“O la borsa o la vita!”
volontariato October 25th, 2007
Nel 2006 sedici milioni di contribuenti hanno devoluto circa 328 milioni di euro alle organizzazioni di Volontariato tramite il 5xMille. Ma che fine faranno questi soldi?
Nella finanziaria 2008 il 5 per mille scompare “misteriosamente”, poi ricompare, ma con una sorpresa: un tetto massimo di cento milioni. No, duecentocinquanta. Meglio, quattrocento. E mentre il sottosegretario Letta cerca di spiegare, cresce la mobilitazione online per una devoluzione stabile e senza limiti.
Con la Finanziaria 2006 l’allora governo Berlusconi introduce “a titolo iniziale e sperimentale” il 5 per mille per “sostenere il volontariato, le Onlus, la ricerca scientifica e sanitaria, nonche’ i Comuni per le attivita’ sociali svolte” Nel corso del 2007 l’Erario (che nel frattempo ha avviato verifiche e controlli escludendo oltre 7mila soggetti – come ad esempio golf e yacht club, ma anche recentemente fondazioni e comuni) sancisce che solo nel 2006 oltre sedici milioni di contribuenti italiani hanno fatto la loro scelta devolvendo una somma di circa 328 milioni di euro alle Organizzazioni di volontariato. A tutt’oggi le singole organizzazioni sanno quanti contribuenti e l’ammontare delle donazioni per ciascuna associazione; questi euro, pero’, non sono stati ancora erogati.
Lo scorso settembre il governo pubblica la prima bozza del “Documento di Programmazione Economico-Finanziaria per il 2008″ dove non c’e’ traccia del 5 per mille. Interrogazioni parlamentari dei senatori Francesco Ferrante e Luigi Bobba (datate 27 settembre), risposte del sottosegretario Letta e del Ministro Ferrero, ed alla fine con un emendamento viene reintrodotto il 5 per mille anche per l’anno 2008. Tutto bene dunque? No, perche’ ancora il 5 ottobre gli stessi senatori Ferrante e Bobba dichiarano:
“non esiste alcun articolo ne’ nella manovra per il 2008 ne’ nel decreto fiscale collegato che preveda la possibilita’ per il contribuente di destinare il 5 per mille ad associazioni di promozione sociale o ad organizzazioni di volontariato per la dichiarazione dei redditi 2007 e nemmeno per quella 2008. Questa dimenticanza e’ dettata da un errore o da malafede? Sara’ facile verificarlo quando il governo dovra’ dichiarare se esiste o meno copertura all’emendamento che presenteremo in Senato per introdurre il 5 per mille in modo definitivo, permanente e senza alcun tetto”.
Il settimanale Vita lancia quindi una iniziativa online ed una manifestazione per il 10 ottobre, in occasione della quale il ministro Ferrero rilascia una intervista in cui dice:
“per il 2007 abbiamo portato il tetto da 250 a 400 milioni. Sempre 400 milioni costituiranno il budget del 5 per mille del 2008″.
Lo stesso sottosegretario alla Presidenza, on. Letta, in un articolo per “Il Sole-24Ore” assicura:
“con la nuova manovra vengono stanziate risorse aggiuntive per complessivi 400 milioni di euro”.
Ma il 18 ottobre viene reso pubblico l’emendamento alla Finanziaria per modificare l’art. 84:
«2-quinques. Per le finalita’ di cui al comma 2 bis (5 per mille per l’anno finanziario 2008, ndr) e seguenti del presente articolo e’ autorizzata la spesa nel limite massimo di 100 milioni di euro per l’anno 2009»
ovvero, circa un quarto di quanto i contribuenti italiani hanno devoluto per il solo anno 2006. E tutti gli altri euro, che fine farebbero? Si legge ancora nell’articolo del sottosegretario Letta:
“Sara’ poi fondamentale assicurare pubblicita’ e trasparenza sull’utilizzo dei fondi e sulla loro rendicontazione, per permettere un’analisi comparativa e rendere cosi’ piu’ consapevoli le scelte dei contribuenti.”
E’ indubbio che la trasparenza per il contribuente-donatore e’ fondamentale, ma il sottosegretario non chiarisce l’altro aspetto: come puo’ un contribuente, al momento di dichiarare se e a chi vuole donare il suo 5xmille, sapere se quei soldi confluiscono nei cento milioni che saranno ripartiti tra le onlus o se finiranno nei circa trecento che andranno ad incrementare le casse dell’erario statale?
