valpescara“Facilità di penetrazione, costi d’insediamento minimi, zero conflittualità sociale” e soprattutto, “poche obiezioni ecologiche”; ecco come ci descrive una multinazionale che ha studiato le possibilità di “fare affari” in Abruzzo, secondo l’inchiesta di Paolo Rumiz pubblicata su “La Repubblica” ieri ed immediatamente ripresa da “Primadanoi.it“.


All’inviato del quotidiano nazionale è bastato riscendere da Popoli a Pescara seguendo il corso del fiume, fare qualche domanda gli abitanti dei luoghi visitati, cercare qualche informazione online per fare un quadro desolante dell’scempio che da anni si sta perpetuando sulle terre, ed in particolare lungo i fiumi!, abruzzesi. E la sua analisi è spietata certo, ma niente che non si sapesse – per chi vuole vedere e sapere certe cose.

Peccato solo che chi sarebbe preposto alla gestione ed al controllo della “cosa pubblica” (i politici di entrambi gli schieramenti delle ultime due legislature regionali) è proprio quello che non solo ha fatto finta di non vedere girando la testa dall’altra parte ma ha anche favorito (e dalle recenti inchieste sulla politica abruzzese e pescarese oggi si comincia ad intravedere “come”) la “penetrazione a costi d’insediamento minimi”.

Immagino già la risposta dei “soliti noti”: è stato fatto per favorire lo sviluppo economico della nostra regione e l’inserimento dei nostri corregionali  nel mondo del lavoro.
Se tutto ciò fosse vero, come mai negli ultimi anni (parallelamente all’inizio dello scempio della svendita selvaggia del nostro territorio) tutti gli indicatori economico-sociali abruzzesi sono praticamente in picchiata? La disoccupazione aumenta, il PIL regionale diminuisce, il risparmio è ai minimi storici, l’indebitamento avanza, il piccolo commercio e l’artigianato sono al collasso.

Qualcosa evidentemente non torna: non sarà che gli unici a guadagnare dalla svendita del territorio sono solo gli speculatori edilizi e finanziari (e magari qualche politico corrotto)?

Ma la cosa che colpisce dall’indagine di Rumiz è il, neppure tanto velato, malcontento che traspare dalle parole riportare dal giornalista dei cittadini intervistati. Tutti si lamentano di tutto (dai centri commerciali alle centraline idroelettriche) ma continuano a votare politici che dell’ambiente e della salvaguardia del territorio (oltreché del rispetto delle regole) gli interessa meno di zero.

Cari corregionali, chi è causa del suo mal …

Tags: , , , , ,



Leave a Comment

You must be logged in to post a comment.