Wikipedia it/de: un esempio di miopia della politica italiana?

Wikipedia-censoredIl fatto è accaduto ormai alcuni mesi or sono (gennaio scorso), ma la notizia ha cominciato a girare solo alcuni giorni fa. A dirla tutta non è neanche girata più di tanto, visto che tra i quotidiani solo “Il Manifesto” con il sempre attento Franco Carlini con la rubrica “Chip&Salsa” del giovedì e su Internet il sempre ben informato Punto Informatico l’hanno ripresa e rilanciata. Eppure, e questa è notizia di ieri, i protagonisti del “fattaccio” hanno anche scritto una “Lettera aperta sulle leggi sul copyright” per far sentire la loro voce.
E’ il caso di farla sentire più forte e quindi rilanciamo in questo articolo l’argomento.
Procediamo con ordine seguendo i fatti.
Scrive Punto Informatico,

nel gennaio 2007 la Soprintendenza per il Polo Museale fiorentino ha diffidato Wikimedia Foundation (che gestisce tutti i progetti intorno a Wikipedia) dall’uso “in modo non autorizzato di immagini di opere conservate nei musei statali di Firenze”, inviando una lettera formale tramite il sistema OTRS.
Dopo alcuni mesi di dibattito interno Wikipedia Italia ha deciso di di eliminare le fotografie raffiguranti opere architettoniche in Italia di progettisti ancora in vita, o morti da meno di 70 anni (come previsto dalla Legge 633/1941 sul diritto d’autore). Questo perché la legislazione italiana, a differenza di molti altri paesi, non contemplerebbe il cosiddetto panorama freedom (libertà di panorama), che permette a chiunque di fotografare e riprodurre quanto pubblicamente visibile senza preoccuparsi di dover trovare il progettista e pagargli i diritti d’autore.

Questo perchè, continua l’articolo,

anche le opere dell’architettura (come quelle della pittura, del disegno, della fonografia…), infatti, sono protette dalla legge sul diritto d’autore (Artt. 2 e 13). Di conseguenza, solo gli autori originali avrebbero il diritto esclusivo di riprodurle, in qualsiasi forma: inclusa quella fotografica. La violazione vera e propria (l’uso per scopo personale è consentito), nasce nel momento in cui la fotografia viene caricata su un sito ad accesso pubblico e dotata di una licenza libera, diventando potenzialmente riproducibile anche con fini commerciali. Questa è esattamente la filosofia Wikipedia.

Di conseguenza,

l’intera architettura contemporanea e moderna italiana, perciò, rischia di non poter essere raffigurata nella più grande enciclopedia del mondo, col pesante danno per i beni culturali italiani che questo comporta.

La cosa ha ancora più dell’incredibile se paragonata a quanto sta accadendo in Germania a Wikipedia.de; sempre da Punto Informatico si legge:

Il Governo tedesco ha deciso di finanziare Wikipedia.de per arricchire e completare le aree tematiche riguardanti le fonti rinnovabili: nei prossimi anni la nota enciclopedia online vedrà germogliare un’anima ancora più ecologista. […]
Secondo Florian Gerlach, direttore del progetto, la prima difficoltà sarà quella di convincere gli esperti del settore a partecipare all’iniziativa. “Questo genere di documenti sono scritti, editati e pubblicati su comuni giornali o su altri tipi di siti. Ma Wikipedia è radicalmente diversa come realtà: gli articoli sono in continua evoluzione grazie all’apporto di più autori, che spesso rimangono anonimi. Il prodotto finale cambia costantemente, e terze parti possono pubblicare i propri testi o intervenire sul tuo”, ha sottolineato Gerlach.

Ricapitoliamo: il governo tedesco sta portando avanti un lavoro inerente le fonti di energia rinnovabili. Un aspetto di questo lavoro è quello di informare l’opinione pubblica di quanto si sta facendo, delle ultime scoperte scientifiche, degli argomenti controversi. Il Governo quindi s’impegna a cercare di far collaborare tra loro tutte le diverse voci, ricercatori, scienziati, ambientalisti, politici e via dicendo, e sceglie come piattaforma di comunciazione … Wikipedia.de, con una motivazione che da sola dovrebbe far riflettere:

“Ci sono abbastanza pubblicazioni cartacee sull’argomento. Ma se vuoi guardare qualcosa di insolito vai sui Wikipedia”, ha ammesso Gerlach.

