, però c’è modo e modo insomma!

Quali le cose che accomunano le due serie.
Beh, intanto l’ambientazione. Stiamo parlando di due commissariati di zona (il X Tuscolano ed il S. Andrea) di due grandi metropoli italiane (Roma e Napoli); abbiamo anche lo stesso punto di ritrovo degli agenti, un bar vicino al commissariato in entrambi i casi.
Poi, le trame dei singoli episodi, dai piccoli crimini di quartiere (scippi, furti in appartamento, piccolo spaccio, bullismo, atti di vandalismo, etc) alle grandi inchieste su mafia, camorra, criminalità organizzata. Tornano anche molti temi in comune, tratta delle bianche, prostituzione, immigrazione clandestina, traffico internazionale (armi, droga), pedofilia – classica, l’indagine su internet, sigh! – . Hanno subito entrambi persino lo stesso attentato dinamitardo! Con l’ultima puntata La Squadra ha però introdotto un nuovo caso: l’incesto (è stata una puntata davvero drammatica!).
Quindi, la perdita di alcuni personaggi: in Distretto muore l’agente Nina, impegnata nella scorta ai figli della Scalise, in La Squadra muore l’agente Rocco mentre cerca di salvare un collega (l’agente Russo) minacciato da un camorrista.
Infine, le storie dei singoli personaggi: se in Distretto di Polizia abbiamo la Scalise, vedova, con i suoi problemi di madre con figli adolescenti, in La Squadra abbiamo l’ispettore capo Guerra, separato, con gli stessi problemi. In Distretto abbiamo il rapporto di amicizia tra Ardenzi e Belli, in La Squadra troviamo lo stesso rapporto tra Guerra e Amato. Se in Distretto troviamo i problemi sentimentali di Belli, in La Squadra abbiamo Amato geloso pazzo della sua donna (una ex prostituta dei paesi dell’est, prima tolta dalla strada e poi sposata).

I personaggi principali.
A capo del commissariato S.Andrea troviamo il vice questore Valerio Cafasso (Renato Carpentieri); non è un uomo d’azione, gioca più il ruolo del “vecchio saggio”. Grande esperienza, ottimo rapporto di diplomazia con i suoi superiori, conosce bene i suoi uomini e sa come trattare con loro. Non è certo di quegli uomini ligi alle regole – o almeno, non tiene al rispetto formale di esse – ma ha ben chiaro quando può coprire certe mancanze dei suoi, e quando fargli una tirata d’orecchie. Sposato, con figli, nelle ultime puntate della terza serie si ritroverà reinnamorato di una sua vecchia fiamma, una francese coetanea insegnante di storia al liceo, e sofferente di cuore. Prende un periodo di permesso, sia per l’operazione da fare al cuore, sia per capire meglio la sua vita sentimentale, ed al momento è fuori di scena.

Per un certo periodo di tempo sarà al suo fianco la dott.ssa Regina Orlando, vice commissario. Donna insopportabile, sempre in rotta con gli altri del commissariato, estremamente ligia al dovere ed esasperante sul rispetto delle regole. Memorabili le sue litigate con Guerra, e le sue ramanzine a Amato; dal passato difficile (è vissuta per anni in un orffanotrofio) e quasi incapace a creare rapporti umani con chicchessia, alla fine riuscirà a trovare il modo di entrare a far parte della squadra. Durante una indagine sulla camorra conosce e si innamora di un commissario della DIA, da cui resterà incinta. Decisa a seguire la maternità, lascerà il servizio attivo (e la serie tv).

Il vero protagonista del serial è l’ispettore Guerra (Massimo Bonetti), capo dell’investigativa; separato (proprio a causa del suo lavoro), con due figli Bianca, adolescente irrequieta, e Carlo, ancora un bambino. Durante la seconda serie conosce una nuova collega, Elena Baroni, e se ne innamora; si troverà però costretto a denunciarla per l’omicidio dell’assassino del padre di lei. Ultimamente si è innamorato di una nuova collega, addetta alle pubbliche relazioni del commissariato, con la quale sta cominciando a costruire un nuovo legame.
Uomo d’azione, è il vero motore degli agenti del Sant’Andrea, alle volte anche azzardando qualche mossa non proprio ortodossa. Sempre pronto a coprire i suoi uomini, richiede però da loro massima dedizione e rispetto delle regole del gioco.
Strepitose sono le battute tra Guerra e Amato, amici sia sul lavoro che nel privato, spesso spalle l’uno dell’altro per coprirsi di fronte ai superiori.

