logo_agcom.jpgIl caso ha tutti i contorni di un giallo, o di una spy-story, se non fosse che in ItaGlia ormai non ci si sorprende più di nulla: in data 6 luglio 2011 l’Autorità Garante per le Comunicazioni (AGCOM) pubblica la delibera n. 398 inerente lo “Schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”; da questa delibera, dopo un lavoro di consultazione, erano state stralciate le disposizioni relative all’oscuramento di siti stranieri.

Alcuni giorni fa Aldo Fontanarosa scrive sulle pagine di Repubblica che l’AGCOM, forte del parere giuridico dell’ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida (PDF), sosterrebbe la tesi che l’Autorità stessa potrebbe intervenire per oscurare i siti, nazionali e stranieri, in palese violazione del diritto d’autore e che gli ISP (Internet Service Provider) dovrebbero impedire ai clienti la visione dei siti fuorilegge anche quando situati all’estero.

Immediatamente l’Associazione Italiana Internet Provider (AIIP) rilascia un comunicato in cui

“esprime sorpresa e preoccupazione per le notizie di stampa secondo le quali il professor Valerio Onida, già presidente della Corte Costituzionale, riterrebbe che l’obbligo di oscurare siti web anche esteri, attraverso i quali vengano perpetrate violazioni del diritto di autore, ricada sui fornitori di accesso ad Internet

e ricorda come tali conclusioni contrastino

“con due recenti sentenze della Corte di Giustizia Europea che hanno affermato l’incompatibilità con l’ordinamento europeo di sistemi di filtraggio dell’accesso ad internet volti ad impedire il trasporto di materiale protetto dal diritto di autore e che la tutela del diritto di autore non può essere garantita in modo assoluto, poiché i sistemi di filtraggio non assicurano un giusto equilibrio tra la tutela del diritto di proprietà intellettuale, da un lato, e la tutela della libertà d’impresa degli internet e hosting providers, della privacy e del diritto all’informazione dei cittadini, dall’altro”.

La notizia comincia a circolare in rete, e l’avv. Guido Scorza nota subito la prima stranezza:

nell’ottobre del 2011, periodo a cui risale il documento di Onida, l’AGCOM avesse già deciso – sulla base della consultazione pubblica sulle linee guida del Regolamento – di stralciare dal testo della bozza di provvedimento le disposizioni originariamente annunciate relative, appunto, alla riserva, ad essa medesima, del potere di ordinare agli internet service provider di bloccare l’accesso, dall’Italia, a siti stranieri coinvolti nella diffusione di materiale pirata.

Il documento, che fino a questo punto sembrerebbe essere stato richiesto dall’AGCOM all’esperto giurista, sarebbe quindi successivo di un paio di mesi alla delibera della stessa AGCOM. Perchè farlo uscire dal cassetto addirittura sette mesi dopo la delibera?
Ma le sorprese, o le stranezze, non finiscono qui: lo scorso 14 marzo è l’Agcom stessa che rilascia un comunicato, nel quale afferma:

In riferimento a notizie di stampa relative al fatto che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni avrebbe chiesto un parere al Professor Valerio Onida in tema di misure per contrastare la pirateria informatica, si precisa che l’AGCOM non ha richiesto al riguardo alcun parere esterno e che quello riportato è un parere pro-veritate prodotto da Confindustria cultura nell’ambito della consultazione pubblica svolta dall’Autorità tra i soggetti interessati.

Chi è stato dunque a chiedere un parere all’illustre giurista? Ce lo dice Federico Guerrini dalle pagine de La Stampa:

Non si tratta di Agcom, come finora erroneamente supposto da gran parte dei commentatori, ma di Confindustra Cultura, che spiega “Il parere è stato dato durante la fase di consultazione che si chiudeva a ottobre 2011. Dopo l’autorità ha continuato ad approfondire il tema, facendo l’istruttoria classica”. L’associazione afferma inoltre di aver sempre tenuto nel cassetto il documento, visto anche il superamento di quanto emerso nello stesso nel corso del dibattito e di non aver veicolato la sua “riscoperta”.

Stando alle parole dei protagonisti, dunque, tutto chiarito: si è trattato di una normale collaborazione durante un giro di consultazioni, sono state argomentate determinate tesi, alcune di queste sono state scartate e si è proceduto ciascuno all’interno delle proprie specifiche funzioni.

Quello che però non si spiega così facilmente è la tempistica degli eventi, a partire dal fatto che i vertici dell’AGCOM sono dimissionari ed in genere cortesia istituzionale vorrebbe che non si deliberasse su temi così scottanti in scadenza di mandato. Chi dunque, e perchè avrebbe rimesso sul tavolo quel documento? E perchè Confindustria Cultura commissiona ad un insigne giurista quel rapporto e si fa premura di farlo avere all’Autorità due mesi dopo che questa aveva ormai chiuso i giochi?

Non e’ che a pensar male …


Agcom e lo strano caso del parere Onida
FEDERICO GUERRINI – La Stampa

Aiip: “Filtri su Internet incompatibili con ordinamento Ue”
Secondo l’associazione la rimozione di contenuti illeciti deve essere mirata allo specifico contenuto e non estesa all’oscuramento dell’intero sito, poiché violerebbe il diritto all’informazione e alla privacy dei cittadini
di F.Me. – Corriere delle Comunicazioni

Diritto d’autore, il Garante:
“Legittimo oscurare i siti pirata”

L’AgCom mette sul tavolo un parere di Onida, ex presidente della Consulta. Il commissario D’Angelo: libertà a rischio. Il Pd ottiene che il presidente Calabrò vada in audizione in Senato per chiarimenti
di ALDO FONTANAROSA – La Repubblica

COPYRIGHT
Agcom può oscurare i siti pirata?
“Attacco ai diritti fondamentali”

Delibera, tutto da rifare. Secondo un parere chiesto all’ex presidente della Consulta Valerio Onida, un’autorità amministrativa può fare a meno dei giudici per chiudere un sito che viola il copyright e gli Internet Service Provider devono oscurarlo. Rodotà: “Non si può escludere la competenza dell’autorità giudiziaria”
di ARTURO DI CORINTO – La Repubblica

L’AGCOM vuole diventare lo sceriffo del web
Appoggiandosi al parere del giurista Valerio Onida, l’Autorità vorrebbe il potere di oscurare i siti web che violano il copyright.
ZeusNews

AGCOM non chiede pareri sui filtri
L’authority chiarisce: il documento, favorevole al coinvolgimento degli ISP nel filtrare siti italiani e esteri che violino il diritto d’autore, è stato sollecitato da Confindustria Cultura, portato a testimonianza nel corso della consultazione dei mesi scorsi
Punto Informatico

AGCOM, il parere di Onida?
32 pagine in materia di enforcement del diritto d’autore, e di come si potrebbe dispiegare nel quadro normativo italiano. Sarebbe firmato dall’ex Presidente della Corte Costituzionale
Punto Informatico

Diritto d’autore, AGCOM chiede aiuto?
Un documento firmato dal Professor Onida, ex Presidente della Corte Costituzionale: AGCOM avrebbe chiesto lumi sulla possibilità di obbligare gli ISP a filtrare siti stranieri, quando la previsione era già stata esclusa dalle bozze. Onida avrebbe dato via libera
di G. Scorza – Punto Informatico

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