Ma i politici son pagati per fare … cosa?

Posted by loris on June 17, 2008 at 3:58 pm.

sen. alessio ButtiDisegno di Legge del senatore Butti (AN/PDL) “per la corretta utilizzazione della rete INTERNET a tutela dei minori”.
Un disegno di legge già presentato al Parlamento nel 2001, ed in parte inserito in altre leggi dopo la bocciatura delle Comere, viene riproposto pedissequamente a distanza di quasi otto anni. Come chiedere al Tempo di fermarsi.

Dopo il “decreto Urbani”, il DDL Levi-Prodi, il “decreto Gentiloni” in attuazione della legge 6 febbraio 2006, n. 38, “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet” (la quale, a sua volta, integra la legge del 3 agosto 1998, n. 269), con le recenti condanne di blogger per “stampa clandestina” in base ad una antiquata ed ormai assurda legge sulla stampa datata 1948, ecco l’ennesimo maldestro tentativo di bloccare in qualche modo la Rete Internet: il Disegno di Legge n. 664 del senatore Alessio Butti “per la corretta utilizzazione della rete INTERNET a tutela dei minori”.

Sono Luca Spinelli e Daniele Minotti i primi a riportare la notizia sui loro blog commentando alcuni articoli tra i più inquietanti del disegno di legge che prevede pene severissime (reclusione da uno a cinque anni, multa da 2.500 euro a 50.000 euro, oscuramento totale del sito, ecc.).

Già nell’art.1 qualcosa non quadra: si vieta la diffusione di materiale pornografico “a mezzo internet”, mentre tutti gli altri sistemi di distribuzione (edicola, cinema, videonoleggio, satellite, etc) non vengono minimamente menzionati. Ora, se l’oggetto dichiarato della legge è la “tutela del minore”, questo “minore” è ritenuto così idiota dal legislatore da non essere in grado di arrivare alla visione di materiale pornografico attraverso gli altri canali di distribuzione? basta guardare alcune emittenti locali in terza serata per prendere visione di “contenuti illegali altamente immorali” (usando la stessa definizione adottata dal senatore Butti nell’introduzione al suo disegno di legge). E sicuramente un minore saprà utilizzare molto più facilmente un telecomando del televisore piuttosto che un personal computer.

Non solo. La polizia delle telecomunicazioni è incaricata di vigilare “sulla liceità e sulla moralità del contenuto dei siti della rete INTERNET accessibili al pubblico” mentre l’autorità giudiziaria disporrà “l’oscuramento dei siti della rete INTERNET i cui contenuti sono palesemente illeciti o offensivi del buon costume o tali da attentare all’ordine pubblico” (art.2), moderni censori garanti della moralità pubblica.
E sorge un altro dubbio: sono “morali” programmi televisivi come Lucignolo su Italia1 (tanto per citarne uno a caso), o tutti i programmi cosiddetti di “intrattenimento” dove tette&chiappe la fanno da padrone, per non parlare dei vari turpiloqui? cosa farà la polizia delle telecomunicazioni, applicherà o no questo DDL? e l’autorità giudiziaria disporrà l’oscuramento dei canali televisivi “i cui contenuti sono palesemente illeciti o offensivi del buon costume” ?

Con l’art.3 poi si sfiora il paradossale:

1. “L’autorità per le garanzie nelle comunicazioni può autorizzare la diffusione di siti della rete INTERNET i cui contenuti siano parzialmente simili a quelli vietati ai sensi dell’articolo 1, purché tali siti siano protetti da appositi codici di accesso.
2. I fornitori di accesso alla rete INTERNET promuovono la conoscenza e l’uso, tra gli abbonati e gli utilizzatori, dei programmi che consentono di schermare l’accesso ai siti di cui al comma 1.
3. I fornitori di accesso alla rete INTERNET erogano, se richiesti, l’assistenza per l’installazione di sistemi di selezione da parte degli abbonati.
4. I fornitori dei siti individuati ai sensi del comma 1 consentono l’accesso agli utenti solo dopo la comparsa di un avviso che ne segnala la natura ed eventualmente dopo l’invio di una password o di altre informazioni che diano una ragionevole certezza della maggiore età dell’utente.”

Al comma 1 sarebbe interessante sapere NEL DETTAGLIO cosa si intende con il concetto “parzialmente simili a quelli vietati”: un seno nudo è “parzialmente simile”? e un gluteo?
per i restanti commi dell’articolo ha già ampliamente risposto Assoprovider con un inquietante articolo dal titolo “Assoprovider su ddl Butti: Noi come la Cina?”.

Infine, con gli art. 4 e 5 si invita il Governo a predisporre “interventi atti a favorire la promozione e la diffusione della rete INTERNET”, soprattutto in ambito scolastico e per la promozione culturale; ma è sul comma 2 dell’art.5 che occorre prestare attenzione:

2. Sono siti culturali quelli riguardanti:
a) musei e opere d’arte;
b) universita` e istituti di ricerca;
c) materie oggetto di esami scolastici e universitari nonche´ di concorsi pubblici.

Letteralmente, cosa significa: che siti come Metro Olografix (cultura telematica), PeaceLink (cultura della pace), AsSoLi (promozione del software libero), e tanti, tanti altri sulla rete Internet non sono “siti culturali”? dopo il concetto di “moralità pubblica” occorre rivedere anche il concetto di “promozione culturale”? e in base a cosa?

Ma se tutto questo non fosse ancora abbastanza, il bravissimo Luca Spinelli ci regala un’altra chicca dal suo blog:

“Il disegno di legge era già stato presentato sostanzialmente identico durante il precedente governo Berlusconi (Disegno di Legge 953 del 2001). In pratica, l’unica modifica del testo è stata passare dalle lire agli euro. [...]
Ma c’è di più, il testo del DdL 953 era stato apportunamente discusso, cassato e fatto confluire in un altro disegno di legge definitivamente approvato giusto qualche giorno prima delle elezioni del 2006 (Legge 38/2006, già criticata all’epoca) . Fortunatamente, la maggior parte dei testi ambigui del DdL Butti era stata totalmente eliminata durante l’accorpamento”.

Oltre al (possibile) danno, dunque, la più classica delle beffe: un disegno di legge già bocciato sette anni fa riproposto pari pari come se niente fosse, come se in tutto questo tempo l’evoluzione tecnologica della Rete Internet fosse rimasta ferma in attesa di riforme urgenti per rendere sicuro il suo utilizzo.

Alle giuste domande di Luca Spinelli aggiungo allora la mia: ma i soldi delle tasse dei cittadini italiani, con cui vengono pagati gli stipendi a lorsignori politici e governanti italiani, servono a far cosa? a (ri)tirare fuori ammuffiti e stantii DDL già cassati? non ci bastano tutti i Regi Decreti del 1939 o giù di lì che ancora sono vigenti nel nostro Paese? dobbiamo continuare a promulgare leggi del tutto inadatte allo scopo prefissato e per giunta già vecchie ancor prima di essere pubblicate?

Come dire, non ci smentiamo mai.

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