E’ entrato in scena tra gli ultimi, per sostituire Valerio Cafasso, il nuovo vicequestore Giorgio Pettenella (massimo Wertmuller); ambizioso, tutto preso dall’immagine pubblica, si accaparra continuamente dei successi dei suoi uomini spacciandoli per suoi davanti alla stampa (e questo gli altri non lo mandano giù), cerca sempre di sottovalutare i piccoli crimini mentre si dedica anima e corpo alle grandi inchieste, possibilmente con qualche scandaluccio di mezzo che veda invischiati ricchi imprenditori o pubblici funzionari. Doppiogiochista, non ha ancora compreso il senso del giocare in squadra, non facendo altro che rimarcare il suo ruolo nei confronti di Guerra.

Degna spalla, come dicevo, dell’ispettore Guerra è il sovrintendente Sergio Amato (Gaetano Amato); napoletano verace di Napoli, è una vera e propria macchietta con la sua “filosofia napoletana”. E’ lui l’uomo dei bassifondi, che conosce tutti i giri e gli informatori della sua zona, la memoria storica della delinquenza napoletana. Uomo d’azione, spesso sopra le righe, non gli piace rispettare le regole e non conosce mezze misure: o si è con lui, o contro di lui. Innamorato, e geloso perso, di Tania, una bellissima ragazza ucraina che ha aiutato ad uscire dal giro della prostituzione, poco prima di sposarla scoprirà la sua sieropositività, ma sceglierà lo stesso di vivere con lei.

Gli altri agenti dell’investigativa sono:
- Sovrintendente Fabrizio Nava (Giovanni Guidelli); infiltratosi nella camorra, si innamorerà della figlia di un boss che diventerà in seguito, proprio grazie a Nava, una collaboratrice della Polizia. Sarà uccisa dagli uomini del clan proprio sotto gli occhi di Fabrizio, che alla fine riuscirà a prendere il suo assassino. Sotto inchiesta interna, al momento è sospeso dal servizio.

- Ispettore Antonio Ramaglia (Mario Porfito); il saggio del gruppo :) , sposato con tre bambini (la moglie, non riuscendo ad avere figli, sceglie la fecondazione assistita, e questo è stato il risultato ;) ), ha una grande esperienza in polizia, soprattutto nel sapersi rapportare alla gente comune. Spesso alcune sue intuizioni si sono rivelate la chiave di volta nelle indagini.

- Agente Stefano De Pretis (Luca Venantini); è il piacione del gruppo, lo “sciupafemmine”, quasi incapace di creare un legame sentimentale con una donna, ma sempre pronto a saltare da un letto ad un altro. Grande amico di Nava, con cui ha convissuto in appartamento per un certo periodo, litigherà di brutto con lui a causa della storia con la figlia del boss. La sua ultima storia sentimentale (nel cui intermezzo c’è stato anche un omicidio, di cui tra l’altro era principale indagato) lo ha definitivamente impegnato con una donna fino al punto di chiedere il trasferimento in altra città – e lasciare il serial.

- Ispettore Edoardo Valle (Flavio Albanese); è il “criminologo” del gruppo, con tanto di laurea (106 la tesi, per la precisione ;) ), è l’uomo che più tenacemente riesce a ricostruire una trama dalla raccolta di indizi. Collabora strettamente con Alfio (capo della scientifica) e il dott. Mari (patologo legale); strana storia personale: scopre che il collega Russo picchia selvaggiamente la moglie. Decide di aiutarla a denunciarlo, e se ne innamora. Favorisce la sua fuga, e alla fine sarà lasciato da lei. Mentre, nel frattempo, si giocherà anche l’amicizia di Russo, che in tanto ha scoperto tutta la tresca.

