Er SOPA de noandri
Cyberdiritti January 24th, 2012
Insomma, ci risiamo. Nuovo governo (ma stesso parlamento), vecchi vizi. Come dire, tutto cambia perche’ nulla cambi.
Negli Stati Uniti il tentativo di mettere le mani sul web con due proposte di legge (una repubblicana, il cosiddetto SOPAW, l’altra democratica, ovvero il PIPAW) sta facendo frettolosamente marcia indietro grazie alla levata di scudi dei piu’ importanti siti web americani capeggiati dalla Fondazione Wikipedia; in Unione Europea il commissario Neelie Kroes dichiarava in merito all’attuale normativa sul diritto d’autore:
L’attuale sistema di diritto d’autore è lo strumento giusto, e il solo, per raggiungere i nostri obiettivi? Non proprio, temo.[...]
Abbiamo bisogno di trovare le regole giuste, il modello giusto per alimentare l’arte, e gli artisti. Abbiamo bisogno che il quadro giuridico sia flessibile.
e successivamente, sul commercio elettronico
Lo sviluppo del commercio elettronico e dei servizi online rappresenta un notevole potenziale portatore di benefici economici, sociali e societari. [...] Considerate le difficili circostanze che l’Europa sta affrontando, dobbiamo sfruttare tutte le fonti di possibili nuove attivita’ e di creazione di occupazione. Il piano d’azione che presentiamo oggi creera’ nuove opportunita’ per i cittadini e le aziende e dara’ all’Europa la crescita e l’occupazione di cui ha urgente bisogno.
In Italia chi abbiamo? L’on. Fava (Lega nord) che, non avendo nulla di meglio da fare evidentemente, pensa bene di proporre un emendamento al Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 70 “Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione nel mercato interno, con particolare riferimento al commercio elettronico”. L’emendamento Fava recita testualmente:
“Nella prestazione di un servizio della società dell’informazione consistente nella memorizzazione di informazioni fornite da un destinatario del servizio, il prestatore non è responsabile delle informazioni memorizzate a richiesta di un destinatario del servizio, a condizione che detto prestatore:
non sia effettivamente a conoscenza del fatto che l’attività o l’informazione è illecita e, per quanto attiene ad azioni risarcitorie, non sia al corrente di fatti o di circostanze che rendono manifesta l’illiceità dell’attività o dell’informazione;
non appena a conoscenza di tali fatti, su comunicazione delle autorità competenti, agisca immediatamente per rimuovere le informazioni o per disabilitarne l’accesso”.
Gia’ il solo fatto di proporre un simile emendamento e’ di una gravita’ inaudita, ma cosa ancor piu’ grave e’ che l’emendamento e’ stato approvato in Commissione, con il placet dell ministro per le politiche europee Enzo Moavero Milanesi il quale, nel prendere parola in Commissione, ha dichiarato:
“un tema – quello del commercio elettronico – di particolare delicatezza, che incontra sensibilità diverse [...], avrebbe meritato di essere affrontato in uno specifico provvedimento”.
Come appunto si diceva, nuovo Governo ma vecchi vizi. Immancabile il commento dell’avv. Guido Scorza su Wired.it
si sta, per un verso, ipotizzando di privatizzare la giustizia consentendo a chiunque di ottenere la rimozione di un contenuto dallo spazio pubblico telematico senza neppure passare da un Giudice, semplicemente minacciando un fornitore di hosting di un’eventuale azione di responsabilità e, per altro verso, si sta subdolamente, cercando di porre a carico dei fornitori di hosting un obbligo di sorveglianza in relazione ai contenuti pubblicati dagli utenti, trasformandoli in sceriffi della Rete, ruolo che non gli compete e che – come, ormai, universalmente accettato in ambito europeo – è bene non abbiano.
Si tratta, probabilmente, della più aggressiva e pericolosa forma di censura al web sin qui registrata in Italia.
Possibile mai che i nostri governanti, politici, funzionari statali non perdano mai il vizietto di copiare dall’estero il peggio delle normative vigenti o di inapplicabili proposte di legge?
Possibile che il nostro legislatore proponga impianti di legge gia’ vecchi e superati ancor prima di essere pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale?
Ma soprattutto, non era la Lega del “Roma ladrona” a dare contro il governo Monti perchè al servizio delle banche? Cos’è, le banche non vanno bene mentre i potentati e le lobbies dell’info-entertainment si?
FONTI
Alla Camera, protesta contro il “Sopa” italiano
Il Secolo XIX, 24 gennaio 2012
Pirateria online, spunta il Sopa italiano
Emendamento del leghista Fava passa in commissione
Fli e Pd alzano le barricate: «È il bavaglio di Internet»
Corriere della Sera, 23 gennaio 2012
Polemica sulla legge anti-pirateria, versione italiana
di Luca Dello Iacovo
Il Sole 24 Ore, 23 gennaio 2012
Rete, Lega vuole censura. Parte protesta contro “bavaglio del web”
L’Unità, 23 gennaio 2012
Italia, il Web di nuovo a rischio
di Guido Scorza
Il governo non ha preso le distanze dall’emendamento Fava, che ucciderebbe la libertà della Rete nel nostro Paese. Ecco perchè è una pessima norma e perché sia Monti sia i partiti che lo sostengono devono smetterla di stare zitti
L’Espresso, 23 gennaio 2012
ACTA e SOPA italiano.
La guerra per la libertà della Rete è appena iniziata
fabio deotto
Panorama, 23 gennaio 2012
E’ IN ARRIVO UNA STRETTA EUROPEA IN TEMA DI COPYRIGHT CHE FARÀ PROBABILMENTE IMPALLIDIRE AGCOM, SOPA, L’ON FAVA E LE NOSTRE CORTI.IL COMMISSARIO EUROPEO BARNIER ANNUNCIA LA PROPOSTA DI REVISIONE DELLA DIRETTIVA SUL COPYRIGHT ENFORCEMENT.
Fulviosarzana.it
Copyright, la SOPA del Belpaese
Approvata la proposta d’emendamento al Decreto legislativo 70/2003 portata alla Camera dall’On. Fava. Gli hosting provider verrebbero obbligati a rimuovere i contenuti illeciti sulla semplice segnalazione di soggetti privati
Punto Informatico, 20 gennaio 2012
SOPA, ecco la versione italiana
Un nuovo provvedimento, approvato in Commissione per le politiche comunitarie, concede a chiunque il potere di rimuovere contenuti sgraditi da Internet.
ZeusNews, 23 gennaio 2012
About











Leave a Comment
You must be logged in to post a comment.