Finale imprevedibile
Cinema, Film, Recensioni October 15th, 2002
Quando era uscito un paio di anni fa al cinema il trailer non mi aveva particolarmente colpito, quindi non lo inserii nella mia personale agenda di “film da non perdere”. Insomma, avrei potuto farne tranquillamente a meno, non ne sarei di certo morto per il dispiacere.
Ieri sera è stato trasmesso su canale5; in realtà avrei preferito vedermi un altro film, più spensierato, e il film di pieraccioni su rai1 sembrava al caso mio; ma per le regole di convivenza civile
alle volte occorre fare qualche piccolo compromesso, così ho rinunciato al film di pieraccioni (tranquilli, l’ho registrato!) e mi son messo a vedere Il sesto senso mentre sfaccendavo (su cosa, ‘unvelodico! ;-p).
E meno male!! perchè un primo tempo più lento, noioso, al limite dell’addormentamento non credo di averlo mai visto.
Base musicale pressoché inesistente (non so se c’avete mai fatto caso: quando c’è una buona base musicale che accompagna bene il ritmo del film, quasi non sembra colpirci; quando manca la base musicale, si sente assolutamente la sua assenza!) tranne che per qualche “rumore” tipico da thriller alzatensione, dialoghi nulli (ma questo poi avrà un perchè, in effetti), scene cupe, grigie, quasi senza senso, Bruce Willis (o meglio, il suo doppiatore) che parlava con un filo di voce come quasi tutti i personaggi intorno a lui, e più o meno sempre con la stessa espressione, trama per nulla avvincente. L’unico che un po’ è riuscito a salvare questa prima parte è stato il ragazzino protagonista del film (accidenti! proprio bravo …).
Francamente stavo quasi per tentare una sortita al telecomando per cambiare canale (avevo nel frattempo finito lo sfaccendamento e mi ero messo comodamente in poltrona ;p), quando, alla ripresa nel secondo tempo, le cose cominciano ad ingranare.
La trama comincia a svilupparsi in modo un po’ più movimentato spezzando la monotonia del primo tempo (la costruzione del rapporto tra il dottore ed il bambino) con i fatti privati del dottore (il suo matrimonio in crisi, un uomo che entra nella vita della moglie, il suo combattimento interiore tra il voler aiutare il bambino ed il voler salvare il matrimonio, la madre del bambino e le sue vicissitudini quotidiane nel rapporto con il figlio, il bambino ed i suoi casini a scuola…), appare una breve, ma direi dignitosa, base musicale, ma soprattutto si svolge la Scena (ed era ora!): il bambino svela il suo segreto, è in grado di vedere i morti. E da qui, entrano finalmente in campo i fantasmi (che finora si erano intuiti solo dai sospiri ed i gemiti del piccolo protagonista, o da scene isteriche dello stesso – molto bella la scena della cantilena in classe, quando prende in giro l’insegnante per la sua balbuzie!).
Il film riesce a riprendersi e, come previsto in quasi tutti i film, si avvia ad un lieto fine: il dottore riesce a trovare la chiave di lettura con cui entrare in comunicazione con il bambino (quando poco prima lui stesso lo aveva ritenuto schizofrenico al limite della pazzia e prevedeva in internamento in ospedale con dosi massicce di farmaci), riesce a spiegargli che forse non deve aver paura dei fantasmi, che forse i fantasmi erano lì perché volevano dirgli qualcosa. E il caso si risolve (anche qui, molto bella la scena del “primo contatto” tra il protagonista ed una bambina, morta – apparentemente! – di cancro, che gli chiede di fare una cosa per lei), con il bambino che ora non ha più paura dei fantasmi, ma capisce di avere un dono speciale e che può aiutare qualcuno, per il suo bene (come nel caso della sua stessa madre, a cui racconta di aver parlato con la nonna – e anche questa scena è davvero toccante, forse la più bella del film, a mio avviso).
Pausa pubblicitaria. Sono le 23,15. Propongo di andarcene a letto a vedere la fine del film (che a questo punto appare scontata: il dottore risolverà il problema con la moglie, così come ha risolto il problema del bambino – ed il bambino stesso gli aveva suggerito precedentemente un modo per riuscire finalmente a parlare con lei); e qui … ta-dah! il colpo di scena (che di certo non starò a dirvi
), che mi ha davvero sconcertato, ed alla fine mi ha fatto apprezzare molto, nell’insieme eh?
, questo film.
Devo ammettere che è stato un crescendo di emozioni, e probabilmente nulla è stato lasciato al caso (solo che io evidentemente non sono riuscito a coglierne gli indizi fin dall’inizio) per arrivare al finale a sorpresa.
Un commento su tutti: Haley Joel Osment, l’attore che impersonifica il bambino protagonista del film, è davvero bravissimo! … motivo in più per vedere A.I. (questo si, era già nella mia agenda!
)
Tags: bruce willis, Cinema, fantascienza, Film
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