Come promesso :) finalmente anche io sono riuscito a vedere il tanto discusso film di Roberto Benigni, Pinocchio.
Non mi aspettavo molto [1], ed ho cercato quindi di essere attento a cogliere i particolari, capire l’interpretazione dei personaggi, le allegorie e le metafore, la trasposizione del regista e la rilettura dell’attore.

Taglio subito la testa al toro: in linea di massima mi è piaciuto. ed aggiungerei, anche abbastanza. si, sono uscito soddisfatto dal cinema pensando che, comunque (nel bene o nel male) era un film da vedere, e non da aspettare in noleggio o in tv.

Tolgo subito di mezzo dalle mie impressioni le considerazioni su fotografia, scenografia e musica. semplicemente, sublimi (non ho ancora ben chiaro il panorama dei prossimi oscar, ma direi che questi tre almeno una nomination se la meriterebbero!).

Niente da dire nemmeno su Roberto Benigni attore: come ha già detto qualcuno, non fa Pinocchio, E’ Pinocchio :) . Non credo che, oggigiorno, nel panorama dei nostri attori ci possa essere qualcuno in grado di recitare quella parte come l’ha recitata lui. Perfetti, nelle loro parti, i fichi d’india (il gatto e la volpe), Barra (il grillo parlante), Bergonzoni (l’imbonitore del circo), Carlo Giuffrè (Geppetto), Kim Rossi Stuart (Lucignolo). Qualche riserva su Nicoletta Braschi (Fata Turchina, oltrechè produttrice del film), ma forse è perchè a me non piace proprio come attrice (forse, l’unica volta che l’ho apprezzata è stata ne “Il mostro”).

Altra cosa su cui non concordo (con altre opinioni lette qui su ciao.com): il paragone con il precedente film di Benigni, La vita è bella. Non c’entra niente. E non capisco perchè si continui a voler cercare la perfezione in un artista una volta che questo ha fatto centro.

Se proprio paragone deve essere, lo si può fare (facendo i dovuti distinguo tra una serie televisiva ed un’opera cinematografica, che han tempi, regia, sceneggiatura, fotografia, etc, completamente diversi!) con il Pinocchio di Comencini. Anche se lì parliamo di attori del calibro di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia (gatto e volpe), o l’impareggiabile Nino Manfredi nei panni di Geppetto. Senza nulla togliere ai fichi d’india e Giuffrè, sicuramente altra pasta.

Insomma, la bravura di Benigni è tutta qui: di fiaba si tratta, ed una fiaba ha raccontato. Oserei dire, pedissequamente rispetto al libro; ho qualche dubbio sulla sequenza di alcuni fatti, come ordine cronologico degli eventi, o qualche leggera interpretazione – come la scena iniziale del tronco che cade dal carro e sbatte alla porta di geppetto, o il modo in cui Lucignolo convince Pinocchio a seguirlo nel paese dei balocchi – ma direi è poca cosa.

Che dire, quindi, di questo film: un bravo a Benigni che ci ha regalato un’altra piccola gemma. E spero davvero che le Maestranze italiane del settore abbiano i riconoscimenti che si meritano, perchè davvero con i loro trucchi, gli abiti, le scenografie, le luci, hanno compiuto un piccolo miracolo.

[1] si, conosco sufficientemente bene sia Pinocchio di Collodi, sia Cuore di De Amicis, studiati per un esame universitario, Letteratura per l’infanzia. Ci sarebbe molto da dire in merito a questi due libri, ma dovrei scriverne a proposito. Forse un giorno lo farò :)

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