Il sapere appartiene all’umanitÃ
Film, Recensioni January 16th, 2008
LA TRAMA
Milo (Ryan Phillippe) e Teddy (Yee Jee Tso) sono due brillanti neolaureati della Stanford University; Milo è esperto in sistemi di compressione, Teddy è esperto in sistemi di comunicazione. Insieme stanno studiando un nuovo software di comunicazione che vorrebbero rilasciare come software libero; per fare questo, decidono di creare una società attraverso la quale chiedere alle banche dei finanziamenti.
Ma proprio quando il loro progetto inizia a prendere corpo, Milo viene contattato da Gary Winston (Tim Robbins), miliardario presidente della società NURV, una multinazionale che controlla strettamente il mercato del software internazionale.
La NURV sta lavorando al progetto SYNAPSE, un rivoluzionario sistema di broadcast satellitare attraverso il quale tutti gli apparecchi di comunicazione sarebbero interconnessi allo stesso sistema. Ma il progetto ha un grosso problema proprio nella compressione e nella trasmissione dei dati, e la scadenza prefissata per il lancio del programma si avvicina.
Gary invita Milo a visitare i laboratori della NURV ed in occasione della sua visita gli propone un contratto favoloso; Milo è affascinato dalle prospettive che Gary gli offre e decide di accettare l’offerta, trasferendosi con la sua fidanzata Alice (Claire Forlani) presso i laboratori della NURV.
Al contrario Teddy resta fedele ai suoi principi e decide di andare avanti con il progetto originario, fondando una società con gli amici rimasti e dedicandosi interamente alla realizzazione del software ideato. Milo inizia ad inserirsi all’interno del progetto anche grazie all’aiuto di Lisa (Rachael Leigh Cook), addetta allo sviluppo dell’interfaccia grafica di SYNAPSE, ma qualcosa sembra non tornare: ogni volta che il suo lavoro si blocca in un punto Gary si presenta alla sua postazione, o durante la pausa pranzo nello spaccio aziendale, con un cdrom contenente alcune righe di codice che risolvono esattamente il problema su cui il suo lavoro si era bloccato.
Coincidenze?
Le cose precipitano quando Teddy viene ucciso da due balordi mentre stava lavorando allo sviluppo del suo programma negli uffici della nuova azienda; la polizia accusa due teppisti locali con precedenti per reati a sfondo razzista, ma Milo non è del tutto convinto di questa versione ed il ritrovamento di una parte di cavo a fibre ottiche nell’ufficio di Teddy faranno aumentare i suoi sospetti.
Quando poi scoprirà che anche la sua fidanzata Alice non è la persona che lui credeva, Milo dovrà cominciare a diffidare di tutto e di tutti, per scoprire i tanti misteri della NURV, di SYNAPSE, di Gary, ma soprattutto per tutelare la sua stessa vita.
IL COMMENTO
Cominciamo dal titolo. In originale, il titolo di questo film è “Antitrust”, che rende decisamente meglio l’idea; SYNAPSE è il nome del progetto che la multinazionale intenderebbe realizzare, progetto che darebbe all NURV il totale controllo sull’intero sistema di comunicazione mondiale instaurando di fatto un monopolio basato sul sistema dei brevetti del software proprietario. Software che, definendo gli standard di comunicazione, obbligherebbe le aziende concorrenti ad adattare i loro prodotti a quello della NURV per non correre il rischio di restare fuori dal mercato. La velocità di realizzazione di questi software, dunque, e la loro registrazione presso gli uffici brevetti, sono le chiavi per il successo; arrivare per primi, definire gli standard, fissare i paletti, significa avere il mercato in mano, escludere tutti gli altri, “essere uno o zero”. E’ per questo che Gary cerca i suoi collaboratori tra i migliori, e pur di averli non bada a spese, è per questo che li incentiva in tutti i modi, offrendo loro ogni sorta di gadgets, options, benefits, è per questo che li motiva con frequenti sortite nei laboratori, o meeting in assemblee plenarie, o riunioni esclusive nei suoi lussuosissimi uffici, dove i ritornelli sono sempre gli stessi, “siamo i migliori!” “siete dei geni!” “voi siete il futuro!” “stupitemi, sorprendetemi!”
