Cassazione di Bologna: sito web non è stampa
Cyberdiritti December 1st, 2011
Con la sentenza nr. 44126 la Cassazione di Bologna ha annullato senza rinvio la condanna per il reato di omessa rimozione del commento stabilita dalla Corte d’Appello nei confronti della direttrice dell’edizione online de L’Espresso Daniela Hamaui.
La sentenza è particolarmente importante per due motivi:
il primo, scrive la Cassazione, è che
tra l’editoria cartacea e quella elettronica non c’è solo una “diversità strutturale” ma altresì la impossibilità per il direttore della testata on-line di impedire la pubblicazione di commenti diffamatori, il che rende evidente che la norma penale che punisce l’omesso controllo non è stata pensata per queste situazioni, perchè costringerebbe il direttore ad una attività impossibile, ovvero lo punirebbe automaticamente ed oggettivamente, senza dargli la possibilità di tenere una condotta lecita
il secondo, forse ancora più importante per quanto concerne le differenze tra on-line e stampa cartacea, è che
“perchè si possa parlare di stampa in senso giuridico, occorrono due condizioni: che vi sia una riproduzione tipografica e che il prodotto di tale attività (quella tipografica) sia destinato alla pubblicazione attraverso una effettiva distribuzione tra il pubblico”.
Le testate elettroniche difettano di entrambe i requisiti perchè
“non consistono in molteplici riproduzioni su più supporti fisici di uno stesso testo originale, e perchè vengono diffuse non mediante la distribuzione”.
Ora, resta da farci un’ultima domanda: si è riusciti a mettere definitivamente la parola “fine” su questa questione, visto che ci sono ormai ben due sentenze della Cassazione in tal senso (la prima aveva già stabilito che non si possono applicare le regole per la stampa alle informazioni online, leggi qui e qui), o salterà fuori ancora il politicante di turno che, in nome della sicurezza, del controllo, del rispetto per le istituzioni, per contrastare la pedopornografia – glihacker – iterroristiciislamici – glialieni ochissacchi’ (leggi, i fatti suoi), tenterà di smontare nuovamente questo impianto giuridico?
Dovrebbe essere ormai chiaro anche ai più ignoranti che il sistema legislativo italiano in materia di stampa, comunicazioni, copyright&diritto d’autore è vetusto, vecchio, antico, e che continuare a cercare di adattarlo con regoline stiracchiate, piuttosto che operare una seria e sana riforma del settore che tenga conto delle novità tecnologiche e soprattutto del loro rapido sviluppo, altro non fa che aumentare la confusione e, se vogliamo dirla in soldoni, fa scappare investitori e aziende presso lidi più tranquilli (l’ultima in ordine di tempo è giusto Sky che ha annunciato il ritiro dalla gara per il digitale terrestre perchè i “tempi poco chiari e regole discutibili sono incompatibili con un mercato televisivo e uno scenario competitivo che è invece in rapida e costante evoluzione”).
Perchè invece non prendere esempio dall’Islanda che ha deciso di dotarsi di un sistema normativo aggiornato ed efficiente, in linea con gli scenari tecnologici che si stanno profilando a livello mondiale?
Tags: Cassazione Bologna, Daniela Hamaui, L'espresso, Sentenza
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