locandinaCuriosa coincidenza la decisione di noleggiare il dvd di questo eccellente lavoro della Pixar / Disney, uno dei tanti titoli di film da vedere annotato nell’ormai storico elenco “cd/libri/film da recuperare”. L’occasione e’ stata data da un corso di formazione cui ho partecipato nei giorni scorsi durante il quale uno dei docenti, per spiegare alcuni concetti, ha utilizzato alcune scene tratte da questo cartoon (e da altri film) [1]. Uscire dal corso, passare dal videonoleggio e prendere il dvd e’ stato decisamente un tutt’uno.

TRAMA
Remy e’ un ratto. Ma un ratto molto speciale: contrariamente ai suoi simili, infatti, sviluppa eccezionalmente i sensi dell’olfatto e del gusto e per questo non riesce a mangiare tutto quello che trova nella spazzatura, cercando al contrario delle prelibatezze ma soprattutto studiando appositamente come sposare gusti diversi tra loro in un mix particolare.
Suo idolo, e per certi versi suo mentore, e’ infatti lo chef Auguste Gusteau, proprietario del piu’ rinomato ristorante parigino il quale, nello scrivere un libro di ricette, ha lanciato il motto “Tutti possono diventare cuochi!”.
Una frase cosi’ banale, scontata, addirittura irriverente non poteva che essere presa come una bestemmia dal piu’ grande critico culinario francese, Anton Ego, che dopo aver visitato il ristorante di Gusteau, decide di declassarlo di una stella dalle guide gastronomiche nazionali. Forse anche per questo Auguste Gusteau muore e Remy apprende la notizia proprio nel momento in cui viene scoperto, e con lui tutta la sua colonia, dalla proprietaria della casa dove aveva trovato rifugio.
Costretti alla fuga lungo un affluente della Senna, nella concitazione del momento Remy perde di vista il resto della colonia e si ritrova da solo nelle fogne di Parigi. Qui viene in suo soccorso il fantasma di Gusteau che lo incita a salire in superficie per scoprire la sua posizione; e così Remy si ritrova esattamente davanti al ristorante di Gusteau.

Dopo la morte del suo fondatore e primo proprietario le cose nel ristorante non vanno pero’ molto bene: alla guida c’e’ ora un nuovo chef, Skinner, la cui unica ambizione e’ quell di far soldi: sfrutta in tutti i modi l’immagine di Gusteau per cibi precotti, surgelati, preconfezionati, qualunque cosa si possa vendere con un buon marketing e con tanta pubblicita’.
Ma la qualita’ del locale continua a scendere ed il motivo e’ solo uno: tutti i cuochi della cucina sono abilissimi nel cucinare le ricette lasciate in eredita’ dal maestro Gusteau, ma nessuno ha quell’estro, quell’improvvisazione, quel colpo di genio che era tipico dei piatti di Auguste.

Proprio in concomitanza con l’arrivo di Remy nel retro della cucina, si presenta un giovane, Linguini, a chiedere lavoro: Linguini e’ il figlio di una vecchia fiamma di Auguste, Renata, e solo in nome di quella vecchia conoscenza che Colette Tatou, braccio destro di Skinner ed una donna della cucina, decide di assumerlo come sguattero, nonostante Skinner non ne fosse entusiasta.
Linguini e’ proprio un pasticcione e, di nascosto dagli altri cuochi, improvvisa una zuppa aggiungendo ingredienti a casaccio; ma l’occhio attento di Remy – che ha seguito disgustato tutta la scena – ha colto gli errori del ragazzo ed interviene correggendo la zuppa che diventa il piatto piu’ richiesto dagli ospiti in sala.
Skinner si accorge che Linguini ha provato a mettersi ai fornelli, e proprio mentre lo sta rimproverando scopre anche Remy (ed i ratti in cucina sono il terrore degli chef!); catturato il ratto incarica proprio il giovane Linguini di ucciderlo ma il ragazzo capisce che Remy e’ intelligente, e’ in grado di comprendere gli umani, e soprattutto sa cucinare!

I due decidono di allearsi: Remy guiderà Linguini proprio come una marionetta, tirandolo per i capelli per fargli muovere le altre parti del corpo, e Linguini si spaccera’ cosi’ per uno chef.

Riuscira’ la coppia Remy-Linguini ad ingannare Skinner e gli altri cuochi? e soprattutto, supereranno la terribile prova del critico gastronomico Anton Ego? Skinner diventera’ padrone del locale? e come finira’ tra Linguini e Colette?

