vogliamo trasparenza!Siamo al puro delirio di onnipotenza. Come scrive bene l’avv. Guido Scorza nel suo articolo per Punto Informatico

Un’Autorità una e trina, dunque. Un’Autorità che – caso più unico che raro in un paese democratico – è tenutaria, in relazione ad una materia tanto rilevante come la circolazione dell’informazione e del sapere nello spazio pubblico telematico, dei tre poteri dello Stato: quello legislativo, quello esecutivo e quello giudiziario.

In sintesi, la bozza circolata in Rete e pubblicata da Anna Masera su La Stampa (ma di cui il commissario Calabrò dice di non sapere niente) dice che

l’Agcom diventa l’autorità competente a intervenire sulle violazioni del diritto d’autore, a perseguirle, a tentare la risoluzione extragiudiziali delle controversie che ne derivano, a disporre sanzioni pecuniarie ma anche a occuparsi della disabilitazione dell’accesso al servizio o, solo se possibile, ai contenuti resi accessibili in violazione della legge 22 aprile 1941, n. 633.

In pratica, una vera e propria HadopiW all’italiana, con l’aggravante che a metterla in pratica sara’ una autorità composta da cinque membri nominati in modo non trasparente e soprattutto rispondente unicamente a logiche di lottizzazione politica.
In puro stile RAI.

Ecco perchè, tra l’altro, alcuni giorni fa un gruppo di associazioni ha dato vita alla campagna “vogliamo trasparenza” per chiedere al Governo di ripensare il metodo delle nomine della Rai e delle Autorità di Garanzia Agcom e Privacy.


Agcom, Calabrò: Regolamento pronto, attendiamo norma governo.
I commenti dei Senatori Marco Perduca (Radicali) - Vincenzo Vita (PD) - Luigi Vimercati (PD) sulla seconda audizione di Corrado Calabrò in
Senato.
by Giovanni.aversa - Agorà Digitale

Siamo di fronte ad un vero e proprio colpo di mano (con i commissari in scadenza ed un governo “tecnico” in carica) da parte dei “soliti noti”, dei “furbetti del copyright”, degli “aventi diritto de noandri”, del “quel che mio è mio, quel che tuo è sempre mio”. Grette logiche da bottegucce di quartiere, in un mondo 2.0 globalizzato ed interconnesso, che pensano solo a come poter lucrare fino all’ultimo centesimo spremendo quanto e dove il più possibile e cercando, al tempo stesso, di spendere quanto meno possibile in innovazione, in ricerca, in valorizzazione del nuovo.
Massimo profitto con il minimo sforzo.

Il tutto unicamente a suon di leggi, complici tutti quei partiti che non sanno nemmeno cosa sia un computer o la Rete, e quella “casta” di politici tra le cui schiere ci sono il fior fiore di professionisti ed imprenditori, attenti solo a fare i propri interessi, non certo quello della “cosa pubblica” in nome dei diritti di tutti i cittadini della Repubblica.

Vedremo adesso se il Primo Ministro ed i suoi ministri “tecnici” si renderanno complici di questo vero e proprio “furto di stato” in nome della real-politik, con le solite scuse ormai trite e ritrite sui media tradizionali “ce lo chiede l’Europa”, “eravamo sull’orlo del baratro”, “lo facciamo per chi verrà dopo di noi”, ed altre frasi del genere, oppure se il prof. on. Monti manterrà fede alle sue promesse di riforme in trasparenza, in giustizia ed in equità sociale “come si fa in Europa”.

A noi cittadini non resta che mantenere alta l’attenzione e continuare a vigilare. Perchè la libertà d’informazione e di comunicazione sono diritti di tutti i cittadini, non solo di chi può permetterseli comprandoseli a suon di soldi.


AgCom di nuovo in Audizione: “La decisione finale sul Copyright non toccherà il Web amatoriale”
Il presidente dell’AgCom torna in Senato e spiega perché ha chiesto
l’intervento del governo. Le reazioni di Confindustria Cultura Italia, a favore della Delibera AgCom, e dei parlamentari Vita e Vimercati. L’opinione di Agorà Digitale, per una Riforma del diritto d’autore
by diletta.luna – Agorà Digitale

Il Responsabile del Team legale di Agorà Digitale Marco Scialdone commenta la bozza del decreto sul Copyright
by Giovanni.aversa – Agorà Digitale

“Stop all’Agcom: non può oscurare i siti web”
Scoppia la polemica per una bozza di legge del governo
ANNA MASERA – La Stampa

Diritto d’autore, niente scorciatoie
JUAN CARLOS DE MARTIN – La Stampa

“Più trasparenza nelle nomine”
Rai, Agcom e Garante della privacy, tante le associazioni riunite nella iniziativa «Vogliamo trasparenza», per chiedere ai partiti di cambiare il metodo di selezione dei vertici alla vigilia della scadenza dei mandati
CARLO DI FOGGIA – La Stampa

Catricalà “La nuova norma sul diritto d’autore non sarà censoria”
La Stampa

Calabrò (Agcom): su copyright vicini a decisione finale
Agorà Digitale: il governo dia un segnale
La Stampa

Ecco la bozza dell’AgCom per normare per decreto il diritto d’autore su Internet
Una fonte mi ha inviato questo documento preannunciato ieri da Calabro’
Anna Masera – La Stampa

DIRITTI WEB
Copyright, bozza del governo delinea una super Agcom
Il documento trapelato legittimerebbe in via normativa un’Autorità con poteri di intervento sulla violazione del diritto d’autore. Fino alla disconnessione dal web per i colpevoli. Ma la norma stessa costituirebbe la prova più evidente che l’Agcom non ha quelle competenze
di ARTURO DI CORINTO – La Repubblica

LA CAMPAGNA
Nomine alla Rai e all’Authority
“Diritto alla comunicazione”
Sotto il cartello “Vogliamo trasparenza”, una vasta coalizione di gruppi di cittadini, associazioni di categoria e imprese chiede al Parlamento e ai partiti di rispettare merito e trasparenza nelle nomine dei consiglieri Rai, Agcom e Garante Privacy. Per tutelare il diritto all’informazione e la democrazia
di ARTURO DI CORINTO – La Repubblica

Agcom censura su internet?
Sul web spunta una bozza…

Ore decisive per l’approvazione delle nuove norme sul diritto d’autore su internet. Calabrò (Agcom): «Nessuna censura preventiva». Ma sul web circola una bozza…
L’Unità

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ITEspresso.it

Scarichi materiale pirata? L’AGCOM ti taglia la connessione
Pubblicata la bozza del testo che dà all’AGCOM i pieni poteri sulla
difesa del diritto d’autore in Rete.
ZeusNews

AGCOM, autorità una e trina?
di G. Scorza – Calabrò alla seconda audizione in Senato. Emerge il testo del provvedimento che il Governo dovrebbe varare per affidare ad AGCOM i poteri per vigilare sul rispetto del diritto d’autore online. Inaccettabile, nel metodo e nel merito
Punto Informatico

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