Che caduta di stile, signor vicesindaco!
Abruzzo, InCittà March 17th, 2009
Lo scorso 12 marzo la giunta di Pescara, per volere del vicesindaco Camillo D’Angelo, ha dato mandato ai suoi avvocati di querelare la testata giornalistica online “Primadanoi” per un articolo, comparso in data 2 marzo sulla rivista, riguardante “gli incontri tra D’Alfonso ed i suoi fedelissimi”. Oggetto del contendere: i lavori per la costruzione del nuovo ponte alla foce del fiume Pescara.
Tutto sarebbe partito da un articolo del quotidiano in meritoa degli incontri avvenuti tra l’ex sindaco Luciano D’Alfonso ed alcuni componenti la giunta comunale, incontri subito smentiti dal vicesindaco D’Angelo al procuratore Trifuoggi.
Chi soffia poi sulla brace per riaccendere i fuochi e’, naturalmente, il centro destra attraverso il gruppo di AN che, in un comunicato stampa, scrive:
«Dopo il ‘caso’ del certificato medico del sindaco D’Alfonso, che il vicesindaco-Harry Potter ha fatto sparire in una busta sigillata, ora lo stesso vicesindaco è impegnato a far sparire le note con cui la Regione Abruzzo, quando ancora era governata dal centrosinistra e dal presidente Del Turco, aveva contestato le gravi irregolarità compiute ai danni della proprietà regionale, l’ex Cofa, nella costruzione del ponte ciclo-pedonale, invitando la stessa amministrazione comunale a ‘soprassedere’ da tali lavori».
« Purtroppo per il vicesindaco non si può ‘occultare’ che la Procura della Repubblica di Pescara si sta già occupando di tale appalto che, stando a una prima visione dei documenti, sarebbe stato aggiudicato a una ditta di Francavilla al Mare, la stessa che associata con un’impresa di Frosinone, si è vista affidare anche la gara per il Project Financing dei cimiteri, altro appalto nel mirino della Procura. E siamo perlomeno sconcertati dal tentativo del vicesindaco di minimizzare la quotidiana presenza in Comune degli organi inquirenti che acquisiscono atti e documenti, lo stesso tentativo portato avanti appena due anni fa dal sindaco D’Alfonso dopo i primi sequestri».
Per queste affermazioni, sostiene ancora il vicesindaco D’Angelo a nome della giunta comunale, gli avvocati starebbero valutando una querela anche per il gruppo di AN.
Le reazioni non si sono fatte attendere, a partire dal capogruppo regionale di RC Maurizio Acerbo che, dopo aver scritto un comunicato nel suo blog dove dice tra l’altro
Gli assessori di Pescara potevano più semplicemente redarre e sottoscrivere un comunicato in cui dichiaravano di non aver incontrato nè discusso di vicende attinenti l’amministrazione comunale con il sindaco D’Alfonso da quando si è sospeso dall’incarico.
Una smentita delle voci riferite da Primadanoi che il quotidiano avrebbe sicuramente pubblicato.
ha anche attivato un gruppo su facebook che al momento conta gia’ circa milletrecento iscritti.
Altra secca presa di posizione è quella dell’associazione “Pescara in Comune by Beppe Grillo”, che scrive in un comunicato stampa:
«L’atto compiuto dalla giunta pescarese è l’ennesimo tentativo della casta politica di difendere il proprio status appunto di ‘casta’.»
mentre l’Associazione di Consumatori ed Utenti Codici – Centro per i Diritti del Cittadino
«nell’esprimere tutta la solidarietà al quotidiano PrimaDaNoi.it diffida pubblicamente il Comune di Pescara nel procedere con la denuncia annunciata in conferenza stampa avvisando che in caso di deposito della stessa si costituirà in giudizio per la tutela dell’immagine della città fortemente danneggiata da questa azione scorretta della Giunta Comunale».
e l’altro quotidiano online Abruzzo24ore.tv – apparentemente l’unica testata giornalistica locale ad aver ripreso la notizia – titola significativamente il suo articolo “Querela a Primadanoi.it: alta prova di tafazzismo“, dove tra l’altro si puo’ leggere:
Immaginiamo la scena: un assessore a passeggio incontra D’Alfonso, suo vecchio amico, compagno di partito, l’uomo a cui deve le sue fortune politiche, senza il quale non sarebbe nemmeno vicepresidente di una bocciofila. D’Alfonso accenna un cordiale saluto, ma l’assessore esclama solennemente: “Gradirei, signor D’Alfonso, che lei non rivolga alla mia persona la parola né il saluto. La deontologia professionale mi vieta di interloquire con lei. Sa meglio di me infatti che il procedimento giudiziario in corso di fatto le impedisce di occuparsi dell’amministrazione della città, e io sono appunto un amministratore nell’esercizio delle sue funzioni. Buona sera”
Niente male come mossa comunicativa – e proprio alla vigilia dell’ennesima campagna elettorale! – quella della giunta pescarese! Come se non bastassero tutti i guai giudiziari che stanno investendo il Palazzo di Città, con sequestri di documenti ogni due per tre, politici e funzionari comunali arrestati o inquisiti, indagini su indagini che vengono aperte dalla magistratura (l’ultima in ordine di tempo e’ quella sul “famoso” bicchiere di piazza Salotto), adesso e’ la stessa giunta, di fatto, ad aizzare i cittadini contro se stessa. Cosa sperano di ottenere in questo modo? sono cosi’ tafazziani – come scrive abruzzo24ore.tv – da darsele di santa ragione da soli?
Davvero, non c’e’ nemmeno bisogno che l’opposizione faccia qualcosa. Ad autodistruggersi sono bravissimi da soli.
Tags: AN, Camillo D'Angelo, comune, giunta, Pescara, Primadanoi.it, querela
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