E quando i motori smetteranno di cercare?
Cyberdiritti March 25th, 2011
Sentenza unica al mondo: il motore di ricerca Yahoo! Italia condannato dalla nona sezione del Tribunale di Roma per
violazione dei diritti di sfruttamento economico sul film ‘About Elly’ mediante il collegamento a mezzo dell’omonimo motore di ricerca ai siti riproducenti in tutto o in parte l’opera, diversi dal sito ufficiale del film.
Tullio Camiglieri, presidente di Open Gate Italia (la società di consulenza che segue Anica, Fapav, produttori cinematografici e detentori di diritti d’autore), ha dichiarato:
”Dopo questo primo importante successo, che apre la strada a tutti i detentori di diritti, i prossimi obiettivi saranno Google e YouTube”.
Gli esperti si stanno ora interrogando sugli effetti di questa sentenza; tra questi Andrea Monti, avvocato esperto in questioni informatiche e Presidente di ALCEI ha dichiarato a La Repubblica:
“Questa sentenza è discutibile e pericolosa soprattutto perché recupera un concetto di iper-responsabilità da link che già da almeno un decennio sembrava definitivamente archiviato. Se già è discutibile che qualcuno possa essere considerato responsabile dei contenuti linkati su un’altra risorsa, al di fuori del suo controllo, a maggior ragione è inammissibile far valere un discorso del genere per un sistema che i link li genera automaticamente, sulla base di un algoritmo e dunque, in automatico, senza alcuna consapevolezza della liceità o meno dello specifico contenuto”.
Ora, uno dei fondamenti, e del successo, del web è proprio l’hyperlink, o Collegamento ipertestualeW, la possibilità cioè di saltare da una pagina ad un’altra con un semplice “click” su una parola o una immagine. La costruzione stessa della Grande Rete passa attraverso un susseguirsi di rimandi tra pagine. Districarsi in questo ginepraio di ipertesti sarebbe praticamente impossibile se non ci fossero delle “porte di accesso all’informazione”, quali, appunto, i motori di ricerca. E riuscire a costruire l’ AlgoritmoW di ricerca perfetto è il sogno di qualunque programmatore.
Questi automatismi nella ricerca servono a semplificare il lavoro all’uomo: se, una volta ottenuto un determinato risultato, l’uomo deve tornarci su per “ripulirlo” da risultati indesiderati, dov’è il vantaggio?
Non solo: chi decide, ed in base a cosa, quali siano i risultati da considerarsi “indesiderati”? Ad esempio, visto che una delle obiezioni avanzate dalla società distributrice del film in questione è che nei risultati del motore di ricerca i siti ufficiali del film sono in posizioni bassissime e scavalcati dai siti “pirati”, se un domani si volessero fare delle parodie del film? o si volessero girare dei video di critica al film? e se queste parodie e critiche fossero comunque ai primi posti dei motori di ricerca scavalcando lo stesso i siti ufficiali?
E inoltre: il Tribunale di Roma ha imposto di rimuovere i link a Yahoo Italia, che risponde a questo indirizzo, ma basta andare sul sito principale, che è a questo indirizzo, per aggirare la sentenza italiana.
Ha dunque senso una simile sentenza? tecnicamente no. Come principio, molto probabilmente si. Ed è un principio molto, molto pericoloso.
FONTI
Cinema, sentenza senza precedenti contro Yahoo! Italia
Il Tribunale di Roma condanna la diffusione illecita del film iraniano About Elly: il portale Web avrebbe ignorato una lettera di diffida inviata dai detentori dei diritti. Open Gate: “Adesso prenderemo di mira You Tube”
A.M.
La Stampa, 23 marzo 2011
SENTENZA DEL TRIBUNALE DI ROMA
Pirateria di film in rete: condannato Yahoo!
Nel mirino «il collegamento a siti pirata che permettono la visione del film About Elly»
Corriere della Sera, 23 marzo 2011
COPYRIGHT
Sentenza italiana contro Yahoo
“Basta link ai siti di film pirata”
Il Tribunale di Roma: il motore di ricerca è responsabile se nei risultati appaiono collegamenti a pagine che violano il diritto d’autore: “Interpretazione unica al mondo, ora tocca a Google e Youtube”
di ALESSANDRO LONGO
La Repubblica, 23 marzo 2011
Copyright, la condanna di Yahoo!
Il Tribunale di Roma contro Yahoo! Italia, ritenuta responsabile di aver collaborato alla diffusione illecita del film iraniano About Elly.
Avrebbe ignorato una lettera di diffida inviata dai legittimi detentori dei diritti
Punto Informatico, 23 marzo 2011
Tags: About Elly, Anica, condanna, Copyright, FAPAV, Italia, Open Gate, PFA, pirateria, Sentenza, Tullio Camiglieri, Yahoo!
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