Capito? mentre in Germania il governo stanzia finanziamenti e cerca forme di collaborazione a supporto di un determinato argomento da rendere il più possibile “spendibile” su Internet (le fonti rinnovabili) in favore dei propri cittadini, qui in Italia, dove ci sono oltre il 60% delle risorse mondiali in materia di architettura, belle arti, opere delle più svariate discipline artistiche, e dove quindi un governo mediamente intelligente e lungimirante investirebbe suon di milioni di euro per favorire un turismo eco-equo-responsabile, grazie ad una insulsa legge sul diritto d’autore cheffà?
permette che uno dei dieci siti internet più visitati al mondo si privi di immagine fotografiche dei suoi tesori.
Anche solo come “immagine dell’Italia all’estero”, quando non proprio mera “pubblicità” alle proprie ricchezze artistiche, quale danno stiamo facendo al Belpaese?

Ci si rende conto dell’assurdo? Ci si rende conto del fatto che il governo ha investito in un portale 45 milioni di euro, di cui solo 100mila per un logo? Portale che, a detta di tutti gli esperti del settore turistico, non serve assolutamente a nulla, e che comunque non giustifica tale spesa? (per non parlare delle scelte tecnico/tecnologiche). Ci si rende conto che a capo dell’Enit, l’Agenzia Nazionale del Turismo, solo a settembre scorso il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli ha nominato quell’Umberto Paolucci, senior chairman Microsoft e vice presidente Microsoft Corporation? Perchè proprio questa scelta? E perchè il ministro Rutelli giusto sei mesi dopo questa nomina dichiara – in risposta alla petizione [7] promossa dall’associazione “Altroconsumo” – che “il mantenimento del penale per chi abusa dei sistemi di sharing è sacrosanto”?
Sono tutte casualità? Sono singole circostanze che non hanno alcun nesso logico tra loro?

O forse ha ragione Massimo Mantellini quando scrive su Punto Informatico

Oggi esiste un fronte molto compatto di soggetti che, per una ragione o per l’altra, minacciano la libertà della rete. In Italia, dopo cinque anni di un cattivo governo di centro destra che ha ignorato (e spesso volutamente ostacolato) lo sviluppo tecnologico del paese, abbiamo oggi un governo di centro sinistra che, a differenza di quanto scritto a chiare lettere nel programma elettorale, sta seguendo la medesima strada, mettendo a serio rischio alcune prerogative di libertà legate alla rete Internet.

Fonti
Contrappunti/ Chi sbadiglia è fesso
Chiudere gli occhi continuando ad occuparsi solo di gigabyte, schede video e software vari, immaginando che simili argomenti bastino a se stessi, non aiuta a farsi una corretta visione del mondo
Massimo Mantellini – Punto Informatico, 9 luglio 2007

Lettera aperta sulle leggi sul copyright
Wikipedia.it, 8 luglio 2007

Via i palazzi da wikipedia.it
franco carlini – Il Manifesto, 5 Luglio 2007

Il governo tedesco aiuta Wikipedia
franco carlini – Il Manifesto, 5 Luglio 2007

Wikipedia cede al diritto d’autore italiota
Proibite da Wikimedia Commons le fotografie di opere architettoniche di progettisti in vita o morti da meno di 70 anni. A rischio le opere di Piano, Fuksas, Piacentini e tutta l’architettura moderna italiana
Punto Informatico, lunedì 02 luglio 2007

Wikipedia Germania al soldo di Berlino
Il Governo tedesco finanzierà un progetto editoriale sulle fonti rinnovabili che troverà posto sulla nota enciclopedia online; il coordinamento editoriale sarà affidato al Nova Institute
di Dario D’Elia – Punto Informatico, giovedì 28 giugno 2007

La legge sul diritto d’autore è una vergogna per l’Italia
di Stefano Maffulli – Gnuvox, 6 luglio 2007

Italia.it, il Governo risponde
Con una nota, il ministero per la Funzione Pubblica prende atto delle critiche che si sono alzate attorno al portale, e conferma il budget di spesa. Confermata anche la commissione d’inchiesta
Punto Informatico, 6 aprile 2007

Rutelli: giusto il penale per i pirati del P2P
Il ministro per i Beni culturali sulle orme del suo predecessore. Risponde ad Altroconsumo appoggiandosi alla nota sentenza di Cassazione che non riguarda però la normativa attuale. E si dice d’accordo sul DRM, ma solo se interoperabile
Punto Informatico, 22 marzo 2007

Arriva Italia.it, ma è accolto da fischi
Ci sono voluti anni ma alla fine il portale del turismo è disponibile. Rutelli: è una grandissima finestra del mondo sull’Italia. Realacci: uno strumento valido. Pesantissime le critiche in rete: lento, inaccessibile, fuorilegge
Punto Informatico, 23 febbraio 2007

TURISMO: PAOLUCCI (MICROSOFT) NUOVO PRESIDENTE ENIT
La Repubblica economia e finanza, 15 settembre 2006