Blogger siciliano condannato per il reato di “stampa clandestinaâ€.
Il Tribunale di Modica (Ragusa) condanna Carlo Ruta a una multa di 150 euro, più 5.000 di spese giudiziarie, per non aver registrato il sito www.leinchieste.com secondo quanto previsto dall’art.16 della legge n.47 del 8 febbraio 1948 (Disposizioni sulla stampa). Dopo l’oscuramento nel 2004 del sito www.accadeinsicilia.net altri guai giudiziari per lo studioso siciliano.
Ho avuto il piacere di conoscere personalmente Carlo Ruta nel settembre del 2005, a quasi un anno dalla chiusura del suo primo sito web www.accadeinsicilia.net, in occasione del meeting “Cyber-freedom: resistenza culturale contro la censura†organizzato dalle associazioni Metro Olografix e PeaceLink. In quell’incontro Carlo ci parlò della sua esperienza, di cosa rappresentasse il sito accadeinsicilia.net ed il significato politico, sociale, culturale della sua chiusura voluta dalla magistratura [il suo intervento è tutt’oggi disponibile qui], ma anche di come il suo impegno sarebbe andato avanti con il nuovo sito: www.leinchieste.com.
A distanza di tre anni da quell’incontro, e nonostante tutte le cose dette, proprio il nuovo sito di Carlo è fonte di nuovi problemi con la giustizia: il 12 maggio scorso il giudice presso il tribunale di Modica Patricia Di Marco, su denuncia presentata dal magistrato Agostino Fera, condanna Carlo ad una pena pecuniaria di 150 euro, più 5.000 di spese giudiziarie, per il reato di “stampa clandestinaâ€, secondo quanto previsto dall’art.16 della legge n.47 del 8 febbraio 1948, articolo che recita testualmente:
Art. 16 – (Stampa clandestina)
Chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall’art. 5, è punito con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a lire 500.000.
La stessa pena si applica a chiunque pubblica uno stampato non periodico, dal quale non risulti il nome dell’editore né quello dello stampatore o nel quale questi siano indicati in modo non conforme al vero. [fonte: http://www.interlex.it/testi/l48_47.htm#16]
L’applicazione di questo articolo è, quanto meno, discutibile visto che la stessa Polizia postale avrebbe accertato la “non periodicità †del sito; non solo, definire il concetto di “pubblicazione di giornale o altro periodico†per un sito web è piuttosto singolare. Infine, basta andare sullo stesso sito per verificare che sia il nome di Carlo Ruta, con tanto di recapito postale ed email, sia i nomi dei vari “articolisti†sono correttamente riportati (così come sono evidenziati nella testata la caratteristica documentale, “sito di documentazione storica e socialeâ€, e a fondo pagina la non periodicità degli aggiornamenti).
Per quale motivo allora la denuncia e la sentenza? E’ lo stesso Carlo Ruta, in un articolo su Punto Informatico, a fornire delle ipotesi:
“Nel mio blog io ho fatto ampie ricostruzioni, con una documentazione dettagliata e in parte inedita sul caso di Giovanni Spampinato, il giornalista, colaboratore dei quotidiani l’Ora e l’Unità che nel 1972, a soli 22 anni, fu ucciso a Ragusa mentre stava portando alla luce, in un’inchiesta su un delitto, un rilevante intreccio di affari e malavita…â€.
mentre in un articolo su ZeusNews si può leggere questa ulteriore ricostruzione:
Il pm che ha chiesto la condanna di Ruta è lo stesso Agostino Fera che aveva fatto chiudere il sito nel 2004, ritenendo diffamatorie nei suoi confronti le tesi sostenute da Ruta a proposito dell’omicidio di Giovanni Spampinato, giornalista dell’Unità .
Spampinato fu ucciso ucciso nel 1972 da Roberto Campria: fu lui stesso a confessare il delitto, costituendosi sporco di sangue e con la pistola ancora in pugno, ma i mandanti rimangono oscuri ancora oggi. Campria è figlio di Saverio Campria, il magistrato che allora presiedeva il Tribunale di Ragusa, e che all’epoca dei fatti era il capo diretto di Fera.