E in base a quale meccanismo avverra’ la ripartizione tra gli aventi diritto? Se la rimessa e’ “diretta” i conti sono semplici: tanto hanno donato i contribuenti all’associazione X, tanto la stessa associazione ricevera’ come contributo; ma se viene inserito un tetto massimo occorrera’ risuddividere la somma (100) tra tutte le associazioni che hanno ricevuto donazioni. In che modo? E chi sara’ a deciderlo? E perche’ una associazione deve “rendicontare” (e a chi?) di come ha speso quanto ha ricevuto con il 5xmille? Ma il 5xmille non era una liberalita’ di un privato nei confronti di una organizzazione? Da quando e’ diventato un bando di gara pubblico?
E meno male che l’on. Letta iniziava il suo intervento con queste belle parole:
“Siamo convinti che esso [il 5xmille, ndr] garantisca sussidiarieta’, autonomia e liberta’. Sussidiarieta’ nel permettere che le decisioni siano prese a un livello il piu’ possibile vicino ai cittadini. Liberta’ nel far si’ che sia lo stesso contribuente a indicare quale settore e associazione finanziare. Autonomia nell’assicurare che volontariato e ricerca beneficino di risorse adeguate ai propri obiettivi di utilita’ generale, senza scontare vincoli imposti dall’alto.”
Se un governo decide un tetto ed una rendicontazione, la decisione non e’ presa dal basso ma dall’alto: non c’e’ dunque sussidiarieta’ orizzontale, ma “interventi a pioggia” statali con soldi dei contribuenti. Se il contribuente non sa se la sua donazione andra’ interamente all’organizzazione da lui scelta, ma solo in (quota) parte perche’ il restante (almeno i tre quarti) li incassa l’erario, non c’e’ liberta’, ma solo un’altra forma di tassazione “camuffata” da liberalita’. Se si tagliano (ancora!) le risorse al terzo settore, anche quelle che arrivano direttamente dalle tasche degli italiani, non ci sono autonomia ne’ tanto meno risorse adeguate, ma di nuovo una guerra tra poveri.
Intanto, Nova24 Il Sole 24 Ore lancia una petizione online per un “Cinque per mille stabile e senza limiti” per chiedere che la norma del 5 per mille:
1) divenga contenuto stabile della nostra legislazione;
2) per la sua copertura non vengano previsti “tetti” o analoghe riduzioni.
Al momento, la petizione ha raggiunto 3900 firme, tra cui Renato Dulbecco, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia, Umberto Veronesi e molti altri illustri ricercatori e scienziati.
Sarebbe quanto mai opportuno che ogni organizzazione, ogni associazione, ogni singolo volontario sottoscrivesse la petizione per dare quanto piu’ peso possibile all’iniziativa.
La Finanziaria e’ attualmente in discussione, i tempi sono estremamente ridotti. Non c’e’ altro tempo da perdere per far sentire la propria voce e dare un “peso” alla richiesta.
Altrimenti, non resta che rassegnarsi all’ennesimo “scippo”.
RASSEGNA STAMPA
5 PER MILLE: ONG, SIA PRESENTE IN FINANZIARIA E SENZA TETTO
AGI, 25 Ottobre 2007
Cresce il sostegno al 5 per mille
Il Sole 24 Ore, 25 Ottobre 2007
5 per mille: il governo tradisce le promesse
di Gabriella Meroni
Vita, 23/10/2007
Il Governo crede al 5 per mille. Piu’ spazio alla sussidiarieta’
di Enrico Letta
Il Sole 24 Ore, 20 ottobre 2007
5 per mille: il Forum, dopo le beffe, il danno?
Il comunicato delle portavoci del Forum del Terzo settore sul giallo del 5 per mille
di Redazione Vita, 20/10/2007
5 per mille 2008, i gialli non finiscono mai
di Gabriella Meroni
Vita, 19/10/2007
L’appello: «Vogliamo il 5 per mille stabile e senza limiti»
di Gianluca Salvatori
Il Sole 24 Ore, 18 ottobre 2007
TESTO DELLA FINANZIARIA
Tags: 5xmille, agenzia delle entrate, cinque per mille, contribuenti, Governo, Italia, tasse, volontariato
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