Votato al Senato il ddl 733 noto come “pacchetto sicurezza”. Introdotto un emendamento del senatore dell’UDC Gianpiero D’Alia circa la “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo Internet”. Obiettivo dichiarato (dal senatore) “la regolamentazione di un settore che somiglia sempre piu’ a una giungla dove tutto e’ tollerato.” Obiettivo da raggiungere: la totale censura di ogni forma di libertà di espressione.
Quintarelli, Scorza, Minotti, Berlingieri, Codogno, Grillo, Masera, Zambardino … di bloggers e giornalisti che scrivono di Internet su Internet con un minimo di cognizione di causa, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti socio-culturali e/o politico-legislativi, non manca proprio nessuno. E, seppure con diverse sfumature, sono tutti piu’ o meno d’accordo: l’articolo 50-bis del ddl 733 o “pacchetto sicurezza” si puo’ definire in un unico modo, con un’unica parola.
Censura.
La cosa ancor piu’ sconcertante e’ il modo in cui questo articolo e’ entrato nel ddl, con un emendamento di un senatore dell’UDC quindi, a rigor di logica – ma esiste ancora una logica in Parlamento? – , dell’opposizione.
Sempre per la logica di cui sopra (sic!), un partito all’opposizione dovrebbe – lo dice la parola stessa! – opporsi alla maggioranza quando questa propone un disegno di legge che non sta ne’ in cielo ne’ in terra, votando no a quanto proposto dal Governo e presentando emendamenti volti a cancellare, o smussare, o migliorare la proposta originaria. Questo signor senatore invece cosa fa? Propone un emendamento peggiorativo di quanto gia’ malamente proposto da quella maggioranza a cui dovrebbe opporsi!
Così, dopo tutte le nefandezze gia’ in vigore (inutile ripetere le litanie degli obbrobri giuridici attualmente in vigore in questo sgangherato Paese in tema di informazione, comunicazione, editoria, diritto d’autore, internet), quelle di cui ancora non si ha notizia di fine certa (ddl Levi, ddl Cassinelli), quelle che si stanno partorendo proprio in questi momenti nelle segrete stanze dei poteri occulti (comitato antipirateria), adesso abbiamo anche questa: la “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo Internet”, che gia’ il titolo e’ tutto un programma.
Repressione. Di chi? di chi, eventualmente, commette il reato (ammesso che di reato si tratti!), o di chi lo veicola (gestori di telefonia, internet service provider)? il secondo, ovviamente. Perche’ bloccare un sito internet tramite filtri sui DNS, qualora gli ISP non ottemperino alla richiesta del ministero dell’interno (si badi bene, ministero! NON autorita’ giudiziaria!) non significa evitare che si commetta il reato (come nel caso dei video di bullismo su youtube, ad es.), ma semplicemente che venga visto su internet! quindi, i bulletti di quartiere possono tranquillamente continuare a fare i loro comodi dentro i bagni delle scuole, magari si videoriprenderanno con i cellulari e si passeranno il video di cellulare in cellulare, purche’ questo video non arrivi (pia illusione!) su internet. Ottimo metodo repressivo del crimine.
Attività di apologia o istigazione a delinquere. E qui, potremmo parlarne per ore, giorni, mesi. I commenti di un blog, le discussioni in un forum, i famosi “flames” su usenet? Che fine faranno? E se faranno la fine che ci si aspetta qualora questo ddl venga definitivamente approvato, a quando dei microfoni, o meglio! una volante di polizia!, in ogni angolo di strada, bar, fila in un centro commerciale, curve degli stadi, ombrelloni sulle spiagge in estate, centinaia di altri posti “reali” dove di apologie ed istigazioni a delinquere ce n’e’ a iosa? (e, badate bene, sono tutti luoghi pubblici o di accesso al pubblico, come un qualunque blog/forum/newsgroup su internet). E se due cretini vengono alle mani sotto un ombrellone che facciamo, chiudiamo tutto lo stabilimento balneare perchè i bagnini non si son buttati nella mischia per cercare di sedarla? (Ops! ma e’ quello che gia’ si fa, in effetti: grazie a qualche decina/centinaia di sedicenti tifosi nelle curve che vengono alle mani, si chiude tutto lo stadio, con buona pace delle migliaia di spettatori abbonati, che hanno gia’ pagato per tutto il campionato!, costretti a perdere ics partite in casa. Ovviamente, biglietto non rimborsabile).
A mezzo Internet. Sulla questione delle aggravanti di reati gia’ previsti nel nostro codice penale quando questi sono commessi “a mezzo internet”, ne abbiamo gia’ parlato. Del tutto inutili, per non dire di peggio. Ma rimando comunque alla lettura degli ottimi approfondimenti tecnici sui vari blog sottocitati che spiegano benissimo perchè sia tecnicamente inapplicabile, oltreché potenzialmente dannoso!, quanto previsto dal senatore.
Inutile a dirsi. E’ ricominciata la caccia alle streghe.
FONTI
Il ddl ora alla Camera
Reati d’opinione in rete, i limiti del 50-bis
Il “pacchetto sicurezza” del governo s’è arricchito al Senato di un emendamento contro i reati di opinione commessi attraverso internet. Concepita sull’onda emotiva delle proteste per alcuni gruppi di Facebook, la norma apre però enormi problemi operativi e crea pericolosi precedenti giuridici
di Elvira Berlingieri, Apogeo
Il Governo si prepara a imbavagliare Internet
Con il pacchetto sulla sicurezza approvato dal Senato, Berlusconi dà al ministro degli Interni il potere di chiudere siti Internet, filtrarli e multarli pesantemente.
ZeusNews
Contrappunti/ E sono quattro
(PI – Commenti) di Massimo Mantellini – Una mano benevola davanti agli occhi di 50 milioni di italiani, una mano appoggiata sulle bocche dei cittadini della rete. Stavolta sbucherà dal pacchetto sicurezza
Punto Informatico
Italia, libertà filtrate?
Con il pacchetto sicurezza, potrebbero finire fuori dalla rete apologia di reato e istigazione a delinquere. Gli ISP potrebbero diventare l’ascia dell’inibizione. E Facebook potrebbe rischiare l’esilio dalla rete italiana
Punto Informatico
Con 154 sì, 135 no e un astenuto approvato l’emendamento della Lega. Il testo fissa da 80 a 200 euro la tassa per il permesso di soggiorno
Clandestini denunciati dai medici. Sì del Senato alla norma contestata
Nel decreto sicurezza approvati anche schedatura dei clochard e ronde
padane. Stretta su internet: vietati i siti su mafia, violenza, razzismo
La Repubblica
Sanzioni ai siti che incitano al crimine
Emendamento al ddl sicurezza: i provider blocchino le pagine web incriminate. Nel mirino Facebook
Corriere della Sera
Con il pacchetto sicurezza il governo imbavaglia la Rete
La Stampa
Sanzioni ai siti che incitano alla violenza
La Stampa
Facebook, in galera! YouTube, in galera!
Scene Digitali, Vittorio Zambardino
Toh la censura!
Scene Digitali, Vittorio Zambardino
Prima hanno reso la Rete Cenerentola ed ora vogliono imbavagliarla
Guidoscorza.it
Siamo davvero in Cina?
Minotti.net
Aboliamo per legge inondazioni e ignoranza tecnologica (aka, ci risiamo con i filtraggi)
Quintarelli.it
Un altro passo verso lo stato di Polizia
xmau.com
l’obbedienza non e’ piu’ una virtu’
Beppegrillo.it