Aldilà di queste ipotesi, resta un fatto gravissimo, sottolineato da Giuseppe Giulietti di Articolo21:
“Non siamo abituati a commentare le sentenze ma non vogliamo che questa resti avvolta nell’ombra perchè riguarda l’articolo21 della Costituzione e la libertà della rete, in un momento tra l’altro particolarmente delicato per l’informazione, in cui si decreta il carcere per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni che non rientrano in quelle consentite 
Estendere una legge del 1948, discutibile per molti aspetti già allora, ad oggi nell’era della comunicazione di massa, e di Internet in particolare, appare ancor più inappropriato e fuoriluogo, soprattutto alla luce dell’articolo 21 della nostra Costituzione, che così recita:
Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
[fonte: http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm]
Se questa sentenza del Tribunale di Modica dovesse diventare un precedente nel sistema giuridico italiano, soprattutto alla luce della Legge 7 marzo 2001, n. 62 “Nuove norme sull’editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416â€, quali conseguenze ne deriverebbero?
Leggete questo interessantissimo articolo di InterLex per rendervene conto.
Forse è il caso di cominciare seriamente a pensare di chiudere la baracca?
FONTI:
Perché quel blogger è stato condannato?
(PI – Commenti) di Guido Scorza – Un blog condannato ai sensi della legge sulla stampa? La sentenza potrebbe rivelarsi meno assurda di quanto si potrebbe pensare. Il fantasma della legge sull’editoria 62/2001 aleggia sulla rete italiana
Punto Informatico, 17 giugno 2008
Il magistrato criticato condanna il blogger
Per la prima volta un blogger è stato condannato per non aver registrato il proprio sito in Tribunale. A condannarlo è un magistrato che il blogger aveva precedentemente criticato.
ZeusNews, 16 giugno 2008
Italia, blog condannato per stampa clandestina
(PI – News) Succede in Italia a carico di uno storico che cura la pubblicazione e la raccolta di materiali che interessano molti. Secondo il Tribunale di Modica Carlo Ruta è colpevole di periodicità non regolare
Punto Informatico, 16 giugno 2008
Stampa clandestina?
DoxaLiber, 15 giugno 2008
Storico condannato per un blog ritenuto “stampa clandestinaâ€
lsdi.it, 14 giugno 2008
IL CASO
Prima condanna: anche il blog è «clandestino»
a. fab. – Il Manifesto, 15 giugno 2008
[disponibile su culturalibera.org]
Libertà sul Web, sentenza oscurantista in Italia
Condannato lo storico Carlo Ruta, reo di “stampa clandestina†per aver curato il sito “AccadeInSiciliaâ€, già oscurato d’autoritÃ
Anna Masera – La Stampa, 13 giugno 2008
SENTENZA INEDITA SUL WEB IN EUROPA
Curatore di blog condannato per “stampa clandestinaâ€
di Stefano Corradino
Articolo21, 13 giugno 2008
Libertà sul web. Sentenza oscurantista in Italia.
Condannato penalmente da un tribunale della Repubblica lo storico Carlo Ruta per il reato di “stampa clandestina”, reo di aver curato il sito di documentazione storica e sociale accadeinsicilia, già oscurato d’autorità .
Giovanna Corradini, PeaceLink 13 giugno 2008
Caso Ruta: 8 mesi di carcere per chi non abbassa la testa
Due Italie convivono nel mondo dell’informazione. Mentre i giornalisti scioperano per il rinnovo del contratto bloccato da anni, nel profondo Sud si lotta ancora per il diritto elementare alla libertà di espressione. A Carlo Ruta, la lotta è costata 8 mesi di galera.
Lorenzo Misuraca www.girodivite.it, 19 ottobre 2006
Comunicato stampa
L’Associazione PeaceLink esprime la propria solidarietà a Carlo Ruta.
Lo storico siciliano è stato condannato a 8 mesi
PeaceLink, 17 ottobre 2006
Vogliono oscurare accadeinsicilia.net
Un patrimonio informativo indispensabile per comprendere la storia della Sicilia da Portella delle Ginestre ai nostri giorni è minacciato di oscuramento. Girodivite raccoglie l’appello di Carlo Ruta a difesa di www.accadeinsicilia.net e invita i suoi lettori a diffonderlo.
di Morris Bober, Girodivite.it 1 dicembre 2004