Ma è anche per questo che la sicurezza della NURV è massima, che i controlli sono ovunque ed asfissianti, che dove non arrivano i propri ricercatori si ricorre allo spionaggio industriale, che si corrompono funzionari governativi … che ci può scappare il morto, se necessario.
Ed è per combattere questo tipo di monopolizzazione dei mercati che dei geni giovani ed idealisti, come Teddy e Milo, preferiscono non cadere nel tranello di lavorare in una grande multinazionale (che li farebbe sì ricchi, ma schiavi del potere altrui oltreché complici in qualche modo delle malefatte), ma di creare piccole aziende capaci di sviluppare software di alta qualità , per il bene dell’intera collettività .
Il Gary Winston, splendidamente interpretato da un Tim Robbins in forma smagliante, assomiglia molto ad un altro illustre magnate dell’informatica mondiale, quel Bill Gates a capo della più potente anzienda di software al mondo, la Microsoft, così tante volte messa sotto indagine proprio dall’antitrust statuniteste (forse a questo si deve il titolo originale?). Le modalità operative della Microsoft sono molto simili a quelle della NURV: assumere i migliori sviluppatori di software, costi quel che costi pur di strapparli alla concorrenza; acquistare intere aziende, per incorporare nel proprio prodotto i lavori altrui e togliere così di mezzo pericolosi concorrenti sul mercato; brevettare quanto più codice possibile e chiuderlo al mondo intero in nome della “sicurezza industriale”; cercare di imporre degli standard nel mercato così che le altre aziende siano costrette ad inseguire, ad adattarsi, o a fallire.
Aldilà della parte romanzata della storia (l’omicidio, gli inseguimenti, le false identità eccetera) che servono all’impianto cinematografico ovviamente, c’è comunque molto di vero in quanto raccontato dal film nel mondo delle multinazionali del settore: spionaggio industriale, speculazioni finanziarie, corruzione di funzionari governativi, questi sono fatti di cronaca anche recente in particolare negli Stati Uniti.
Ma la parte forse più bella della narrazione è nei dialoghi tra Milo, Teddy ed i loro amici: ogni frase è pregna degli ideali del movimento hacker internazionale, ogni battuta potrebbe tranquillamente essere detta da un rappresentante della EFF, Electronic Frontier Foundation (http://www.eff.org/) o della FSF, Free Software Foundation (http://www.fsf.org), ma tutte riconducibili ad un’unica verità : il sapere appartiene all’umanità .
LA FRASE
“Il business dell’informatica è binario: o sei 1 o sei 0. O sei vivo o sei morto.” (Gary Winston)
LA SCHEDA
Titolo: S.Y.N.A.P.S.E. – Pericolo in Rete
Titolo originale: Antitrust
Paese: USA
Anno: 2001
Durata: 108′
Genere: azione/drammatico
Regia: Peter Howitt
Soggetto: Howard Franklin
Sceneggiatura: Howard Franklin
Interpreti e personaggi
- Ryan Phillippe: Milo Hoffman
- Rachael Leigh Cook: Lisa Calighan
- Claire Forlani: Alice Poulson
- Tim Robbins: Gary Winston
- Douglas McFerran: Bob Shrot
- Richard Roundtree: Lyle Barton
- Tygh Runyan: Larry Banks
- Yee Jee Tso: Teddy Chin
- Nate Dushku: Brian Bissel
- Ned Bellamy: Phil Grimes
Fotografia: John Bailey
Montaggio: Zach Staenberg
Musiche: Don Davis, Elliott Smith (“Son Of Sam”), Courtney Taylor (“Godless”)
Scenografia: Catherine Hardwicke
Premi: 2001, Golden Goblet dello Shanghai International Film Festival: “Miglior regista” e “Miglior film”
Tags: Cinema, Film, Gary Winston, Milo, Nurv, Rachael Leigh Cook, Recensione, Ryan Phillippe, Stanford University, Tim Robbins
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