Comune di PescaraNon sono un estimatore del (ormai ex) sindaco Luciano D’Alfonso, come diversi miei scritti e video su questo blog stanno a testimoniare (dalla bandiera di pace messa e tolta dal palazzo di città, all’inaugurazione della scultura per i caduti di Nassirya, all’emergenza acqua di pochi mesi fa a Pescara Sud, alle modifiche apportate al piano spiaggia, solo per citare gli ultimi fatti di cronaca cittadina), ma non ne ho mai fatto una questione personale. Non ce l’ho con l’uomo Luciano D’Alfonso (che conosco ormai da anni), ce l’ho con il politico (ex)democristiano-(ex)margheritino-(ex?)piddino e con il suo modo di intendere l’amministrazione della “cosa pubblica”. Che poi non è (solo) il suo, è purtroppo ormai il modello predominante in questa Repubblica delle Banane.

Quello che (mi) fa specie è che, se lo posso capire da esponenti del (centro)destra (ai quali il concetto di “pubblico” è indigesto come una caponata di mezzanotte), lo considero insostenibile – quando non proprio improponibile – da (sedicenti?) esponenti di (centro)sinistra, che dovrebbero avere nel loro DNA ben altra considerazione dello Stato, del Pubblico, del Sociale.

Ora, D’Alfonso è corrotto? è concusso? ha rubato? non lo so. E francamente non mi interessa nemmeno saperlo; come si dice in questi casi “la giustizia farà il suo corso e sarà la magistratura a tirare le conclusioni”, oppure “dovrà fare i conti con la sua coscienza di cristiano, di uomo, di cittadino”, e via andare.
Certo è che se per avere un marciapiede rifatto sotto casa, o un parco con fontana immediatamente dietro, il prezzo da pagare è la privatizzazione/cementificazione di ogni spazio pubblico / bene comune, allora preferisco avere una buca nella strada in più ed una fontana in meno piuttosto che svendere la mia città al costruttore/palazzinaro/speculatore di turno.

D’Alfonso oggi dice che ha solo “accettato regali da un amico“; gliela dò per buona (?) ma aggiungo (!): allora sei talmente ingenuo che decisamente non hai le capacità/risorse per fare il politico e/o l’amministratore della cosa pubblica. Davvero pensi che “il mugnaio non si sporca di farina entrando nel mulino” ?
Adesso gli si contesta di tutto: i viaggi, le cene, le auto, gli incontri riservati, le spese per la pubblicità, le amicizie con imprenditori e via dicendo. E tanti miei concittadini, adesso!, cominciano il più classico dei tiri al bersaglio: da destra, inutile ribadirlo, con un bieco quando non squallido opportunismo tutto politico del “l’avevamo detto!” (ma intanto certe delibere ammazza-città le han votate pure loro …), a sinistra scendono tutti dal pero come se si fossero svegliati solo ora dall’ancor più classico “non c’ero, se c’ero dormivo, se dormivo sognavo, se sognavo sognavo di non esserci”.

Beata (finta!) ingenuità: come se in questi quasi sei anni di impero d’alfonsiano in città non si fossero davvero accorti di nulla. Ma, affascinati dall’iperattivismo dell’instancabile primo cittadino, che lavorava anche sedici ore per noi! come non mancava di farci sapere ogni due per tre, ci siamo “accontentati” dei nuovi marciapiedi, dell’ex-aurum, dell’ampliamento dell’offerta di voli dall’aereoporto, dei mercatini in città ogni due per tre… dimenticandoci che siamo scesi agli ultimi posti in Italia per la spesa sociale, che lo sport agonistico sta letteralmente sparendo, che spazi sociali per i giovani neanche a pensarci – ma ci lamentiamo dei “rumori molesti” della Pescara-bai-nait in città vecchia! – che i tanti anziani concittadini sono praticamente abbandonati a loro stessi, che la vivibilità in città è ormai soltanto una chimera con tutto il traffico, lo smog, l’inquinamento, il caos che c’è.

Ora, dopo la batosta elettorale di domenica scorsa e le dimissioni del segretario regionale, il PD Abruzzo pare sarà commissariato (e se sparisse del tutto per me sarebbe solo un gran sollievo!), mentre cominciano le rese dei conti e le faide intestine tutte interne al partito. Prima vittima il presidente dell’ACA Catena, dimissionario.

Ma fanno ancor più ridere i “compagni” neoeletti alla Regione di Rifondazione, La Sinistra, Comunisti Italiani: sono soltanto in tre (ovvero, conteranno praticamente meno di niente), e son capaci di cominciare a litigare tra loro ancor prima di sedersi sui banchi da neoconsiglieri!
Quindi, continuiamo pure a sparare sulla Croce Rossa. E’ l’unico divertimento che c’è rimasto.

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