Da semplice (?) bozza a testo definitivo, sul blog dell’On Carlucci e’ appena comparso il documento del DDL 2195 ce il sempre ottimo Guido Scorza gli ha gia’ fatto le pulci:
si può sempre guardare nelle proprietà del file pubblicato sul sito di Carlucci per scoprire che il suo autore sarebbe un tal Davide Rossi, che si qualifica come della tal società Univideo che, francamente, è più facile immaginare dietro ad un’iniziativa legislativa antipirateria che non antipedofilia.
E chi sono Davide Rossi e Univideo? Ricerchina su Google e cosa salta fuori? che la tal società Univideo potrebbe essere la Unione Italiana Editoria Audivisiva e che il tal Davide Rossi potrebbe essere l’avv. Davide Rossi, direttore generale della Univideo.
Ora, dalla intervista di cui al video presentato, e dalla presentazione del DDL riportato nel suo blog, l’On. Carlucci parla del problema della pedopornografia e della diffamazione a mezzo internet, definendo internet un “territorio senza leggi” e indicando come l’origine di tutti i Mali la possibilità di accedere alla Rete e pubblicare informazioni (scritte, audio o video) in modo anonimo. Obiettivo del suo DDL, dunque, sarebbe quello di fornire un ulteriore strumento a chi di dovere per combattere queste piaghe.
Ok. Prendiamo per buoni questi intenti (fermo restando la possibilita’ o meno di applicare tecnicamente quanto detto): se questi sono gli obiettivi dichiarati, cosa c’entra il comma4 dell’art.2 che così recita:
“In relazione alle violazioni concernenti norme a tutela del Diritto d’Autore, dei Diritti Connessi e dei Sistemi ad Accesso Condizionato si applicano, senza alcuna eccezione le norme previste dalla Legge 633/41 e successive modificazioni”.
Gia’ me lo vedo un pedofilo preoccuparsi di postare (firmandosi con nome e congnome!) su qualche sito pedopornoschifezze … pero’ rilasciate sotto copyright, e magari con tanto di regolare ricevuta di pagamento alla SIAE!
Ora, suonerebbe strano questo comma, inserito in un articolo che parla di ben altro, se non fosse che il suo estensore SEMBREREBBE essere il tal Davide Rossi di cui sopra. E’ credibile un simile disegno di legge? No.
E non solo per questo singolo comma sul quale mi sono voluto soffermare, ma per tutto quello che dicono due esperti del settore, ovvero il gia’ citato Guido Scorza e Elvira Beringieri su Apogeo.
Leggete i loro articoli e fatevi la vostra idea.
L’articolo riportato su La Repubblica del 9 marzo 2009
IL CASO
Internet, ecco la legge Carlucci uno scudo per il diritto d’autore
La proposta della parlamentare di Forza Italia. Nessun riferimento alla lotta contro la pedopornografia, che pure si propone di combattere. Piuttosto nuove tutele per gli interessi dell’industria dell’audiovisivo
di ALESSANDRO LONGO