-Agente Alessia Moretto (Federica Bonanni); è l’ultima arrivata nella Squadra, solo nelle ultime puntate ha giocato un ruolo da protagonista in alcune indagini. Al momento, la sua prima preoccupazione è quella di farsi accettare dagli altri, cercando di mediare tra il vicequestore Pettenella e gli uomini dell’investigativa, Guerra in primis.

Gli uomini delle volanti:
- Ispettore Walter Battiston (Federico Tocci); con la promozione di Ramaglia all’investigativa il nuovo capo delle volanti è questo “uomo del nord”, che con il suo inconfondibile accento veneto “stona” (ma dà una bella macchia di colore!) nel contesto napoletano. Sposato con Barbara, una figlia, per mesi è stato in combutta tra il restare ed il chiedere il trasferimento più vicino a casa finchè la moglie, scesa per convincerlo a tornare, non scopre Napoli e, restando colpita dal rapporto del marito con i colleghi, decide di restare anche lei.

- Agente Luciano Russo (Vanni Bramati); è il “rambo” del commissariato. Sardo d’origine, succube della figura paterna, ha idee retrograde e maschiliste, sulle donne, sugli immigrati, sulle cose del mondo. Duro, violento, sempre pronto a menar le mani, si ritroverà infiltrato in un giro di combattimenti clandestini, guardiaspalle di un boss della camorra che riuscirà ad incastrare. Nonostante abbia agito sotto copertura, il boss – evaso di prigione – ruscirà ad identificarlo e, nel tentativo di ucciderlo, ucciderà invece la sua collega Rocco (e sarà ucciso, guarda il caso!, proprio dall’ispettore Valle).

- Agente Angelica Rocco (Ana Valeria Dini); l’alternativa del gruppo :) , spesso richiamata dal vicequestore Cafasso per le sue t-shirt ed il piercing all’ombelico. Gran cuore, sempre pronta a buttarsi nella mischia, litiga spesso con Russo proprio per le sue idee, ma alla fine se ne innamora – anche se non glielo dirà mai. E’ l’unica, a parte Guerra e Cafasso, a sapere che Russo ha agito sotto copertura infiltrandosi in un clan, e sarà proprio lei a rimanere uccisa mentre cerca di salvare Russo, sotto tiro del boss mafioso.

- Agente Katia Ricci (Saba Anglana); studentessa di medicina, interessata a diventare patologo legale, è una “mezzo sangue” (come la chiama spesso RUsso), di padre italiano e madre somala. Amante della musica, si diletta nel tempo libero a cantare piano bar, ma sul lavoro è sveglia ed efficiente. Molto utili alle indagini della squadra soprattutto nei casi di immigrazione clandestina, prostituzione, terrorismo islamico.

- Agente Alfio Donati (Giovanni Rienzo); è il “tenerone” del commissariato :) addetto all’ufficio informazioni e centralino, aspira a diventare un vero poliziotto ed entrare in azione sulle volanti (altro parallelismo con il centralinista del Distretto ;) ). Per liberarsi da mamma e papà e diventare finalmente autonomo, vive nella foresteria del commissariato (non potendosi permettere un appartamento), dove ha convissuto con Valle e ne è stato il confidente ai tempi della sua storia con Miriam, la moglie di Russo.

Come si nota, il cast è piuttosto lunghetto (ed ho escluso comprimari importanti come Tania, Alfio, Mari, il gestore del bar ritrovo della Squadra, alcuni collaboratori esterni etc) e ricco, sicuramente molto più variegato di quello del Distretto, e questo dà modo agli sceneggiatori di poter giocare di più, e a mio parere meglio!, con le storie da sviluppare negli episodi.

Nota a margine (ma credo sia indicativa delle nostre “tendenze”), con un po’ di rammarico: cercando siti web delle fiction televisive, ne ho trovate tantissime per quelle americane (da Jag a Friends a Ally, ai vari Star Trek in tutte le sue forme, etc.) con tantissimi fan club, diversi per Distretto di Polizia, e nemmeno UNO (tranne quello ufficiale, ovviamente) dedicato a La Squadra.
Ma perché dobbiamo sempre disdegnare le (poche!) cose buone che produciamo noialtri !? sigh.

La Squadra, Rai 3 giovedì ore 21,00

Sito web:
http://www.lasquadra.rai.it/R3_HPprogramma/0,,49,00.html

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