COMMENTO
Oscar e Golden Globe 2008 come miglior film d’animazione, successo strepitoso al botteghino surclassando film di ben altra levatura, questo ennesimo capolavoro della Pixar si presenta da solo con un ottimo biglietto da visita: premi, e soldi. Tanti soldi.
Sul piano tecnico dunque c’e’ poco da aggiungere: favolosi i disegni, bellissimi i personaggi, splendidi gli scenari (e Parigi di notte con la torre Eiffel tutta illuminata, anche in un cartone animato ha un tocco di magico). Se proprio un appunto si vuole fare, sembrano migliori le animazioni dei ratti piuttosto che degli umani. Provare per credere: guardate l’espressivita’ del muso di Remy e confrontatela con quella del volto di Linguini o Colette. Forse solo Skinner e Ego riescono a tenere il confronto.

L’aspetto forse piu’ interessante e’ la cura dei particolari, che danno un profondo significato allo svolgimento della scena; senza voler rovinare il finale, soffermatevi sui colori del viso e sui vestiti che indossa Anton Ego all’inizio ed alla fine del film. O guardate con attenzione la preparazione, e soprattutto l’impiattamento e la composizione delle pietanze nella cucina del ristorante. Sembra quasi di poterne sentire il profumo!

Il film in se’ non e’ particolarmente divertente (come del resto non lo sono quasi tutti gli altri di produzione Pixar; le uniche scene che strappano davvero applausi e risate sono quelle dedicate alla colonia di ratti che prende possesso della cucina del ristorante. Ma forse l’intento della Pixar non e’ quello di divertire, quanto far riflettere (come in A bug’s life, o nell’ultimissimo Wall-E). E di materiale su cui riflettere ce n’e’ davvero molto, come l’accettazione della diversita’, il credere in se stessi, l’inseguire i propri sogni, ma soprattutto, utilizzando una battuta di Gusteau ripresa dal critico Ego durante la stesura della sua ultima recensione sul ristorante …

“Non tutti possono diventare grandi artisti, ma il grande artista può trovarsi ovunque.”

SCHEDA
Titolo originale: Ratatouille
Lingua originale: Inglese
Paese: USA
Anno: 2007
Durata: 117′
Genere: animazione
Regia: Brad Bird, Jan Pinkava
Soggetto: Jan Pinkava, Jim Capobianco, Brad Bird, Emily Cook e Kathy Greenberg
Sceneggiatura: Brad Bird
Produttore: Brad Lewis
Casa di produzione: Walt Disney Pictures, Pixar Animation Studios
Distribuzione (Italia): Buena Vista Distribution
Animatori: Pixar Animation Studios

Interpreti e personaggi

Doppiatori originali:
* Patton Oswalt: Rémy
* Lou Romano: Alfredo Linguini
* Peter Sohn: Émile
* Brad Garrett: Auguste Gusteau
* Janeane Garofalo: Colette Tatou
* Ian Holm: Skinner
* Brian Dennehy: Django
* Peter O’Toole: Anton Ego
* Will Arnett: Horst
* Julius Callahan: Lalo, Francois
* James Remar: Larousse
* John Ratzenberger: Mustafà
* Teddy Newton: Avv. Talon Labarthe
* Tony Fucile: Pompidou
* Jake Setinfeld: Git
* Brad Bird: Ambrister Minion

Doppiatori italiani:
* Nanni Baldini: Rémy
* Massimiliano Alto: Alfredo Linguini
* Edoardo Stoppacciaro: Émile
* Alessandro Rossi: Auguste Gusteau
* Domitilla D’Amico: Colette Tatou
* Riccardo Peroni: Skinner
* Dario Penne: Django
* Pietro Biondi: Anton Ego
* Paolo Marchese: Horst
* Gianfranco Miranda: Lalo
* Massimo De Ambrosis: Francois
* Marco Mete: Larousse
* Renato Cecchetto: Mustafà
* Ambrogio Colombo: Avv. Talon Labarthe
* Fabrizio Russotto: Pompidou
* Mauro Magliozzi: Git
* Manfredi Aliquò: Ambrister Minion

Fotografia: Sharon Calahan, Robert Anderson
Montaggio: Darren T. Holmes
Musiche: Michael Giacchino

Premi:
* Premi Oscar 2008: miglior film d’animazione
* Golden Globe 2008: miglior film d’animazione
* National Board of Review Awards 2007: miglior film d’animazione
* 1 Ioma 2008:Miglior film d’animazione

LINK UTILI
Wikipedia

NOTE
[1] si, il docente ha violato non so quante volte la legge sul diritto d’autore, con possibili aggravanti qualora abbia scaricato il filmato da internet o abbia rimosso i sistemi di protezione da un dvd regolarmente acquistato.
L’effetto interessante pero’ e’ stato quello che diversi corsisti (almeno cinque, me incluso) hanno noleggiato la sera stessa un dvd ed uno, se non addirittura due, lo hanno direttamente acquistato. Sia per il noleggio che per la vendita parte dei proventi vanno alla Pixar/Disney. Ma perche’ le major non imparano a tener conto di questo?

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