Legami di Pace
Recensioni, WebSite September 5th, 2002
E’ la traduzione letterale del termine PeaceLink, una parola che racchiude un meraviglioso mondo di informazione alternativa, telematica di base, volontariato ecopacifista.
Conosco PeaceLink dal 1993, quando ancora Internet era sconosciuta ai più, e questo gruppo muoveva i suoi primi passi telematici in tecnologia fidolike attraverso le BBS (Bullettin Board System) della Rete Fidonet (oggi anche su http://www.fidonet.it/ ) nella prima area pubblica di discussione (echomail) Peacelink.ita.
Da questo embrione, per opera dei suoi tre primi attivisti, Giovanni Pugliese, SysOp (System Operator, il gestore di una BBS) di Taras BBS (Statte, Taranto), Marino Marinelli, SysOp di Irene BBS (Livorno) e Alessandro Marescotti, insegnante in una scuola di Taranto – uno dei primi insegnanti italiani a portare la telematica in classe (memorabili furono i messaggi dei suoi allievi dalla scuola occupata) – nasce Rete Peacelink (http://www.peacelink.it/rete.html), una rete telematica di BBS che raggiungerà nel corso degli anni uno sviluppo fino oltre 60 nodi, coprendo praticamente tutto il territorio italiano.
Da quella prima area echomail molte altre se ne svilupperanno, andando a coprire praticamente ogni argomento possibile, dall’animalismo ai diritti umani, dal volontariato all’obiezione di coscienza, fino alle aree dedicate ai sud del mondo, asia, africa, sudamerica.
Successivamente il gruppo si organizzerà in una vera e propria associazione cercando di rispondere ad uno dei motti più usati, “pensa globalmente, agisci localmente”, con la costituzione dei club Peacelink.
Arrivano gli “anni bui” dell’Italian Crackdown, dove Giovanni Pugliese (sino ad allora Presidente di PeaceLink) sarà inquisito “per avere a fini di lucro detenuto a scopo commerciale programmi per elaboratore abusivamente duplicati” (in pratica aveva sul proprio pc una copia di World6 non licenziata – tra l’altro nemmeno a disposizione degli utenti della bbs per eventuali download!); soltanto il 21 gennaio 2000 Giovanni sarà definitivamente assolto (dal 1994!).
Nel frattempo, Internet comincia a prender piede sempre più in Italia, e nasce quindi il sito web http://www.peacelink.it, mentre le aree echomail in tecnologia fidolike passano da gateway (ovvero, un “Ponte” tra la tecnologia fidolike e la tecnologia internet) a vere e proprie mailing list (le trovate tutte alla pagina http://lists.peacelink.it/ con spiegazioni su come fare per iscriversi/disiscriversi).
E’ possibile leggere il contenuto di queste liste anche da web, mentre occorre registrarsi per poter partecipare alle discussioni.
Se i contenuti delle mailing list sono la vera “forza di/ella base” di PeaceLink, non meno importanti sono tutti gli altri progetti che si possono trovare online sul sito, a cominciare dai dossier di approfondimento (organizzati in un comodo archivio di facile consultazione) con temi che affrontano la globalizzazione, le guerre dimenticate nel mondo, gli OGM, i misteri d’italia e quant’altro.
Altra sezione degna di nota sono i “diari di viaggio”, ovvero i report dei volontari di PeaceLink in missione all’estero. troverete quindi gli appunti di viaggio di Carlo Gubitosa (vi ho parlato di lui in un’altra mia op) in Cecenia, o di Enrico Marcandalli (altra colonna di PeaceLink, ne è il webmaster) in Africa, o ancora dal Chiapas e dal Brasile.
At last, but not least
, la promozione delle campagne umanitarie in Internet, gli appelli (sui diritti umani, medici o persone scomparse), il progetto “AlexLanger”, un server a disposizione delle associazioni pacifiste (trovate l’elenco completo delle associazioni qui).
Insomma, a portata di un click avete tutte le informazioni che vi occorrono. E il tutto voluto, organizzato, gestito, da un gruppo di volontari.
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